15/08/11

Cuori allo speck e semi di papavero per il Contest di Alce Nero

La montagna per me è sinonimo di natura, purezza, silenzio, tradizione e un tuffo nel passato. Il passato appartenente alla tradizione montana e quello della mia infanzia. Le mie montagne sono le Dolomiti e il luogo dei miei ricordi è Selva di Cadore. Lo sguardo si perde sulle cime del Marmolada, indugia sulle pendici del Monte Pelmo e cattura le cime del Civetta.  Vedo una bambina correre nei prati ripidi, pantaloncini corti rossi, maglietta a righe bianche e rosse e due codine ondeggianti. I suoi sandali male si prestano alle salite e alle discese scoscese, ma l’agilità della giovane età supplisce ai limiti di calzature poco adatte.  Le estati trascorse a casa della nonna materna offrono l’opportunità di sperimentare la natura da vicino e di intravvedere quello che ancora rimane di un mondo sapiente e lontano. Solo in età adulta quella bambina riuscirà ad indagare in profondità tutto ciò che i suoi giovani occhi avevano solo lontanamente saputo cogliere. I pomeriggi trascorsi a rastrellare l’erba asciugata al sole erano per me un diversivo, mi improvvisavo a maneggiare un rastrello di legno un po’ troppo grande e il pomeriggio passava in fretta. Intanto mia nonna riempiva la gerla sollevando il fieno con la forca, se la caricava in spalla e lentamente risaliva il prato ripido per depositare il fieno nel fienile. Poi, lentamente tornava da me e ricominciava a riempire la gerla. Faceva molta fatica ad andare e venire con quel peso sulla schiena, ma non ho mai sentito un suo lamento. I nostri attrezzi erano tutti fatti in casa; la gerla era stata intrecciata dal bisnonno (sconfiniamo nel 1800), il rastrello e la forca erano stati costruiti dal nonno, un abile lavoratore del legno che per vivere vendeva e lavorava il legname. Una volta finito di lavorare sui prati, io correvo verso il fienile, aprivo la botola che portava direttamente alla stalla e mi lanciavo felice tra il fieno soffice e appena depositato. Mi sembra ancora di sentire quel profumo intenso e il pizzicare dell’erba secca sulle gambe. Mucche, pecore, galline, galli e cani facevano da sfondo a questa vacanza montana. L’acqua sgorgava freddissima dal rubinetto, ancora oggi è così, mi lavavo le mani e correvo in cucina per una merenda. In uno stipetto c’era sempre pronta una forma di formaggio con tanto di coltello alla mano, pronto per affettare e dare ristoro immediato a chi si avventava con fame e golosità. Con il tempo, i ricordi di bambina si sono fatti più consapevoli. La nonna era essenziale nei suoi modi di fare, semplice, sapiente, rifletteva quella conoscenza delle cose che proviene dalla necessità. Non vi erano eccessi in lei ; il suo era amore puro, per la famiglia e per la sua terra; era protezione per le cose più fragili, come le coltivazioni che faticano a crescere  in montagna e per le quali un clima troppo rigido nel periodo estivo significa un mancato raccolto e un vero dispiacere.

La ricetta che vi propongo è fatta di ingredienti provenienti dalla zona di cui vi ho appena parlato. I semi di papavero sono molto utilizzati per primi piatti e per dessert. I Casunziei ampezzani sono un esempio classico di utilizzo dei semi di papavero, così come la torta ai semi di papavero. Per lo Speck, anch’esso protagonista in tavola con la sua tradizione ancorata al territorio, ho utilizzato il tipo invecchiato, dal sapore intenso. Inutile dirvi che molti amano confezionare i salumi in modo autonomo, senza appoggiarsi ai negozianti. Nella mia stessa famiglia, mio zio si adopera nella preparazione di pancetta e salame; in tema di biologico, non vi è alcun dubbio sulla genuinità degli alimenti. Non vi sono aggiunte di additivi o conservanti, solo un uso sapiente degli ingredienti. Il burro utilizzato è di malga, di colore giallo e dal profumo intenso. E’ possibile acquistarlo direttamente in malga e posso assicurare che il suo sapore fa la differenza nella riuscita del piatto.

Ingredienti per 4 persone:
1 zucchina
olio extravergine di Oliva Alce Nero
sale
pepe
1 hg speck 
40 gr burro di malga
280 gr pasta di semola di grano duro
3 cucchiai di ricotta di pecora
1 cucchiaio di panna
semi di papavero qb

Esecuzione:  lavare la zucchina e frullarla aggiungendo a filo l’olio extravergine di oliva Alce Nero, un pizzico di sale e poco pepe nero macinato. Versare in una ciotola capiente la zucchina appena frullata e mettere da parte, eliminare il succo di zucchina in eccesso con l'aiuto di un cucchiaio. Tagliuzzare a striscioline lo speck, farlo saltare in una padella in cui avrete sciolto il burro in modo da renderlo scroccante e metterlo da parte. Non salare o pepare, è già saporito di suo e nel suo sapore si racchiude la bontà del piatto! Mentre la pasta cuoce, in un pentolino ammorbidire la ricotta a fuoco lento, aggiungervi la panna e una noce di burro,lasciare cucinare per qualche minuto fino a quando non avrà raggiunto la consistenza di una crema e mescolarvi i semi di papavero.Scolare la pasta, versarla nella ciotola e mescolarla con la zucchina, aggiungere lo speck e impiattare. Aggiungere una cucchiaiata di crema di ricotta e guarnire con qualche strisciolina di speck.



Con la mia storia e con questa ricetta patecipo al Contest di Alce Nero.

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17 commenti

  1. questo piatto è spettacolare..sono venuta di corsa a leggermi la ricetta buon ferragosto simmy

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  2. spettacolare davvero! buon ferragosto Valentina

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  3. Che grande ricetta, prima di tutto l'utilizzo dei semi di papavero li trovo una grande idea e poi la foto, sembra uscita da un libro di alta cucina, complimenti

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  4. Ciao, la montagna con i suoi profumi, i suoi colori ed i suoi prodotti piace moltissimo anche a noi. Ci ricorda tanto la nostra infanzia e le scampagnate tra i pascoli!
    Buonissima e diversa questa pasta. Il formato è super ed il condimento leggero, studiaoto e gustoso allo stesso tempo!
    baci baci

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  5. Bellissimo racconto ed ottima ricetta. Ciao e buona giornata.

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  6. Bello il richiamo ampezzano...fa venire voglia di montagna !!

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  7. che bel piatto!
    Un racconto stupendo!

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  8. Questa pasta mi piace moltissimo e la presentazione è fantastica!! :)

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  9. complimenti, la tua ricetta sembra deliziosa! un bacione :)

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  10. bellissimo post sia per le foto che il contenuto e altrettanto bellisssimo blog,che non conoscevo!
    complimenti ,saluti dalla Toscana e a presto

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  11. Care amiche blogger,
    come già' preannunciato nel mio ultimo post, voglio informarvi che siccome ho fatto dei cambiamenti nel mio blog "I Cinque Sensi del Gusto" non lo trovate più sotto lo stesso indirizzo ma su questo:

    http://italiandolce.blogspot.com/

    Grazie per la vostra comprensione

    Sara

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  12. Che piatto magnifico Valentina, complimenti!!!!!!

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  13. Davvero un piatto bello da guardare e gustosissimo da mangiare.Bravissima.
    Un bacione e buona serata.

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  14. Un piatto prelibato e presentato divinamente!!! Bravissima per tutto!!! Un forte abbraccio

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  15. cara vale mi piace un casino il tuo blog e mi ci unisco,belle foto e belle ricette!Un bacio!

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  16. che superpiatto hai realizzato! da mangiare con gli occhi! un bacione :)

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