17/09/16

Tiramisù del week-end e la lista di cose da desiderare


Aspettare è un'esperienza che ci accomuna tutti. A tutti capita di aspettare. Si inizia fin da subito, di primo mattino. Aspetti che si scaldi la macchinetta del caffè, aspetti che arrivi il tuo treno che tanto già sai sarà in ritardo. Aspetti che il tuo PC si accenda e che finalmente dia tutti i cenni di vita che ti rassicurino. Sai che forse quel giorno ti arriverà la risposta che da tempo ti aspetti di leggere. Aspettare...ovvero, stare nell'aspettativa che qualcosa accada. Un qualcosa di ben preciso. A volte, un accadimento molto lontano dai tuoi pensieri. Una sorpresa!

Ognuno di noi reagisce al tempo che scorre aspettando in un modo diverso. Chi tamburella le dita sul tavolo, chi si mangia tanto o poco le unghie, chi muove le gambe come dovesse andare in bagno da un momento all'altro. Per ammazzare il tempo, il modo più comune credo sia ormai quello di armeggiare con il cellulare, quasi fosse un oracolo in grado di far saltare a piè pari questo momento di stallo per poi giungere finalmente alla liberazione. Sguardi persi, tesi, sfuggenti. Sguardi di persone che , in qualche modo, sopportano il fatto di dovere stare in attesa fino a quando....il semaforo si colora di verde!

Il mio rapporto con l'attesa si evoluto nel tempo. 
Vedo una lei bambina che, impaziente, deve aspettare le due del pomeriggio per andare a casa dell'amichetta a giocare. C'è Pollon alla TV, non può arrivare un minuto in ritardo. La sigla va goduta tutta, a partire da quei piedoni grandi grandi che si parano sullo schermo alle prime note.
Quella bimba sono io. Devo uscire di casa due minuti esatti prima delle due se voglio essere puntuale. Detto fatto. Trepida attesa, anticipo e vai, ce l'ha fatta!
Altra sequenza: sala d'attesa di un ambulatorio. Strategia su come ammazzare il tempo: sfogliare i giornali, chiacchierare con un'anima pia....andarsene. Se qualche anno prima me ne sarei andata, adesso con una certa rassegnazione,  faccio appello a tutta la mia pazienza e motivazione e resto lì,  seduta. Lì non ci voglio più tornare per cui, meglio soffrire ora!
Sequenza nr...: aspetto il momento in cui arriverà il giorno della Laurea, aspetto il giorno delle nozze, aspetto il giorno in cui partorirò il primo figlio e poi il secondo (figlia). Aspetto di fare il primo colloquio di lavoro, aspetto di ricevere il primo aumento.  E mentre aspetto, accadono tante cose.

Le amiche si fidanzano, si lasciano, si sposano. Le amiche diventano mamme e sono bellissime.
Passa il tempo, i genitori iniziano ad avere qualche problema ricevuto in dono dall'età che avanza. Difficile, quasi impossibile da accettare.
Ed infine, dopo tanto aspettare,  inizio a pensare che il tempo passi davvero. Concretamente.

E visto che le cose stanno così, , dico che visto che il tempo scorre tanto, troppo velocemente - ambulatorio a parte - non mi voglio distrarre o fare fregare. Vuoi mica dire un giorno che hai aspettato così tanto per andare a fare quel viaggio e che ormai è troppo tardi? Vuoi mica che nella tua mente cominci a svilupparsi la convinzione che, avresti voluto e dovuto fare delle cose e poi per questioni di pigrizia o abitudine non le hai fatte? Beh, lo so che non troverò mai la soluzione perfetta perché ciò non accada. So che rimarranno sempre delle cose che avei voluto fare e non ho fatto, ma per lo meno farò di tutto per non dimenticare le cose importanti. 

Ma come si fa? Oh beh, io ho un quaderno che ho eletto a Quaderno Speciale. Lì, ci scrivo la mia lista delle cose che desidero fare. Ci sono i miei viaggi intorno al mondo, i cibi che vorrei assaggiare, le piccole cose che vorrei provare a fare. Il mio Quaderno Speciale viaggia con me. Quando mi viene in mente un'idea, prendo la penna e la scrivo e poi...coloro con i miei colori preferiti. 
All'inizio avevo pensato che potesse essere un po'....illusoria come soluzione ma invece mi sono dovuta ricredere. Alcune cose le ho già fatte ed altre le ho aggiunte dopo averle fatte perché nemmeno ci avevo pensato dapprima e poi... Fare un giro sui Navigli con il battello ad esempio, fa parte di quei pensieri che non avevo appuntato ma caspita, lo volevo fare da tanto! E così, ci sono andata e mi sono comportata da turista. Sì, turista nella mia Milano che ormai mi ha accolta da 17 anni. Fantastico! Il mio quadrenetto è destinato a prestare servizio per molti, molti anni. Sarà un compagno di viaggio perfetto! Colorato, disordinato, scritto a penna e matita, affollato di note e inspessito da fotografie e stralci di giornale.  Mi pare di vederlo....

E siccome, visto che sono in tema di tempo , di attese e di cose da fare, ho pensato anche che fosse l'ora di rifare il Tiramisù. 
Con tutta calma, ho preparato il caffè, montato le chiare e la crema al mascarpone. In cucina filtrava una luce diffusa, delicata. La luce del tardo pomeriggio, quella che riscalda dolcemente nelle giornate di fine estate.

Qui sotto la ricetta


Ingredienti: savoiardi, 1 tazza grande di caffè, 200 g di mascarpone, 200 g di zucchero, 4 uova, un cucchiaio di Grand Marnier, cacao amaro

Separa le chiare dai tuorli e montale a neve con un pizzico di sale. A parte, mescola i tuorli con lo zucchero in modo da ottenere una crema spumosa e aggiungi il Grand Manrnier (se vuoi Rum). Aggiungi il mascarpone ammorbidito e mescola fino ad ottenere una crema senza sgrumi. Unisci le chiare e avrai così ottenuto la tua crema. Distribuiscila sui savoiardi imbevuti di caffè che avrai distribito sul fondo di un contenitore. Finisci spolverando con il cacao amaro in polvere e metti in frigo a riposare.

Delizioso...un dolce che non aspetta!
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19/06/16

Maison Vintage: pane alle noci e amicizia



Viviamo a stretto contatto con la natura per nostra fortuna e questo significa tanto per me e per i miei figli. Loro al rientro da scuola fanno merenda nel prato. Aspettano che la loro piccola vicina di casa di cinque anni li veda e li raggiunga. Lei sbircia dalle finestre della sua casa, appena sente le loro voci,  si precipita giù dalle scale con tutti i suoi giochi. Pare una piccola trasferta ogni volta.
Ogni pomeriggio è buono per fare un pic-nic.  Stendono sull'erba una coperta fuxia, la ricoprono di giochi e fanno la loro merenda a base di  yogurt e biscotti.Chiacchierano allegramente, raccontano delle loro piccole storie quotidiane della scuola e poi, ricominciano con le loro corse inarrestabili. Li rivedrò solo ad ora di cena.  
Se sopraggiunge il temporale, i bimbi abbandonano le scarpe da ginnastica davanti alle porte e si rifugiano in una camera per proseguire con altri giochi. Piccole scarpe rigorosamente senza lacci, fanno mostra di sé sul tappeto pungente dell'ingresso. Mi piace vederle lì in gran parata, mi fanno sentire la casa viva.

Le loro giornate in affetti mi ricordano in qualche modo quelle di Pippi Calzelunghe.
Per i miei bimbi ogni cosa è possibile, realizzabile, razionale, anche e in modo proporzionale all'intensità della fantasia. Più intensa e bizzarra è la fantasia e più  questa deve essere messa in pratica.

Non abbiamo un cavallo e nemmeno delle monete d'oro, ci mancano anche il Sig. Nilsson e un paio di scarpe lunghissime ma....abbiamo tanti alberi su cui andarsi ad arrampicare, i prati su cui correre od oziare, tanti angoli in cui nascondersi e una cucina munita di molte farine con cui darsi da fare.
Nuvole di farina si levano in cucina preparando torte e biscotti, pizze e focacce e nessuno si tira indietro. In cucina ci passiamo le ore, come sempre.
Questa mattina, una splendida domenica di giugno, io e la piccola di casa abbiamo deciso di preparare dei panini alle noci. 
Abbiamo fatto colazione presto e ci siamo messe subito al lavoro. Lei, in camicia da notte, si è occupata di sbattere l'uovo e di setacciare la farina. Quando l'impasto si fa più duro Federica fa più fatica e mi chiede di subentrare nel lavorare a mano la pasta ma....mi cede il posto solo alla fine, quando le sue manine non hanno abbastanza forza.  

Cosa serve? Il tempo necessario per due lievitazioni e gli ingredienti che seguono:



Dosi per sei panini:  20 g di miele di lavanda, 120 g di latte, un pizzico di sale, mezzo panetto di lievito di birra, 70 g di gherigli di noci, un uovo intero, 300 g di farina 0, olio extravergine di oliva, qualche goccia d'acqua, semi di sesamo

Sciogli il lievito nel latte, aggiungi il miele e l'uovo sbattuto.  In una ciotola a parte setaccia la  farina  e versa gli ingredienti liquidi.
Impasta e lascia lievitare per un'ora coperto con un panno. Impasta nuovamente e suddividi l'impasto in sei panetti di uguale misura e distribuiscili sulla teglia con la carta da forno.
Lascia lievitare per un'altra ora.
In una piccola ciotolina mescola l'olio con l'acqua e passa la superficie dei panini con un pennello in lattice. Distribuisci sulla superficie i semi di sesamo e metti in forno ventilato a 180° per venti minuti

Io mi sono organizzata in modo da surgelare qualche panino, fa sempre piacere alla sera mettere in tavola del pane fatto in casa.
Un gesto che sa di casa e di amore. 


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05/06/16

Maison Vintage...la mia nuova casa

Ricomincio a scrivere da qui, dalla mia nuova casa. Maison Vintage, la chiamo così quando penso a Lei.
Una casa che mi somiglia molto oppure somiglio molto io a lei, non saprei.
Quando ho varcato la soglia per la prima volta e l'ho vista, quello che ho sentito è stato un sentimento di sollievo. La porta d'entrata verniciata di un verde oliva lucido mi era subito piaciuta. Così come il rumore della chiave nella toppa. Mi piaceva come risuonava il giro di chiave nell'antro. Bizzarro, un dettaglio abbastanza indifferente se vogliamo ma era ed è comunque uno dei primi suoni che si odono nell'entrare in casa quello delle chiavi, no? La chiave di servizio, la blindata e poi la maniglia in ottone che gira. E finalmente....eccomi all'interno. Un grande salone circondato da finestre, il pavimento in cotto e i soffitti a volta. Una piccola cascina del seicento rimessa a nuovo. Negli anni la metratura si è andata riducendo...così come il suo utilizzo, stravolto da quello delle origini. Un tempo circondata da terreni e da pecore brucanti e poi...lei è rimasta lì, in mezzo ad un prato, nascosta da muri ricoperti di edera. Protetta da sguardi indiscreti, così protetta che pochi sanno della sua esistenza. La fortuna a volte...gli incontri felici ed improvvisi della vita ecco cosa ci ha fatti incontrare.
Ho vagato per le stanze immaginando come sarebbe stata la mia vita qui dentro. Tutto sembrava dire che fosse la casa giusta. I suoni, il silenzio, il rintocco piacevole delle campane della chiesa vicina. 
Fuori c'è un prato grande e giusto davanti alle finestre del salone ci sono degli alberi di camelie. Alzo lo sguardo dalla scrivania e li vedo, così come posso godermi il profumo del gelsomino in fiore. Poverino, ha traslocato anche lui e ci ha seguiti...ha lasciato il suo balcone e l'intelaiatura intorno alla quale si era arrampicato per andare a vivere in una nuova casa. Aveva fiorito in ritardo quest'anno quindi in questi giorni sta inebriando con il suo profumo sia l'esterno sia l'interno di casa. Il vento porta il suo profumo ovunque. Poesia.


Un giorno, mentre iniziavo a portare i primi scatoloni, ne ho preso tra le braccia uno e mi sono diretta verso le finestre che danno sul prato. Ho alzato gli occhi mentre camminavo sotto il salice. Le foglie mi accarezzavano i capelli ed il sole filtrava sul terreno sotto i miei piedi. Era umido. La notte precedente aveva piovuto e lì sotto il sole faticava ad asciugare la terra. Le mie ballerine non erano così adatte a quel lavoro, non avevo pensato di indossare un paio di scarpe da ginnastica. Ho pensato piuttosto che lì sotto, i bambini si sarebbero potuti nascondere benissimo. Oppure avrebbero potuto trovare ristoro nelle future giornate di caldo estivo. Ero felice mentre trasportavo il mio scatolone. Sì, proprio felice!
Ne ho trasportati molti e ripensandoci bene, i primi sono stati proprio quelli della cucina. 
Dilemma: come ridistribuire pentole, pirofile, piatti, bicchieri e affini....per non parlare poi della dispensa, dei tessuti di camere e cucina....aiuto! Ora riguardo indietro con il tipico sollievo di chi dice "ormai è fatta!" ma nel mentre...pensavo che ci volesse un super winzip per farci stare tutto :=))))
Pure per i libri, stessa sorte. I primi ad avere trovato il loro spazio sono stati quelli di cucina. Food Books! Enciclopedie, dizionario culinario, libri antichi (o vecchi?), cucina internazionale, cucina vegana, vegetariana, pizze, pasta, focacce, dolci, dessert. E poi piccoli inserti, riviste....giornali che ho sfogliato più e più volte pensando "questa volta lo butto" e che poi sono tornati nel confortevole cesto della sala.

Non saprei dire se sono io più contenta di questo cambiamento oppure se lo sono i miei figli. Appena giunti qui hanno fatto amicizia con altri bambini. Passano il loro tempo correndo nel prato, giocando a baseball, calcio, nascondino. Si inventano piccole avventure come spostare la grata di un tombino per infilarsi giù a recuperare un gioco. Poi, incapaci di risistemare la grata come si deve, passano giorni andando a ricontrollare con preoccupazione quel lavoro non ben riuscito. Andrea anche oggi mi ha chiamata a vedere. Io non l'ho rimessa a posto...lascio a loro la soddisfazione finale :=)

Federica è un tutt'uno con la natura. Oggi stavo ritirando i panni stesi e l'ho vista correre sul prato. All'improvviso si è lasciata cadere a terra a pancia in su. Si è messa le mani tra i capelli e si è lasciata scaldare dal sole del primo pomeriggio. Poi ha ripreso a correre. I bambini corrono sempre, non hanno fretta ma corrono. Non è vero?







Il primo piatto che ho cucinato nella mia Maison Vintage è stata una bella teglia di pizza. Si sentiva il profumo dal cancello di casa. Il potere dell'origano! Senza l'origano la pizza per me non si può nemmeno immaginare, per lo meno quella fatta in casa del sabato sera. 
Sentire quel profumo è una promessa. La promessa di un rito, di un piatto semplice, informale. Un piatto che unisce perché tutti lo conoscono, tutti lo possono cucinare, tutti lo possono trasformare con farciture varie. Tutti lo possono amare.Grandi e piccini, con coltello e forchetta oppure con le mani. Insomma, in qualsiasi modo e maniera, che pizza sia!

Questa domenica a pranzo  invece, gnocchetti con zucchine e zafferano. Zucchine bio, cipollotto rosso, olio extravergine di ottima qualità e...un bel wok a portata di mano. In dieci minuti questo piatto è pronto per cui potete registrarlo tra i "pronti in dieci minuti" e "vegetariano".


 La Ricetta: Gnocchetti zucchine e zafferano

Per 4 persone: prendi un cipollotto rosso e taglialo grossolanamente. Taglia a dadini una zucchina o due, vedi tu la grandezza. Distribuisci un filo d'olio extravergine del wok e fai stufare il cipollotto. Unisci la zucchina e fai saltare aggiungendo sale e pepe a tuo piacimento. 
Versa eventualmente qualche cucchiaio d'acqua in modo che le zucchine si colorino ma non si brucino. 
Aggiungi 400 ml di panna fresca nella quale avrai fatto sciogliere a parte della polvere di zafferano. Fai cuocere fino a quando il sugo si sarà ristretto. Deve restare morbido in modo da condire abbondantemente gli gnocchi...se così non fosse il rischio è quello di ritrovarti nel piatto degli gnocchi troppo asciutti. Se ti piace puoi aggiungere le formaggio grattugiato. 


La prima ricetta postata dalla "Maison Vintage". La felicità nelle piccole cose.
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18/03/16

Pasta al farro e verdure, una pausa pranzo consapevole




In questi giorni mi capita di ripensare ai "voglio"  "non voglio" del primo post dell'anno.
Lo faccio perché quest'anno ci tengo davvero a fare qualcosa di speciale per me e non voglio rischiare di fare passare troppi mesi per farmi la solita domanda di fine anno: "ma dove sono finiti i miei buoni propositi?".
Mi chiedo allora... stai facendo qualcosa per te, quel qualcosa che ti faccia stare bene? Stai progettando concretamente o stai solo...sognando?
Beh...le acque iniziano a muoversi sì, sto facendo piccoli passi. 
Innanzi tutto, c'è un nuovo mondo che mi si sta aprendo, quello della meditazione. Una dimensione, quella della pratica e della condivisione di queste esperienze, che mi fa vivere le giornate in un modo più consapevole e vero. A parte i momenti di pura meditazione ad esempio lo yoga, cerco nella vita di tutti i giorni di gustarmi ogni momento. Un esempio: il pasto consapevole, così lo chiamiamo, ovvero il gustare il cibo con lentezza assaporandolo, sentendone i profumi e toccandolo. Molto spesso ci si ritrova a mangiare di corsa, a trangugiare più che mangiare, diciamola tutta. Una forchettata, un giro sul cellulare, un'altra forchettata apro Instagram, ora taglio la cotoletta e intanto pubblico un post. Mica andrà bene così? Se mia nonna vedesse una cosa del genere direbbe: figlioli, voi non siete normali.Qui c'è un piatto e qui una forchetta, un bicchiere di vino e davanti a voi c'è una persona che vi parla, cerca il vostro sguardo...ve ne siete accorti?"
Cara nonna, hai ragione a richiamarci all'attenzione, colpa nostra. E poi ci lamentiamo perché non abbiamo digerito, perché non ricordiamo cosa ci siamo detti un secondo prima - troppo impegnati nel multitasking - e ci sentiamo un filino stressati. Appena appena...non troppo, tutto sotto controllo!!!
Io devo ammettere di essere di una lentezza esasperante nel mangiare, in questo parto avvantaggiata.
In ufficio i miei colleghi mi invitano ironicamente ad iniziare prima...tanto sanno che arriverò per ultima e mi dovranno aspettare. Il massimo poi è quando di fronte alla mia dichiarazione "non sopporto la gente che parla tanto mentre mangia" mi ritrovo a contraddirmi alla grandissima ed arrivo...lunga, lunghissima mentre gli altri sono già pronti per il caffè. Vabbè. Ad ogni modo, mangiare gustando il cibo in modo consapevole trovo che sia un gesto di rispetto di noi stessi, dei nostri tempi, dei nostri sensi. Significa prendersi cura della nostra persona, volerci un po' bene in questa pausa pranzo che vorrebbe essere nella sua natura "una pausa" appunto. Un momento rigenerante, un momento in cui a rigenerarsi non dovrebbero essere solo le energie fisiche ma anche il nostro animo. Allungare lo sguardo altrove, lontano dal PC o dalle scartoffie...e in questi giorni magari se riusciamo ad incrociare qualche fiore sui rami allora magari abbozziamo anche un sorriso. Si può fare? 
Beh, per essere ancora più concreta, devo dire che mi sono imposta di fare anche questo: quando vado a pranzo con i colleghi lascio il cellulare in ufficio. Parlo con loro (vedi sopra infatti), mi gusto il mio pranzo e mi svincolo dall'aspettativa di veder lampeggiare sul mio smartphone una notifica senza dubbio fondamentale, importante e vitale! Happy me!
E siccome siamo in tema di pausa pranzo, ecco la mia di oggi. Goduta in casa con un sole di fine inverno e i fiori a profumare le stanze.


Cosa ti serve: una pasta di qualsiasi formato al farro, zucchine bio, uno spicchio d'aglio, olio extravergine di oliva, sale, pomodorini semi secchi sott'olio

Fai cuocere la pasta facendo attenzione che non scuocia perché poi tende a spezzarsi quando la mescoli.
A parte in una padella, fai scaldare un filo d'olio con lo spicchio d'aglio. Rimuovi l'aglio e versi le zucchine tagliate a cubetti. Scola la pasta e versala direttamente nella padella. Aggiungi i pomodorini con qualche cucchiaiata d'olio (io lo adoro...è profumato al basilico quello che compro) e mescola bene.

Servi in tavola e gusta con tutti i sensi. Ammusa, assaggia, mastica lentamente, tieni in bocca per qualche momento in più rispetto al tuo solito e....enjoy!



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24/01/16

Cuori all'acero e noci: perché le Stelle non appartengono solo a Natale né i Cuori solo a San Valentino


Come ogni buona domenica che si rispetti, a casa mia si fanno una miriade di cose.Con estremo relax, ma a ben vedere siamo molto attivi.
Compiti di mate - parte prima al mattino.Compiti di ita e inglese seconda parte del pomeriggio. 
Tradotto: una mezza mattinata persa a pregare, intimare, minacciare per prendere libro e quaderno. Quindici minuti di concentrazione eroica e poi una corsa da campione verso la camera, paradiso dei giochi, mollando matite e quant'altro sul tavolo della cucina. Senza dubbio finiranno in ordine nello zaino. Non importa, non interessa sapere chi, quando e come. Comunque ogni oggetto ritroverà il suo posto. Il pomeriggio, copia incolla. Questo è Lui. 

Si aprono le ante dell'armadio. Si infila la testolina tra le gonne e i vestiti appesi, si fruga tra collane e mollette. Si spruzza il profumo. Si decide, si cambia idea....la si cambia ancora. Ma....si, forse si, vestita così può andare. Risultato: il suo letto pieno di vestiti, pigiama, spazzola, peluche, bambole, calze e collane. Questa è Lei.

Io? Beh...io sono quella che metodicamente sfreccia per casa e raccoglie libri, giornalini, lego, vestiti e cerca di fare un filo d'ordine. 
Sono anche quella che alla domenica mattina però non ha orario. Per cui: colazione da regina, caffè doppio, riviste, giornale on line, ginnastica o corsa e buona cucina. 
In un momento davvero propizio inoltre, sono riuscita anche a ricavarmi un po' di tempo per elaborare una strategia per correre la mia prima mezza maratona da infortunata. Già...una serie di sfortunati eventi mi ha portata allo stop forzato per cui ora sono qui che ragiono, elaboro e soprattutto digerisco il fatto di non poter correre. 
Per cui mi sono studiata tutto un percorso di due settimane, curato nel dettaglio, per alimentarmi correttamente e per allenarmi almeno con lo stretching. Ho giusto due settimane davanti per una preparazione con i fiocchi...potrò fare tanto bene o tanto male, ad oggi non lo so. Ma quel che conta è che in queste settimane di fermo io non perda lucidità e resti fedele al mio programma. Vedremo...poi confesserò, dopo la 21 confesserò :=)))))


Oggi ho recuperato dalla dispensa una bottiglietta di sciroppo d'acero e delle noci. Erano lì da troppo e avrei finito per scordarceli per sempre. Per cui, ecco come è andata. Una ricetta super facile per dei biscotti profumati e un panetto di impasto di scorta da tenere pronto in frigo per i prossimi giorni. 





 Biscotti allo sciroppo d'acero e noci

280 g di farina 00, 3 cucchiai di noci tritate, 100 ml di sciroppo d'acero, un uovo intero, 100 g di zucchero grezzo, 160 g di burro

Mescola il burro con lo zucchero. Aggiungi lo sciroppo d'acero, l'uovo e le noci tritate. Unisci progressivamente la farina. Una volta ottenuto un impasto omogeneo e compatto, avvolgilo nella pellicola e mettilo in frigo per un'ora.
Lavora l'impasto rapidamente, in modo che non si ammorbidisca troppo per via del burro che si scalda e rende difficile ritagliare i biscotti. 
Ricava le forme che preferisci, inforna per cinque minuti a forno ventilato a 120°. Lascia raffreddare sulla gratella e....goditi il profumo dei tuoi biscotti.

Ai miei bimbi piace incidere i biscotti con le letterine....piccoli passatempi del fine settimana :=)






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17/01/16

Una domenica di sole, risotto e corsa!

Mentre preparavo questo risotto pensavo che poche ore prima mi trovavo ad una settantina di chilometri da casa intenta a fare tutt'altro.
Me ne sono andata in compagnia del mio runner preferito di otto anni a correre. Una corsa di sei chilometri, una vera Ammazzainverno! Che bella l'idea di chiamare una corsa "ammazzainverno", mi piace da matti :=)
Lasciandoci Milano alle spalle e andando verso la montagna, la temperatura calava e calava, fino a meno cinque gradi. Ci siamo dovuti mantenere ben in movimento per essere caldi per l'inizio della corsa. Il mio runner era ben equipaggiato e dotato del giusto spirito sportivo. Il compagno ideale.
Pronti, via! 
Ci siamo arrampicati tra stradine, strade sterrate, campi, salite e discese. Abbiamo attraversato qualche bosco. Il sole filtrava morbido. Era come se volesse spiare i nostri movimenti. La terra dei campi era dura, congelata. I cani abbaiavano innervositi al nostro passaggio. 

E poi, non so se ero io, se era il mio umore di oggi a farmi vedere le cose in questo modo ma...la gente mi sembrava particolarmente benevola. C'era un buon clima, come sempre a dire il vero in queste manifestazioni. Ma quello che mi è piaciuto è stato respirare  il calore umano. Un sorriso, un saluto, il piacere di scambiare due parole e di attardarsi a parlare con qualcuno appena conosciuto. 
Quello che amo di queste uscite infatti, panorami e luoghi a parte, è proprio lo stare insieme agli altri e condividere esperienze e corse sempre nuove.

Sulla via del ritorno, il mio ragazzo si è addormentato in macchina. Stanco e soddisfatto, si è abbandonato sul sedile e il sole lo ha riscaldato per benino. La musica in sottofondo non deve nemmeno averla sentita. L'ho svegliato parcheggiando sotto casa e quando è sceso dalla macchina si è fatto sorprendere da un vento freddo milanese. 


Ci voleva davvero un primo piatto come questo che ci riscaldasse. Radicchio tardivo, vino rosso a sfumare e un buon formaggio grana per mantecare. La ricetta è quella classica, semplicissima. La differenza la fa l'ingrediente. Radicchio tardivo, vino rosso buonissimo (io Raboso) e brodo vegetale bio. 
Se poi avete il burro di malga allora siete dei super favoriti, baciati dalla fortuna ed il vostro risotto meriterà un applauso. Se poi, come mia mamma, avete pure delle cipolle vostre, coltivate nel vostro orto, allora...che dire....meritate una ola! 
A proposito di cipolle del nostro orto....devo dire che quelle di mia mamma, coltivate in montagna sono ottime ma senza pietà. Hanno una capacità di fare lacrimare gli occhi mai vista prima!!! Autentiche cipolle Cadorine che fanno impallidire le cipolle cittadine. Ma che ve lo dico a fare???



Ora siamo pronti per un pomeriggio fatto di compiti, tabelline, mousse al cioccolato da preparare, biscotti da impastare e ....panni da stirare (no comment). Dimenticavo...albero da disfare. E' giunta l'ora!
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09/01/16

Una giornata d'inverno,un fine settimana di pioggia e una pasta che profuma di estate


Milano, una giornata d'inverno. Un fine settimana di pioggia.
In teoria sarebbe il momento ideale per disfare l'albero e togliere i piccoli addobbi dalle stanze ma...nessuno di noi oggi ha la minima intenzione di farlo. Anzi, credo che ce ne staremo in casa con le luci ancora accese. Per noi "arriva l'Epifania e tutte le feste si porta via" non esiste, è giusto un indicazione di massima. Poi per una pura questione di spazi e di decenza, allora decidiamo di raccogliere e mettere via tutto.
Inoltre, io e  Federica siamo particolarmente legate alle stelle. Lei ha tre stelle dorate appese accanto al letto. Le compagne dei suoi sogni. 
Io in cucina ho la mia stella luminosa, nella zona lavoro. Non me ne voglio separare, mi piace accenderla alla sera quando rientro dal lavoro. Si accende lei e si illuminano anche le mie idee, mi viene voglia di preparare qualcosa di buono per tutti. Certo, nella speranza che non vi siano capricci. Ad ogni modo, queste stelle non finiranno nei cartoni e non andranno in cantina. Resteranno con noi, si rifletteranno nei nostri occhi con i loro luccichii.
In teoria sarebbe anche il momento per rincorrere qualche saldo, in teoria. Non sono andata in cerca di scarpe, di gonne, di pantaloni, di giacche, di cappotti. Insomma, ho fatto la brava!
Beh...qualche acquisto però l'ho fatto. Andrea di otto anni ha deciso che verrà  a correre con me e quindi gli servivano le scarpe ed equipaggiamento invernale. Detto fatto. Ci sarà un bambino tutto magrolino, alto, slanciato, biondo e con gli occhi azzurri che correrà con la sua mamma. Biondi e total black, siamo noi! 




Per riscaldarci oggi una bella pasta. Profumi e sapori d'estate, ci volevano davvero.

Mezze maniche melanzane e pomodori

Un formato qualsiasi di pasta corta. Una melanzana sbucciata e fritta in padella, a tocchetti o rondelle. Dipende da come più ti piace presentare il piatto. Un sugo di pomodoro e basilico.  Del formaggio grana in scaglie.In poche mosse il piatto è pronto. In sostanza devi preparare separatamente gli ingredienti e poi assemblare il tutto alla fine. 
Condisci la pasta nel sugo di pomodoro. Disponi la melanzana sulla pasta e una spolverata di formaggio. 
Se ti va, un giro d'olio extravergine. 


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06/01/16

Biscotti alle spezie per un inizio anno che sa di casa, gioia di vivere

Le vacanze natalizie quest'anno sono state particolarmente fruttuose...me ne sono resa conto solo dopo il rientro in città. Sul momento vivevo le giornate pigramente, senza una sveglia che si mettesse a suonare, con un risveglio lento,  bradipesco e con un fare piuttosto passivo. Poi, presa da una sferzata di energia, mi vestivo e me ne andavo a correre per stradine e sentieri nei pressi di casa. Solo allora, nel momento in cui l'aria fredda toccava la mia pelle e i miei occhi incrociavano le montagne e i ghiacci, solo allora riprendevo realmente coscienza del tempo e delle giornate che trascorrevano.

Ebbene, tornata a casa - ripiombando in autostrada oltre una coltre di nebbia che pareva un muro fatto apposta per dare l'arriverderci al sole e cielo azzurro - ho sentito i benefici dello stacco. 
Lasciare la città ma soprattutto i ritmi e i luoghi della mia vita di tutti i giorni, mi ha fatto respirare un' aria nuova. Come se il vento freddo avesse voluto dare una scossa alla mia quiete e mi avesse spedito attraverso l'aria una flusso di nuovi pensieri ed idee...tutti lì, pronti, il mio unico sforzo stava nel mettermi in ascolto. Un ascolto vero, fatto di gioia di vivere, di fare, di innovare e soprattutto di essere me stessa in tutte le cose che faccio.

Quindi? Quindi....che dire, tiri le fila, pensi ai prossimi mesi, al classico inizio anno, guardi i giorni prossimi e ti chiedi cosa vorrai fare nei mesi ancor più prossimi.
Bene. Piuttosto inconsapevolmente nella mia mente si è iniziata a delineare una lista di cose da fare e non fare, giusto per non chiamarli "buoni propositi" anche perché ad un certo punto mi sono resa conto che erano più le frasi che iniziavano con un "non" che non le altre. 
Va bene anche così in effetti, non voglio rifare le stesse cose che non mi hanno fatta stare bene o che non mi hanno dato soddisfazione per cui, benvenute le negazioni! 

Vediamo un po' cosa ne esce...
Voglio correre, questa mi esce proprio dai tasti e guarda caso come first position! Si, voglio correre perché in quel tempo, in quel movimento, mi sento libera e così sono i miei pensieri. Mentre corro io non conduco i pensieri, lascio che questi mi arrivino e se poi tra i tanti c'è qualche idea illuminante tanto meglio. Vorrà dire che la corsa oltre ad avermi rilassata, quel giorno mi avrà anche regalato una soluzione. Happy me!
 
Non voglio ansia o fretta, cattive compagne di vita e cattive consigliere. Certo certo, questo nella vita ideale ma....tenendo conto di quanto poco bene facciano, voglio fare il tentativo di tenerle lontane. Un po' come si fa con le cattive compagnie. Ecco.

Voglio fare quello che mi piace, al lavoro e fuori dal lavoro. Voglio delle attività dinamiche, variegate. Voglio conoscere persone nuove. 

Voglio fare dei corsi per crescere nel mio lavoro e nella mia vita personale. Ho persino pensato ad una seconda laurea. Sto delirando? Deliravo? Mi sono chiesta....le giornate restano sempre di 24 ore. E allora ecco la raccomandazione che faccio a me stessa. Non esagerare Vale! Eppure...io ho voglia di tutto questo.

Voglio ricominciare a scrivere, fotografare, pubblicare. Quando? Beh....nel fine settimana,dopo la mia corsa rigenerante. Il fine settimana è sacro. Lo voglio dedicare a tutte quelle attività che non riesco a svolgere in settimana. Quindi il sabato e la domenica sono per la casa, i bimbi, il mio relax fatto di corsa, buon cibo, fotografia e buone letture. 

Ok....la lista n effetti si sta allungando ma mi manca ancora qualcosa che non so bene cosa sia....

Vero. Voglio anche sistemare casa, buttarci dentro un'ondata di colori. Riprendere lo stile Nordic che tanto mi piace ed accompagnarlo a toni di blu e azzurro. Ho già iniziato a fare qualcosa....ho raccolto immagini e progetti per la sala, la mia camera e la cucina....un passo alla volta. Ora aspetto il tavolo della cucina. Bianco ovviamente. Accompagnato da sedie bianche in pelle. Già....cucina elegante con dettagli di colore...lampadario rosso? Non lo so :=)
 
Domani si ricomincia. Stesso lavoro, che amo, in uno spazio nuovo. L'azienda si ritrasferisce in città ed io sono veramente strafelice. New style of life! 
Sveglia alle sei e mezza, corsa di mezz'ora, doccia calda e colazione stile Vale. Cosa?. Ma è ovvio!!! Uova, formaggio, speck o prosciutti, frutta, pancake, marmellata, yogurt, torte fatte in casa....la sera prima ti organizzi e la colazione del giorno dopo sarà lì, pronta a sorriderti e a portarti per mano nelle prime ore della giornata.
Scarpa da ginnastica, infilo la metropolitana. Scarpa col tacco ed entro in ufficio. I Love It!

E poi...ogni tanto, quando la grazia è davvero tanta, un aperitivo serale. E poi....febbraio e marzo un corso di formazione serale tutto per me. E poi...ancora non lo so ma sono certa, lo sento, che quest'anno mi riserverà tante belle sorprese!!!



E tra tutto questo, il clima di casa disteso e accogliente diventa ancora più speciale con il profumo di biscotti speziati. Le piccole manine della mia baby di tre anni diventano operose, sempre più consapevoli nel mescolare, versare, aggiungere. Quando lei versa la farina sta attenta a non farla uscire dalla ciotola. Ha grazia, ha calma ed attenzione. Caratteristiche di una piccola donna in cucina....mi sa che se resta così da grande sarà una seduttrice. Lei assaggia, ammicca, vuole condividere i sapori speciali che escono dalle combinazioni degli ingredienti....curiosa. Curiosa come una donna e come una cuoca. La doro!!!



Biscotti speziati, la ricetta

Mescola lo zucchero 180 g con un uovo intero. Aggiungi 100 ml di sciroppo di rose, un cucchiaino da te abbondante di cannella e uno di cardamomo. Infine, aggiungi 250 g di burro fuso tiepido. A parte, in un'altra ciotola, setaccia la farina e aggiungi un cucchiaino di bicarbonato. Unisci la farina al resto del composto, lentamente in modo che non si formino grumi. 
Mescola in modo da ottenere un impasto morbido. Avvolgilo nella pellicola trasparente e mettilo in frigo per due ore.
Stendi la pasta con il mattarello. Io utilizzo la pellicola per fare in modo che la pasta non si attacchi al mattarello e per utilizzare altra farina. 
Ricava le forme che preferisci e metti in forno per dieci minuti a 160 gradi. 

Buona biscottata !







E poi c'è lui....il fratello controlla, assaggia e soprattutto critica!


...quest'ultima foto mi sa che è perfetta per il mio profilo Whatsapp :-)

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11/10/15

Pranzo Vegan della domenica...after-run!



E' dall'estate che aspettavo questa domenica 11 ottobre e finalmente è arrivata!
Sveglia alle 06.45, la casa ancora silenziosa e la città avvolta da una luce incerta. Guardo in direzione del grattacielo Allianz per essere sicura che ci sarà il sole e infatti...dopo poco i suoi 50 piani si colorano e mi fanno sapere che sarà un splendida domenica milanese. Perfect!
Tostapane in funzione, piatto lì pronto per ospitare un fragrante toast ai cereali e formaggio. Mancano ancora la spremuta e il caffè e poi via, in tenuta da runner.

Una dieci km in città, tra le vie del centro partendo dal Duomo passando dal quadrilatero della moda per poi finire in zona Arena e Parco Sempione. Adoro questa città e correre in una giornata come questa me la fa apprezzare ancora di più. Per il ritorno a casa, niente metro, ho preferito consumare ancora qualche chilometro per portare con me ancora per un po' la magia del mattino. I muscoli attivi, i miei passi sui marciapiedi e la mente libera di vagare. Così mi piace sentirmi quando corro e dopo aver corso.
Libera!


E poi, fermi tutti !In cucina vite vite per organizzare il pranzo e godere delle cose semplici di casa.

La piccola munita di frullatore si è occupata di frullare i ceci per creare dei fantastici burger vegan. Divertimento in cucina prima di tutto e chiacchiere intorno a cosa fare e come...Divertentissimo scambiare punti di vista in merito a quanto sale e quanto pepe, se prima o se dopo quel goccio di limone. Già da piccoli in cucina hanno un buon senso che mai si immaginerebbe, c'è logica in ogni obiezione o iniziativa. Bravi loro! E bravi mamma e papà nel coinvolgere i bimbi nel preparare pranzi, cene, merende e tavole apparecchiate! 

 


Burger Vegan: ceci e riso selvaggio


Frulla una scatola di ceci cotti con una tazza di riso selvaggio cotto a parte e ben scolato. Aggiungi uno spicchio d'aglio, sale, pepe, un goccio di limone, del prezzemolo tritato fresco e mescola bene tutti gli ingredienti. Regola di consistenza eventualmente aggiungendo del pane grattugiato. Ricava dei burger con le mani e cuocili a fiamma vivace con un filo d'olio.
Puoi accompagnarli con delle salsine fresche oppure con verdure a piacere. Io amo le zucchine saltate in padella con i profumi dell'orto e aglio.

Ecco fatto! Semplice e gustoso!
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