24/01/16

Cuori all'acero e noci: perché le Stelle non appartenono solo a Natale né i Cuori solo a San Valentino


Come ogni buona domenica che si rispetti, a casa mia si fanno una miriade di cose.Con estremo relax, ma a ben vedere siamo molto attivi.
Compiti di mate - parte prima al mattino.Compiti di ita e inglese seconda parte del pomeriggio. 
Tradotto: una mezza mattinata persa a pregare, intimare, minacciare per prendere libro e quaderno. Quindici minuti di concentrazione eroica e poi una corsa da campione verso la camera, paradiso dei giochi, mollando matite e quant'altro sul tavolo della cucina. Senza dubbio finiranno in ordine nello zaino. Non importa, non interessa sapere chi, quando e come. Comunque ogni oggetto ritroverà il suo posto. Il pomeriggio, copia incolla. Questo è Lui. 

Si aprono le ante dell'armadio. Si infila la testolina tra le gonne e i vestiti appesi, si fruga tra collane e mollette. Si spruzza il profumo. Si decide, si cambia idea....la si cambia ancora. Ma....si, forse si, vestita così può andare. Risultato: il suo letto pieno di vestiti, pigiama, spazzola, peluche, bambole, calze e collane. Questa è Lei.

Io? Beh...io sono quella che metodicamente sfreccia per casa e raccoglie libri, giornalini, lego, vestiti e cerca di fare un filo d'ordine. 
Sono anche quella che alla domenica mattina però non ha orario. Per cui: colazione da regina, caffè doppio, riviste, giornale on line, ginnastica o corsa e buona cucina. 
In un momento davvero propizio inoltre, sono riuscita anche a ricavarmi un po' di tempo per elaborare una strategia per correre la mia prima mezza maratona da infortunata. Già...una serie di sfortunati eventi mi ha portata allo stop forzato per cui ora sono qui che ragiono, elaboro e soprattutto digerisco il fatto di non poter correre. 
Per cui mi sono studiata tutto un percorso di due settimane, curato nel dettaglio, per alimentarmi correttamente e per allenarmi almeno con lo stretching. Ho giusto due settimane davanti per una preparazione con i fiocchi...potrò fare tanto bene o tanto male, ad oggi non lo so. Ma quel che conta è che in queste settimane di fermo io non perda lucidità e resti fedele al mio programma. Vedremo...poi confesserò, dopo la 21 confesserò :=)))))


Oggi ho recuperato dalla dispensa una bottiglietta di sciroppo d'acero e delle noci. Erano lì da troppo e avrei finito per scordarceli per sempre. Per cui, ecco come è andata. Una ricetta super facile per dei biscotti profumati e un panetto di impasto di scorta da tenere pronto in frigo per i prossimi giorni. 





 Biscotti allo sciroppo d'acero e noci

280 g di farina 00, 3 cucchiai di noci tritate, 100 ml di sciroppo d'acero, un uovo intero, 100 g di zucchero grezzo, 160 g di burro

Mescola il burro con lo zucchero. Aggiungi lo sciroppo d'acero, l'uovo e le noci tritate. Unisci progressivamente la farina. Una volta ottenuto un impasto omogeneo e compatto, avvolgilo nella pellicola e mettilo in frigo per un'ora.
Lavora l'impasto rapidamente, in modo che non si ammorbidisca troppo per via del burro che si scalda e rende difficile ritagliare i biscotti. 
Ricava le forme che preferisci, inforna per cinque minuti a forno ventilato a 120°. Lascia raffreddare sulla gratella e....goditi il profumo dei tuoi biscotti.

Ai miei bimbi piace incidere i biscotti con le letterine....piccoli passatempi del fine settimana :=)



 


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17/01/16

Una domenica di sole, risotto e corsa!

Mentre preparavo questo risotto pensavo che poche ore prima mi trovavo ad una settantina di chilometri da casa intenta a fare tutt'altro.
Me ne sono andata in compagnia del mio runner preferito di otto anni a correre. Una corsa di sei chilometri, una vera Ammazzainverno! Che bella l'idea di chiamare una corsa "ammazzainverno", mi piace da matti :=)
Lasciandoci Milano alle spalle e andando verso la montagna, la temperatura calava e calava, fino a meno cinque gradi. Ci siamo dovuti mantenere ben in movimento per essere caldi per l'inizio della corsa. Il mio runner era ben equipaggiato e dotato del giusto spirito sportivo. Il compagno ideale.
Pronti, via! 
Ci siamo arrampicati tra stradine, strade sterrate, campi, salite e discese. Abbiamo attraversato qualche bosco. Il sole filtrava morbido. Era come se volesse spiare i nostri movimenti. La terra dei campi era dura, congelata. I cani abbaiavano innervositi al nostro passaggio. 

E poi, non so se ero io, se era il mio umore di oggi a farmi vedere le cose in questo modo ma...la gente mi sembrava particolarmente benevola. C'era un buon clima, come sempre a dire il vero in queste manifestazioni. Ma quello che mi è piaciuto è stato respirare  il calore umano. Un sorriso, un saluto, il piacere di scambiare due parole e di attardarsi a parlare con qualcuno appena conosciuto. 
Quello che amo di queste uscite infatti, panorami e luoghi a parte, è proprio lo stare insieme agli altri e condividere esperienze e corse sempre nuove.

Sulla via del ritorno, il mio ragazzo si è addormentato in macchina. Stanco e soddisfatto, si è abbandonato sul sedile e il sole lo ha riscaldato per benino. La musica in sottofondo non deve nemmeno averla sentita. L'ho svegliato parcheggiando sotto casa e quando è sceso dalla macchina si è fatto sorprendere da un vento freddo milanese. 


Ci voleva davvero un primo piatto come questo che ci riscaldasse. Radicchio tardivo, vino rosso a sfumare e un buon formaggio grana per mantecare. La ricetta è quella classica, semplicissima. La differenza la fa l'ingrediente. Radicchio tardivo, vino rosso buonissimo (io Raboso) e brodo vegetale bio. 
Se poi avete il burro di malga allora siete dei super favoriti, baciati dalla fortuna ed il vostro risotto meriterà un applauso. Se poi, come mia mamma, avete pure delle cipolle vostre, coltivate nel vostro orto, allora...che dire....meritate una ola! 
A proposito di cipolle del nostro orto....devo dire che quelle di mia mamma, coltivate in montagna sono ottime ma senza pietà. Hanno una capacità di fare lacrimare gli occhi mai vista prima!!! Autentiche cipolle Cadorine che fanno impallidire le cipolle cittadine. Ma che ve lo dico a fare???



Ora siamo pronti per un pomeriggio fatto di compiti, tabelline, mousse al cioccolato da preparare, biscotti da impastare e ....panni da stirare (no comment). Dimenticavo...albero da disfare. E' giunta l'ora!
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09/01/16

Una giornata d'inverno,un fine settimana di pioggia e una pasta che profuma di estate


Milano, una giornata d'inverno. Un fine settimana di pioggia.
In teoria sarebbe il momento ideale per disfare l'albero e togliere i piccoli addobbi dalle stanze ma...nessuno di noi oggi ha la minima intenzione di farlo. Anzi, credo che ce ne staremo in casa con le luci ancora accese. Per noi "arriva l'Epifania e tutte le feste si porta via" non esiste, è giusto un indicazione di massima. Poi per una pura questione di spazi e di decenza, allora decidiamo di raccogliere e mettere via tutto.
Inoltre, io e  Federica siamo particolarmente legate alle stelle. Lei ha tre stelle dorate appese accanto al letto. Le compagne dei suoi sogni. 
Io in cucina ho la mia stella luminosa, nella zona lavoro. Non me ne voglio separare, mi piace accenderla alla sera quando rientro dal lavoro. Si accende lei e si illuminano anche le mie idee, mi viene voglia di preparare qualcosa di buono per tutti. Certo, nella speranza che non vi siano capricci. Ad ogni modo, queste stelle non finiranno nei cartoni e non andranno in cantina. Resteranno con noi, si rifletteranno nei nostri occhi con i loro luccichii.
In teoria sarebbe anche il momento per rincorrere qualche saldo, in teoria. Non sono andata in cerca di scarpe, di gonne, di pantaloni, di giacche, di cappotti. Insomma, ho fatto la brava!
Beh...qualche acquisto però l'ho fatto. Andrea di otto anni ha deciso che verrà  a correre con me e quindi gli servivano le scarpe ed equipaggiamento invernale. Detto fatto. Ci sarà un bambino tutto magrolino, alto, slanciato, biondo e con gli occhi azzurri che correrà con la sua mamma. Biondi e total black, siamo noi! 




Per riscaldarci oggi una bella pasta. Profumi e sapori d'estate, ci volevano davvero.

Mezze maniche melanzane e pomodori

Un formato qualsiasi di pasta corta. Una melanzana sbucciata e fritta in padella, a tocchetti o rondelle. Dipende da come più ti piace presentare il piatto. Un sugo di pomodoro e basilico.  Del formaggio grana in scaglie.In poche mosse il piatto è pronto. In sostanza devi preparare separatamente gli ingredienti e poi assemblare il tutto alla fine. 
Condisci la pasta nel sugo di pomodoro. Disponi la melanzana sulla pasta e una spolverata di formaggio. 
Se ti va, un giro d'olio extravergine. 


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06/01/16

Biscotti alle spezie per un inizio anno che sa di casa, gioia di vivere

Le vacanze natalizie quest'anno sono state particolarmente fruttuose...me ne sono resa conto solo dopo il rientro in città. Sul momento vivevo le giornate pigramente, senza una sveglia che si mettesse a suonare, con un risveglio lento,  bradipesco e con un fare piuttosto passivo. Poi, presa da una sferzata di energia, mi vestivo e me ne andavo a correre per stradine e sentieri nei pressi di casa. Solo allora, nel momento in cui l'aria fredda toccava la mia pelle e i miei occhi incrociavano le montagne e i ghiacci, solo allora riprendevo realmente coscienza del tempo e delle giornate che trascorrevano.

Ebbene, tornata a casa - ripiombando in autostrada oltre una coltre di nebbia che pareva un muro fatto apposta per dare l'arriverderci al sole e cielo azzurro - ho sentito i benefici dello stacco. 
Lasciare la città ma soprattutto i ritmi e i luoghi della mia vita di tutti i giorni, mi ha fatto respirare un' aria nuova. Come se il vento freddo avesse voluto dare una scossa alla mia quiete e mi avesse spedito attraverso l'aria una flusso di nuovi pensieri ed idee...tutti lì, pronti, il mio unico sforzo stava nel mettermi in ascolto. Un ascolto vero, fatto di gioia di vivere, di fare, di innovare e soprattutto di essere me stessa in tutte le cose che faccio.

Quindi? Quindi....che dire, tiri le fila, pensi ai prossimi mesi, al classico inizio anno, guardi i giorni prossimi e ti chiedi cosa vorrai fare nei mesi ancor più prossimi.
Bene. Piuttosto inconsapevolmente nella mia mente si è iniziata a delineare una lista di cose da fare e non fare, giusto per non chiamarli "buoni propositi" anche perché ad un certo punto mi sono resa conto che erano più le frasi che iniziavano con un "non" che non le altre. 
Va bene anche così in effetti, non voglio rifare le stesse cose che non mi hanno fatta stare bene o che non mi hanno dato soddisfazione per cui, benvenute le negazioni! 

Vediamo un po' cosa ne esce...
Voglio correre, questa mi esce proprio dai tasti e guarda caso come first position! Si, voglio correre perché in quel tempo, in quel movimento, mi sento libera e così sono i miei pensieri. Mentre corro io non conduco i pensieri, lascio che questi mi arrivino e se poi tra i tanti c'è qualche idea illuminante tanto meglio. Vorrà dire che la corsa oltre ad avermi rilassata, quel giorno mi avrà anche regalato una soluzione. Happy me!
 
Non voglio ansia o fretta, cattive compagne di vita e cattive consigliere. Certo certo, questo nella vita ideale ma....tenendo conto di quanto poco bene facciano, voglio fare il tentativo di tenerle lontane. Un po' come si fa con le cattive compagnie. Ecco.

Voglio fare quello che mi piace, al lavoro e fuori dal lavoro. Voglio delle attività dinamiche, variegate. Voglio conoscere persone nuove. 

Voglio fare dei corsi per crescere nel mio lavoro e nella mia vita personale. Ho persino pensato ad una seconda laurea. Sto delirando? Deliravo? Mi sono chiesta....le giornate restano sempre di 24 ore. E allora ecco la raccomandazione che faccio a me stessa. Non esagerare Vale! Eppure...io ho voglia di tutto questo.

Voglio ricominciare a scrivere, fotografare, pubblicare. Quando? Beh....nel fine settimana,dopo la mia corsa rigenerante. Il fine settimana è sacro. Lo voglio dedicare a tutte quelle attività che non riesco a svolgere in settimana. Quindi il sabato e la domenica sono per la casa, i bimbi, il mio relax fatto di corsa, buon cibo, fotografia e buone letture. 

Ok....la lista n effetti si sta allungando ma mi manca ancora qualcosa che non so bene cosa sia....

Vero. Voglio anche sistemare casa, buttarci dentro un'ondata di colori. Riprendere lo stile Nordic che tanto mi piace ed accompagnarlo a toni di blu e azzurro. Ho già iniziato a fare qualcosa....ho raccolto immagini e progetti per la sala, la mia camera e la cucina....un passo alla volta. Ora aspetto il tavolo della cucina. Bianco ovviamente. Accompagnato da sedie bianche in pelle. Già....cucina elegante con dettagli di colore...lampadario rosso? Non lo so :=)
 
Domani si ricomincia. Stesso lavoro, che amo, in uno spazio nuovo. L'azienda si ritrasferisce in città ed io sono veramente strafelice. New style of life! 
Sveglia alle sei e mezza, corsa di mezz'ora, doccia calda e colazione stile Vale. Cosa?. Ma è ovvio!!! Uova, formaggio, speck o prosciutti, frutta, pancake, marmellata, yogurt, torte fatte in casa....la sera prima ti organizzi e la colazione del giorno dopo sarà lì, pronta a sorriderti e a portarti per mano nelle prime ore della giornata.
Scarpa da ginnastica, infilo la metropolitana. Scarpa col tacco ed entro in ufficio. I Love It!

E poi...ogni tanto, quando la grazia è davvero tanta, un aperitivo serale. E poi....febbraio e marzo un corso di formazione serale tutto per me. E poi...ancora non lo so ma sono certa, lo sento, che quest'anno mi riserverà tante belle sorprese!!!



E tra tutto questo, il clima di casa disteso e accogliente diventa ancora più speciale con il profumo di biscotti speziati. Le piccole manine della mia baby di tre anni diventano operose, sempre più consapevoli nel mescolare, versare, aggiungere. Quando lei versa la farina sta attenta a non farla uscire dalla ciotola. Ha grazia, ha calma ed attenzione. Caratteristiche di una piccola donna in cucina....mi sa che se resta così da grande sarà una seduttrice. Lei assaggia, ammicca, vuole condividere i sapori speciali che escono dalle combinazioni degli ingredienti....curiosa. Curiosa come una donna e come una cuoca. La doro!!!



Biscotti speziati, la ricetta

Mescola lo zucchero 180 g con un uovo intero. Aggiungi 100 ml di sciroppo di rose, un cucchiaino da te abbondante di cannella e uno di cardamomo. Infine, aggiungi 250 g di burro fuso tiepido. A parte, in un'altra ciotola, setaccia la farina e aggiungi un cucchiaino di bicarbonato. Unisci la farina al resto del composto, lentamente in modo che non si formino grumi. 
Mescola in modo da ottenere un impasto morbido. Avvolgilo nella pellicola trasparente e mettilo in frigo per due ore.
Stendi la pasta con il mattarello. Io utilizzo la pellicola per fare in modo che la pasta non si attacchi al mattarello e per utilizzare altra farina. 
Ricava le forme che preferisci e metti in forno per dieci minuti a 160 gradi. 

Buona biscottata !







E poi c'è lui....il fratello controlla, assaggia e soprattutto critica!


...quest'ultima foto mi sa che è perfetta per il mio profilo Whatsapp :-)

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11/10/15

Pranzo Vegan della domenica...after-run!



E' dall'estate che aspettavo questa domenica 11 ottobre e finalmente è arrivata!
Sveglia alle 06.45, la casa ancora silenziosa e la città avvolta da una luce incerta. Guardo in direzione del grattacielo Allianz per essere sicura che ci sarà il sole e infatti...dopo poco i suoi 50 piani si colorano e mi fanno sapere che sarà un splendida domenica milanese. Perfect!
Tostapane in funzione, piatto lì pronto per ospitare un fragrante toast ai cereali e formaggio. Mancano ancora la spremuta e il caffè e poi via, in tenuta da runner.

Una dieci km in città, tra le vie del centro partendo dal Duomo passando dal quadrilatero della moda per poi finire in zona Arena e Parco Sempione. Adoro questa città e correre in una giornata come questa me la fa apprezzare ancora di più. Per il ritorno a casa, niente metro, ho preferito consumare ancora qualche chilometro per portare con me ancora per un po' la magia del mattino. I muscoli attivi, i miei passi sui marciapiedi e la mente libera di vagare. Così mi piace sentirmi quando corro e dopo aver corso.
Libera!


E poi, fermi tutti !In cucina vite vite per organizzare il pranzo e godere delle cose semplici di casa.

La piccola munita di frullatore si è occupata di frullare i ceci per creare dei fantastici burger vegan. Divertimento in cucina prima di tutto e chiacchiere intorno a cosa fare e come...Divertentissimo scambiare punti di vista in merito a quanto sale e quanto pepe, se prima o se dopo quel goccio di limone. Già da piccoli in cucina hanno un buon senso che mai si immaginerebbe, c'è logica in ogni obiezione o iniziativa. Bravi loro! E bravi mamma e papà nel coinvolgere i bimbi nel preparare pranzi, cene, merende e tavole apparecchiate! 

 


Burger Vegan: ceci e riso selvaggio


Frulla una scatola di ceci cotti con una tazza di riso selvaggio cotto a parte e ben scolato. Aggiungi uno spicchio d'aglio, sale, pepe, un goccio di limone, del prezzemolo tritato fresco e mescola bene tutti gli ingredienti. Regola di consistenza eventualmente aggiungendo del pane grattugiato. Ricava dei burger con le mani e cuocili a fiamma vivace con un filo d'olio.
Puoi accompagnarli con delle salsine fresche oppure con verdure a piacere. Io amo le zucchine saltate in padella con i profumi dell'orto e aglio.

Ecco fatto! Semplice e gustoso!
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04/10/15

Cucino per me, così, senza fretta

L'ultima volta che ho scritto un post è stata a febbraio di quest'anno. Ora iniziano a cadere le foglie e tra non molto mi ritroverò ad indossare gli stessi maglioni invernali che mi accompagnavano nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno, quando raccontavo di A Tavola del mese di marzo.  Ho davvero la sensazione che sia passata un'eternità da quando ho deciso di prendermi una pausa. Molti mesi sono trascorsi in effetti e la pausa è stata una lezione di vita!

Avevo bisogno che l'inverno volgesse al termine e ho aspettato la primavera con la speranza di sempre. Un sentimento un po' infantile e incantato, quasi una speranza che il rinascere della natura facesse in qualche modo sbocciare in me un qualcosa che si stava attenuando. 

Poco tempo a diposizione per me. Avvolta negli impegni di lavoro, casa e famiglia, mi sono ritrovata ad un certo puto ferma, completamente immobile. Mi è successo una cosa simile a questa: era come se avessi corso per chilometri e chilometri e poi all'improvviso mi fossi fermata. Non mi ero accorta che negli ultimi chilometri e quindi negli ultimi mesi c'erano dei segnali da ascoltare. 
Stanchezza, tempo e vita troppo strutturati. Ecco qui! E allora? Che fare?
Correre! Non sapevo bene all'inizio se la scelta di iniziare a correre fosse un delirio totale, ma ci dovevo provare. Innanzi tutto uscire a correre avrebbe significato stare all'aperto e per me "montanara" è un requisito fondamentale per stare bene. Beh....non è stato poi tanto un delirio devo dire. 
Ho iniziato con calma e poi, mese dopo mese e allenamento dopo allenamento, non solo ho riguadagnato i miei spazi ed i miei tempi, ma mi sono confrontata con una me stessa nuova e ritrovata! Ho riscoperto come stare bene, nuovi ritmi, nuove abitudini alimentari e piccoli trucchetti per esserci sempre, come piace a me, ma senza ansie. 

Si sa, lo si legge e lo si sente di continuo, di quanto sia importante il movimento fisico ed una corretta almentazione. Ma diverso è provarlo e convincersi dei benefici sulla propria pelle. Non avevo certo da dimagrire e non dovevo necessariamente cambiare alimentazione, ma volendo correre in modo corretto ho fatto più attenzione alla dieta.Un esempio?
Colazione abbondante, il mio pasto preferito: spremuta di arancia, pane tostato, formaggio caprino, uovo all'occhio di bue, prosciutti o parenti di insaccati (non molto però). Per finire, un caffè lungo e via, si esce.
A pranzo prediligo pasta, riso, verdure (a volte carne bianca) e per cena splendidi passati di verdure, minestroni, velluate....confort food serale insomma. 
Semplice, questa soluzione per me è perfetta per avere le giuste energie per la giornata e un sonno compatto di notte. E poi....corsa tre volte a settimana. Ecco, questa non può più mancare!

Quindi, in onore di questo equilibrio ritrovato e di questa domenica autunnale di relax, ecco qui una ricetta vegetariana. Un piatto colorato, allegro, puntellato di semi di papavero che a pioggia ricoprono i gnocchetti di saraceno.

Gnocchetti sardi di grano saraceno, peperoni ai due colori

Per due persone: mezzo peperone rosso, mezzo peperone giallo, uno scalogno, un filo d'olio extravergine di oliva, un cucchiaio di semi di papavero, prezzemolo fresco, sale e pepe

In una padella fai stufare lo slcalogno tritato con un filo d'olio. Unisci i peperoni tagliuzzati e procedi con la cottura. Aggiungi un paio di cucchiai d'acqua e mescola. Aggiusta di sale e di pepe e aggiungi il prezzemolo fresco al termine. Condisci i gnocchetti di saraceno spadellandoli nelle verdure e finisci con i semi di papavero.


E se hai voglia di qualcosa di fresco, affetta un cetriolo e proponilo con questa cremina:
mousse di philadelphia, cipolla tritata sottilmente, una spruzzata di limone, sale e pepe
Semplice e delizioso, anche come antipasto o per spiluccare....mentre prepari il pranzo.





Basta poco. Telefono in un angolo, radio modalità on. Doccia calda, un vestito caldo e morbido e poi in cucina a preparare il pranzo o la cena.
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22/02/15

Ricette al femminile e pensieri primaverili per A Tavola 03/2015

 
Siamo all'ultima settimana di febbraio e tra un mese lasceremo alle spalle l'inverno per riabbracciare la primavera. Mi sembra quasi imposibile, forse persino prematuro il solo pensare a quei germogli che in breve tempo daranno alla luce petali colorati, tuttavia...sapere che tra qualche settimana la natura ricomincerà a svegliarsi mi porta un gran beneficio.
Ho goduto di neve e montagna ben poche volte quest'inverno. Solo quando sono tornata tra le mie montagne. In città ho aspettato la neve, mi sono illusa ed emozionata vedendo cadere copiosi i fiocchi di neve ma poi, quel leggero manto bianco si è sciolto mostrando il colore grigio dei marciapiedi. 
E allora, aspetto che la città si risvegli. Aspetto che i rami secchi e spogli si rimettano in marcia per riempirsi di tenere foglie verdi. E poi lo so, succede sempre così: mi pare che i germogli non fioriscano mai, che gli alberi sotto casa non si riempiano abbastanza di foglie e poi ad un tratto, mi rendo conto di essermi persa qualcosa. Quel momento magico che sembra sempre sfuggirmi, quello che davvero segna l'inizio della primavera a dispetto di date e stagionalità convenzionali.

E nonostante il mio amore per l'inverno, mi ritrovo a comprare spesso fiori freschi. Mi piacciono e mi piace rendere la casa accogliente distribuendo nelle varie stanze un segno di cura e colore.  Il sabato mattina torno sempre a casa con le buste della spesa, giornali, pane fresco, la mia brioche di metà mattina e un bouquet di fiori. I miei preferiti in assoluto sono i tulipani. Mi riportano all'infanzia, a quando ero bambina. Mi ricordano il giardino di mio nonno, a quando uscivo in cortile al mattino e infilavo il naso tra i petali. I suoi erano tulipani rossi. Mi faceva un po' impressione guardare tra i petali, intravvedevo i pistilli e avevo paura che da un momento all'altro potesse uscire da quel tenero tulipano un'ape. 
E poi ci sono i ranuncoli, li adoro. 
Questi che ho utilizzato per il servizio di Marzo per A Tavola, li ho comprati in Brera. Li ha portati a casa la mia bimba, felicissima di stringere tra le mani tanti colori e tanta delicatezza. 

Qualche pagina tratta dal numero di Marzo di A Tavola: questo servizio è dedicato ad una serata tra amiche con ricette semplici da preparare insieme sorseggiando un aperitivo e con tranquillità.
Non potevano non essere protagonisti i fiori, i ranuncoli infatti...Non saprei quale piatto consigliarvi...a me piacciono tutti però forse quello che dovreste assolutamente provare è il filetto di nasello con la glassa allo zenzero. Una meraviglia, un regalo per il palato. E se fate un po' di glassa in più, la potete conservare in frigo per provare nuovi abbinamenti allo zenzero. Vedrete, non vi deluderà...
La rivista è in edicola!
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04/02/15

Strudel di bietole e frutti rossi, aspettando la neve

Si dice in giro che domani, anzi questa notte, dovrebbe arrivare la neve. Anche in città.
Io la aspetto come se fossi una bambina, condivido l'entusiasmo dei bambini e fingo di condividere le preoccupazioni o fastidi per i grandi. Che devo dire, a me piace la neve, anche in città.
In fin dei conti siamo in pieno inverno, abbiamo le gomme neve, siamo muniti di stivali o moonboot (a voler essere esagerati), siamo avvisati almeno con 24 ore in anticipo. Insomma, aspetterò domani mattina per alzare la tapparella e controllare i tetti. Ci sarà la luce della notte, quella delle sei del mattino. Ci saranno i lampioni accesi e poi...si vedranno i fiocchi in controluce? Si sentirà quel silenzio che solo la neve sa portare, ma non ci sarà ancora nessuno a spalare. Forse. E i bimbi ancora dormiranno. 
Non so come sarà la giornata di domani, ma mi piace pensare che inizi così.

E con queste sensazioni, ho preparato questo strudel di bietole e frutti rossi.
Davvero appagante. Facile da fare, avvolgente, una vera carezza in una giornata fredda come questa. 

Veloce da fare, vi basterà avere in frigo un rotolo di sfoglia, le verdure e poco altro. In mezz'ora lo strudel sarà pronto! Io lo adoro, ha la morbidezza delle verdure e quel tocco di dolcezza dei frutti rossi...stupendo!

Strudel di bietole e frutti rossi

Ti servono: mezzo scalogno, 300 g di bietole, due spicchi d'aglio, olio extravergine di oliva, un cucchiaio di frutti rossi essiccati, due cucchiai di ricotta fresca, due cucchiai di panna acida, sale, pepe, un uovo per spennellare la superficie della pasta, un rotolo di pasta sfoglia, semi di sesamo

lava le bietole e tagliale grossolanamente. In una padella capiente, fai scaldare l'olio e fai dorare l'aglio. Poi aggiungi lo scalogno e fai stufare. Aggiungi le bietole, sale e e pepe e fai cuocere.
Una volta cotte le bietole, uniscile alla panna e alla ricotta. Infine aggiungi i frutti rossi. Mescola bene il tutto e distribuiscilo all'interno della pasta. Chiudi la sfoglia, i bordi e spennella la superficie con l'uovo. Una presa di semi di sesamo e via, dritto in forno per 20 minuti a 170°.




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01/02/15

Sabato, un giorno speciale - Salmone in salsa di soia con tortino di carote e ricotta di pecora

Basta poco per rendere un giorno qualunque un po' speciale. Per me il sabato è un regalo bellissimo, un regalo di tempo e possibilmente di sole. Io e la mia piccola usciamo a fare la spesa, chiacchieriamo con un passante che si sofferma a guardare gli occhi azzurri di lei. Poi, entriamo in panificio per prenderci una brioche alla marmellata, al ritorno dalle spese ci faremo un caffè e lei si godrà la schiuma intorno alla tazzina. In quel caso io me lo preparo deca...tanto ormai lo so che si tratta di un caffè di coppia :=)
E poi, giornalaio per il corriere, una rivista di cucina, le figurine per il più grande e un giornalino tutto al femminile per lei. E poi ci si stupisce se già a due anni vanno in fissa per le scarpe e magari hanno pure l'ardire di scegliersi i vestiti da sole...Io dico che, dopo lo stupore di mamma dei primi cinque minuti, poi mi rendo conto che è normale. 
Ti accompagna ovunque, in bagno mentre ti trucchi o ti metti il profumo, osserva come ti pettini, sbircia nell'armadio e mentre tu sei frastornata e stanca nonché indecisa sul cosa metterti la mattina dopo, lei afferra una gonna e ti dice queta queta mamma!
Di che mi stupisco? Di nulla, mi rallegro di questa figlia e fantastica compagna di vita. 
Ci fermiamo dal verduraio, come due bambine facciamo scorrere lo sguardo su arance, cassette di bietole, cachi, banane, mandarini e pure fragole ma...no, non cadiamo in tentazione. Le fragole a febbraio proprio non si può!
Pochi passi più avanti c'è il chiosco del fioraio. Ci fermiamo anche lì. Ci scambiamo qualche idea su fiori, colori e profumi e poi infiliamo sul passeggino anche un bel bouquet di fiori. 
Adesso, con questi piccoli gesti è davvero sabato. Il fine settimana inizia così.
E se poi, ad aggiungersi a tutto questo, ci mettiamo il fatto che fratello e papà se ne vanno in centro per un'uscita di soli uomini (barbiere-pizza-epoinonloso) allora questo sabato diventa veramente speciale, tutto al femminile.
La cucina si rivoluziona, si cucina per due! Ciò significa che per una volta - davvero è così - non cucinerò à la carte. Qui ognuno ha le sue esigenze e preferenze, chi no questo chi no quello, io niente verdure, cos'è quella roba verde, non mi piace la consistenza, volevo un'altra cosa, oggi a pranzo l'ho già mangiato, io sono a dieta, qui ci potrebbero essere le spine, scotta, troppo tanto, troppo poco....e via di seguito.
Fatto sta che questo è il nostro sa-ba-to!
E allora, relax. Si cucina un bel salmone alla soia, presto fatto e appagante. 
Un tortino di verdure, finalmente, questa volta arancioni! Evviva. E poi, un deca e divano con lei che dorme placida.
Non chiedo di meglio. Questo è il mio week-end.


Salmone in salsa di soia con tortino di carote e ricotta di pecora

Ingredienti: pasta brisée, ricotta di pecora, 4 carote grandi, due spicchi di limone, olio extravergione di oliva, sale, pepe, profumi dell'orto - quelli che vuoi - filetti di salmone, salsa di soia, semi di sesamo 

Metti a marinare per mez'ora  il salmone nella salsa di soia,. Pulisci le carote, tagliale a tocchetti piccoli e regolari e sbollentale in acqua leggermente salata per cinque minuti. Scolale e mettile in una pentola antiaderente da forno. Irrorale con un filo d'olio e metti nella teglia l'aglio scamiciato e dei rametti di timo o altri profumi che più ti piacciono. Sale e pepe e via in forno a 180° per 15 minuti. 
Distribuissci la pasta brisée in singoli stampini e versa qualche cucchiaio di ricotta di pecora sul fondo. Aggiungi le carote in superficie e metti in forno ancora per 10 minuti, fino a quando la pasta non sarà ben cotta. Lascia intiepidire. Questo sarà l'accompagnamento per il salmone.

Fai scaldare una padella antiaderente e fai cuocere velocemente i filetti di salmone di parte in parte. 
Servi in tavola aggiungendo una spolverata di semi di sesamo e con il tortino di carote e ricotta di pecora. 

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