30/11/11

Salmone in salsa di soia e patatine fritte


Si avvicinano le feste, ormai ci siamo messi in quest’ordine di idee ed è il momento di  iniziare a meditare su quanto presentare in tavola.
Non so voi, ma io non amo improvvisare, specialmente in queste occasioni in cui le aspettative culinarie improvvisamente diventano più difficili da soddisfare. Per evitare ansie o brutte figure (...quelle stanno sempre in agguato...) provo qualche piatto nuovo nei fine settimana e, se sono fortunata, mi metto qualche appunto e lo ripresento al momento giusto. 
Questo salmone per me è adatto alla Vigilia di Natale perché nella mia famiglia siamo soliti festeggiare in occasione del 25 dicembre, quindi diventa d'obbligo optare per una cena più leggera, ma allo stesso tempo raffinata e particolare.

Ingredienti per 2 persone:
2 filetti di salmone
4 cucchiai di salsa di soia
semi di sesamo qb
1 cucchiaio di zenzero in polvere
olio di oliva

Esecuzione:
Lavate il salmone ed eliminate le spine con l'aiuto di una pinzetta. Mettete i filetti in una ciotola ed irrorate con la salsa di soia e lo zenzero e mettete a riposare in frigo per mezz'ora. Fate scaldare un filo d'olio in una padella antiaderente, a fuoco moderato; aggiungete i filetti sulla superficie calda e fate cuocere da entrambe le parti. Quando la cottura sarà quasi ultimata, aggiungete il succo rimasto sul fondo della ciotola e lasciate che si rapprenda formando una sorta di glassa. Mettete nel piatto cospargendo di semi di sesamo e accompagnate con delle patate fritte.

Nota:
- se avete fatto caso, tra gli ingredienti non ho nominato il sale: in effetti la salsa di soia è già molto saporita e non richiede l'aggiunta del sale;
- è un piatto velocissimo da fare, basta ricordarsi di dedicare mezz'ora al riposo per la marinatura e la cottura, come sempre per il pesce, è rapidissima;


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28/11/11

Domenica 27 novembre: Food Blogger in Franciacorta

Quando trascorri una domenica come quella di ieri, iniziare una settimana di lavoro diventa più tollerabile, il lunedì in qualche modo è ancora investito dalle splendide sensazione vissute. Domenica 27 novembre, ho avuto il piacere di incontrare quelli che fino a poco fa erano unicamente amici virtuali, questo grazie a Gianni Cocogianni o Cuocogianni? che ha organizzato questo splendido evento. Potersi guardare finalmente negli occhi, stringersi la mano, abbracciarsi, ridere insieme come ci fossimo sempre conosciuti, progettare nuove cose da fare insieme per il prossimo anno (si perché ormai… il 2011 volge al termine e si guarda già oltre!), tutto questo è stato possibile nel Franciacorta, in una soleggiata giornata d’autunno .
Abbiamo avuto l’opportunità di visitare la cantina Mirabella, un enologo a nostra disposizione ci ha illustrato il metodo di produzione del  loro vino ed è stato bello vedere con quanto orgoglio chi lavora all’interno dell’azienda proponga non solo il prodotto ma il modo di approcciarsi ed integrasti nel territorio.
Un profondo grazie a Gianni, un uomo dal cuore grande, e alla sua famiglia che lo ha accompagnato in quest’avventura (possiamo chiamarla cosi?), un grazie ai blogger presenti  che hanno saputo rendere speciale questo incontro.
Qualche foto  e …  alla prossima volta!
 La cantina

...qualche bottiglia...

Con Eleonora, Burro e Miele: un esempio dello spirito della giornata

Con Cinzia, Essenza in cucina: l'adoro!!

Da sinistra: Antonella, Cinzia,io,Mai e Elena
tradotto

e il nostro Gianni, ovvero, Cuocogianni!


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26/11/11

Le Sorelle in Pentola e un corso di cucina per bambini: un incontro speciale

Giovedì 24 novembre, due giorni fa, io e il mio piccolo chef abbiamo avuto la fortuna e il piacere di conoscere Chiara e Angela Maci. L’occasione si è presentata grazie all’iniziativa di Imaginarium, il negozio che fa sognare i nostri piccoli, che ha organizzato presso il loro punto vendita di Via Dante a Milano un corso di cucina per bambini.  Ci tenevo tantissimo a conoscere queste ragazze, spesso partecipo ai loro contest, frequento il loro blog d’abitudine e non potevo certo perdere questa occasione. Il mio piccolo Andrea era entusiasta di partecipare per la prima volta ad un vero corso di cucina e la soddisfazione è stata all’altezza delle sue aspettative. Avete presente una schiera di piccoli tutti equipaggiati con grembiule rosso e bianco e toque da professionisti? Ecco, loro erano proprio così. Genuini, fieri di mettere letteralmente le manine in pasta, curiosi, anche affamati ( e mica lo nascondevano come facciamo noi grandi, i piccoli sandwich al prosciutto andavano via che era un piacere!) e poi… e poi c’erano Chiara e Angela! Era la prima volta come vi dicevo che le incontravo e sono due ragazze splendide. Hanno regalato a grandi e piccini un’ora di divertimento e di magia; chi si occupava dei biscotti, chi del cioccolato da sciogliere, chi preparava i cioccolatini e chi invece si buttava sul salato formando piccoli sandwich con prosciutto e formaggio, tutti hanno avuto modo di mettersi all’opera. Noi grandi gongolavamo….
Per me devo dire che è stata una grande soddisfazione per diversi aspetti: vedere Andrea destreggiarsi in cucina per la prima volta non seguito da me da Chiara, mi ha riempita di gioia perché ha dimostrato di ascoltare quanto gli veniva detto di fare, il che in cucina è fondamentale per imparare.  Non avevo mai riflettuto in modo serio sull’opportunità di fare seguire a mio figlio dei corsi di cucina per bambini, credevo che fosse ancora troppo presto, che fosse immaturo per compiere questo passo. Invece, mi sbagliavo e se lo vorrà gli proporrò nuovamente quest’esperienza perché mi rendo conto che oltre che ad essere formativa sia di molto aiuto per rinforzare l’autostima dei piccoli in fase di crescita.

Un grazie e un abbraccio forte a Chiara e Angela, spero di rivedervi presto!

Prima di augurarvi un buon fine settimana, qualche foto!

Una buffa etichetta per personalizzare il grembiulino


Si sa, in cucina si chiacchiera e questi bimbi sanno farsi ascoltare ...
Si scherza, si ride e ...si mangia


Si seguono le istruzioni


Ma cosa stanno facendo?


Ah ecco, si preparavano a sciogliere il cioccolato


Le nostre Maestre


...e questi siamo noi!

Buon fine settimana!
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24/11/11

Tronchetto di Natale, i primi passi verso la cucina delle feste

Anche quest’anno la prospettiva del sopraggiungere delle feste natalizie mi riempie di gioia. Il mio bimbo si prepara per la recita scolastica (con i suoi compagni quattrenni), non mi racconta nulla di quanto stanno preparando, non è nel suo stile, ma io so, immagino e lo vedo dai disegni che fanno capolino accartocciati nella mia borsa. Tanti alberelli colorati e Babbo Natale con il suo sacco colmo di doni a volte tinto di rosso ora di verde e perché no, anche di blu. Ormai lo sapete che anche Andrea è appassionato di cucina; qualche giorno fa mentre fotografavo un piatto, si è presentato con la mia vecchia macchina digitale e ha fatto qualche scatto; tutto fiero mi ha mostrato i risultati e si è meritato i miei complimenti perché, tecnica a parte, l’occhio dimostra di averlo ;)
Nei prossimi giorni ci dedicheremo ai biscotti, proveremo a fare i nostri primi cioccolatini e tenteremo nuovi piatti da proporre per il giorno di Natale. Il mio pranzo è in linea con la tradizione per metà. I miei suoceri prepareranno i ravioli di carne da fare in brodo e questo primo piatto è davvero il massimo della tradizione perché esiste da sempre nella famiglia di mio marito; a chiudere il pranzo ci sarà senza dubbio il panettone, anche questo simbolo per eccellenza della tradizione e gastronomia milanese, vedremo in seguito con cosa accompagnarlo. L’altra metà che si discosta dalla tradizione trova espressione nelle mie proposte tra gli antipasti (tanti e di piccole porzioni) e il secondo piatto. Work in progress…vedremo cosa di convincerà di più.
Il tronchetto di Natale che vi propongo oggi, è una mia particolare versione che si discosta da quella originaria francese da cui trae ispirazione, la nota Bûche de Noël. Due sono state le ragioni per cui ho voluto tentare questo dolce. La prima è legata al modo in cui viene fatto, cioè arrotolando l’impasto e farcendolo al suo interno; la seconda invece è dovuta alla storia di questo tronchetto che nella tradizione natalizia francese riprende la forma del ceppo di legno e in effetti, nella versione originale, il rotolo viene lavorato esternamente in modo da somigliare al tronco di un albero. Il mio tronchetto è bianco, lo zucchero in granella evoca i fiocchi di neve adagiati su uno strato di cioccolato bianco, come fossero appena caduti sul tronco di un albero ricoprendolo.

Ingredienti per 6 persone:
4 uova
100 gr di zucchero
60 gr di farina 00
60 gr di fecola
100 gr di burro
150 gr di cioccolato fondente
50 ml panna
100 gr di cioccolato bianco
zucchero a granella
100 gr di zucchero a velo

Esecuzione: dividere i tuorli dagli albumi, sbattere i rossi con lo zucchero, unire la farina, la fecola e mescolare. Aggiungere al composto le chiare montate a neve e mescolare dolcemente facendo attenzione affinché le chiare non si smontino. Distribuire l’impasto su una teglia foderata con carta da forno imburrata. Livellare l’impasto con l’aiuto di una spatola e  infornare a 180° per 10 minuti. Quando toglierete la teglia dal forno verificate che l’impasto sia compatto e ancora morbido. Durante la cottura, occupatevi della farcitura. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente, a parte ammorbidite il burro con un cucchiaio di legno e unitelo al cioccolato una volta che questo si sarà raffreddato. Completate la crema con l’aggiunta di 50 ml d panna montata. Stendete l’impasto ormai cotto su un canovaccio, distribuite al suo interno la farcitura al cioccolato e arrotolate il tutto con l’aiuto del canovaccio. Ponete il rotolo su una grata e preparate la copertura. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco. Versatelo sul rotolo in modo che questo ne sia ricoperto in modo uniforme. Aggiungete lo zucchero a granella e spolverate con zucchero a velo come decorazione e mettete in frigo fino al momento di servire.
Note:
-    La cottura deve essere dolce e restituire una base compatta e morbida allo stesso tempo; una buona morbidezza permetterà di avvolgere facilmente l’impasto senza correre il rischio che questo si rompa;
-    Quando mettete la carta da forno, imburrate prima la teglia, poi adagiatevi la carta e ripassate il burro anche sulla superficie di questa. Tale procedimento può sembrare esagerato, ma il burro aiuterà a rendere più facile il distacco della pasta dalla carta e lascerà la superficie più morbida.
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20/11/11

Gnocchi con farina di castagne, crema di porcini e un tocco di rosso

Questa è la classica domenica autunnale da trascorrere in casa. Ormai da una settimana a Milano è la nebbia a darci il buongiorno, ci accompagna fino a tarda mattinata, ci saluta per qualche ora e ci riavvolge a tardo pomeriggio per farci da copertina (un po' umida a dire il vero) per tutta la notte. Anche oggi la stessa cosa, inoltre,complice il blocco del traffico, non ho messo un piede fuori e mi sono goduta come si deve il tepore della casa, le riviste arretrate, ho girovagato tra i blog (quante delizie si vedono adesso che le feste si avvicinano...) e ho finalmente provato il piatto che vi propongo oggi. 

Era da tempo che desideravo provare a fare gli gnocchi con la farina di castagne;  ho letto tante versioni per l'impasto degli gnocchi, ma  nessuna mi ha mai convinta fino in fondo. Le scelte sono molteplici, uovo si o uovo no, solo farine e nessuna patata, farina di castagne e patate senza farina 00 e via dicendo... 
Il mio timore era quello di esagerare con la farina di castagne, non volevo correre il rischio di trovare nel piatto un sapore amarognolo, troppo persistente che non lasciasse spazio al condimento. Oggi ho trovato la versione che preferisco e mi  ha soddisfatta così tanto che la proporrò senza dubbio quando avremo ospiti.

Ingredienti per 4 persone:
Per l'impasto:
500 gr di patate
70 gr di farina 00
120 gr di farina di castagne
1 uovo
sale
Per il condimento:
crema di funghi porcini*, pinoli,pomodori secchi, prezzemolo,olio evo
*aglio, porcini, olio evo, sale,brodo vegetale,2 cucchiai di panna, 1 cucchiaio di grana grattugiato

Esecuzione: bollire le patate con la buccia, spellarle e passarle nello schiaccia patate; in una ciotola capiente, unire alla purea di patate l'uovo, mescolare e aggiungere progressivamente le farine.Salare leggermente e iniziare a lavorare con le mani il composto sulla spianatoia. Creare dei piccoli cilindri di uguali dimensioni e ricavarne gli gnocchi. 
A parte, frullare una decina di pomodori secchi con un cucchiaio di prezzemolo tritato finemente e un filo l'olio evo. Per la crema di porcini (io li avevo surgelati: fare scaldare poco olio, insaporirlo con uno spicchio d'aglio da eliminare appena dopo la doratura,aggiungere i porcini, salare e mescolare. Aggiungere il brodo vegetale necessario per la cottura e legare con due cucchiai di panna e grana grattugiato. Frullare il sugo per ottenere una crema omogenea.
Cuocere gli gnocchi come d'abitudine, scolarli e disporli in ogni piatto. Condire con la crema di porcini, mescolare in modo che il condimento avvolga completamente gli gnocchi, aggiungere i pomodori tritati e una manciata di pinoli.
L'autunno nel piatto è servito!

Con questa ricetta partecipo al Contest di Dentro la Pentola
e
a Chef Fight


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17/11/11

"Metti una sera a cena ...." e un dessert a base di After Eight

Che ne dite di un libro e un dessert pronto in un battito di ciglia per accompagnarci nel week-end? 
Da quando ho scoperto questo libro con le sue ricette veloci ed eleganti, ho trovato un valido aiuto per i momenti di ozio (ultimamente abbastanza frequenti) e per le occasioni in cui voglio stupire (vorrei poterlo fare sempre ma...ogni tanto una coscia di pollo al forno la faccio pure io;)) Io e questo libro ci siamo incontrati per caso, lui era lì, immobile su un ripiano della libreria, quasi nascosto ma il mio occhio ha subito scorto un colore che lo attirava, così la mia mano lo ha cercato ed ecco che...è avvenuta la magia! Sono stata un po' attenta affinché mio marito non notasse il mio interessamento (lui non teme le gioiellerie, ma le librerie) , ma non ho resistito molto con quell'aria scettica sulla faccia di chi sfoglia un libro per la prima volta e ne valuta i contenuti. Non potevo sfogliare questo libro e andarmene a mani vuote, le foto e i colori mi hanno attratta fin dall'inizio e poi, quando ho iniziato a scorrere l'indice mi sono convinta che valeva davvero la pena di averlo nella mia libreria. Così, eccomi qui a raccontarvi di "Metti una sera a cena...." scritto da Trish Deseine e ve lo consiglio con tutto il cuore. Troverete ricette per tutti i gusti e per tutte le tasche; sì, perché ci sono dei piattini favolosi a prezzi risicati come ad esempio la zuppa di porri e arance; oppure se vi va di piluccare qualcosa di buono davanti alla TV, la sezione degli stuzzichini è quella che fa al caso vostro; inoltre, spesso troverete ricette che hanno un carattere internazionale, un po' British, a volte American e altre volte ancora tout à fait Français. 
E' ovvio che sono entusiasta di questo libro, lo si era capito e per darvi una prova di quanto mi sia stato utile in uno di quei momenti di ozio di cui vi parlavo prima, vi lascio la ricetta di questo dessert a base di After Eight...io lo trovo delizioso...

Mousse agli After Eight

Ingredienti per 8 persone:
500 ml di panna da montare
15 After Eight per la mousse
After Eight per decorare

Esecuzione: fate bollire la panna e lontano dal fuoco aggiungere i cioccolatini e mescolare. Fare raffreddare in frigo per due ore, montare la panna, distribuire nelle ciotoline individuali e decorare con un cioccolatino o biscotto.
 Ricetta tratta dal libro: Metti una sera a cena.... di Trish Deseine

Buon fine settimana!!
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15/11/11

“Metti il Mondo a Tavola” : i Premi

Il 30 novembre si avvicina e così la scadenza del Contest dedicato alla Cucina Internazionale. Come annunciato nel post che dava avvio al Contest, vi confermo che il regalo per il Vincitore consisterà in un libro di ricette. A dire il vero, devo fare una rettifica perché non si tratta di un solo libro ma ben di tre libri e ora ve li presento brevemente:

110 ricette arricchite da consigli e suggerimenti per la preparazione dei piatti e per utilizzare al meglio gli ingredienti.
Editore: Sonda
ISBN 88-7106-306-6









Non solo ricette, ma tante informazioni su alimenti e tradizioni della cucina giapponese.
Editore: Sonda
ISBN 88-7106-337-6








120 ricette per un viaggio nella cucina e nel folklore indiano.
Editore: Sonda
ISBN 88-7106-291-4








L’autrice è Laura Rangoni, Direttore del Periodico on-line Cavolo Verde per il quale ho il piacere di scrivere; Laura si occupa di cucina, gastronomia, è degustatore ONAV e A.I.S. ed è scrittrice di numerosi testi legati al mondo dell'alimentazione.
La mia collaborazione con Cavolo Verde è iniziata nel mese di marzo di quest'anno e lo scorso settembre, è nata la Rubrica Cavolo International; si tratta una pagina dedicata alla cucina dal mondo, accoglie ricette da ogni parte del globo ed articoli dedicati alla cultura gastronomica a respiro internazionale.

Vi invito a visitare la Rubrica e, qualora vi facesse piacere collaborare, potete inviarmi una mail all'indirizzo: mytasteforfood@gmail.com con la vostra candidatura per questa sezione. 

Spero che i libri siano di vostro gradimento; ci tenevo a trovare un testo che richiamasse in qualche modo il Contest e questi tre libri rappresentano tre culture gastronomiche diverse tra loro e affascinanti che spero vi facciano venire voglia di sperimentare in cucina!

Vi ringrazio per la vostra partecipazione e aspetto le vostre ricette, ci sono ancora due settimane di tempo!

Ciao,

Valentina
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14/11/11

Lasagne al baccalà alla livornese per l’MTC di Novembre

Prima di tutto devo confessare che preparando questo piatto non ho potuto fare a meno di pensare che questa è l’ultima sfida del 2011. Ho iniziato ridendo e scherzando con il Kaki-age che non scorderò mai  e sono arrivata a scoprire i segreti del merluzzo sotto sale. Questi mesi sono trascorsi con una rapidità sorprendente e a volte preoccupante; sorprendente perché quando riguardo i post mi sembra impossibile di essere riuscita a fare tante cose e preoccupante perché mi rendo conto che il tempo è tiranno, scorre troppo in fretta da non permettermi di fare tutto quello che vorrei e come lo vorrei ma…tant’è…
Il baccalà per me che sono veneta prevede delle ricette e degli accostamenti che si allontanano dalla versione di Cristina. Molto spesso lo  si accompagna con una polentina bianca che ne mitiga il sapore e l’unica ricetta che conoscevo, prima di questa versione di baccalà alla livornese, è quella di una spuma di baccalà fatta con patate bollite che mia mamma mi prepara su mia gentile ed ossessionante richiesta (ebbene sì, di fronte a certe richieste non c’è scusa che tenga). Tra le mie mura domestiche invece,il baccalà non ha mai fatto la sua comparsa, a tenerlo a debita distanza bastava la prospettiva del tempo necessario per dissalare il pesce quindi…questa è la prima volta che mi destreggio con il merluzzo sotto sale. Beata l’ignoranza, ma cosa mi sono persa?!! In realtà è bastata un po’ di organizzazione e la giusta motivazione, l’MTC appunto, ed ecco il mio baccalà in ammollo per 36 ore. Lo curavo come fosse un pesce vivo, ogni tanto lo controllavo, cambiavo l’acqua, saggiavo la consistenza delle carni con le dita…prometteva bene in effetti…
Finalmente, domenica mattina (ieri), è arrivato il momento di mettermi alla prova. Ho pensato ad una ricetta facile, banale direte voi, ma per me è stato il giusto modo per creare un piatto con non fosse un secondo a sola base di pesce. Mi sono concentrata sul sugo e, per la farcitura, ho preparato della besciamella morbida che potesse ammorbidire la pasta senza richiedere l’aggiunta di formaggi che sarebbero stati a mio avviso poco adatti alla pietanza.
Per quanto riguarda il pomodoro, ho preparato il sugo a parte, evitando così di aggiungere la polpa fresca e cruda direttamente sul pesce. Questo perché volevo essere certa che non vi fosse acidità nel pomodoro, quindi dopo mezz’ora di cottura l’ho aggiunto al baccalà.
Sono rimasta molto soddisfatta per la morbidezza del baccalà a crudo, si è ben dissalato ed è stato facile togliere la pelle perché si è levata in modo uniforme. Togliere la pelle in questo caso era necessario perché dovevo preparare il sugo per la lasagna e non avevo bisogno che la carne rimanesse compatta a pezzetti (anche se vedrete dalle foto che i pezzettini tagliuzzati sono rimasti piuttosto integri).
Questa volta, sono stata raggiunta in cucina dal mio vero Aiutante, quello con la A maiuscola, quello che non se la svigna una volta acceso il forno, quello che adora mescolare (e mi serviva eccome!), quello che adora tagliuzzare e che per questo si è candidato alla triturazione del prezzemolo, mio figlio ovviamente :)

Ecco la ricetta:

Ingredienti per 4 persone:
12 sfoglie a velo
1 filetto di baccalà salato dal peso di 500 gr
1 spicchio d'aglio
farina 00
Per la besciamella:
400 ml di latte
50 gr di burro
50 gr di farina
sale e pepe
Per il sugo di pomodoro:
500 gr di polpa di pomodoro
olio evo,
1 spicchio d’aglio
prezzemolo
1 carotina
scalogno
1 cucchiaino di zucchero

Esecuzione: 
dopo avere ammollato il e dissalato il baccalà, togliere le spine con l'aiuto di una pinzetta e privarlo della pelle. Tagliare il baccalà a pezzetti piccoli, infarinarli leggermente e mettere da parte.
In una casseruola, scaldare un filo d'olio, fare dorare leggermente lo scalogno tritato e lo spicchio d'aglio,aggiungere una carota tritata, unire la polpa di pomodoro,aggiungere un cucchiaino di zucchero, salare e pepare leggermente e fare cuocere a pentola coperta per circa mezz'ora. Trascorso questo tempo, aggiungere il prezzemolo tritato e passare al passa verdura il sugo in modo da ottenere una crema omogenea (per chi non ama l'aglio, meglio toglierlo in questo momento).
Preparare la besciamella facendo fondere il burro, aggiungere la farina e ottenere un roux omogeneo. Aggiungere lontano dal fuoco il latte caldo, mescolare e rimettere sul fuco per circa 10 minuti aggiungendo un po' di sale e pepe. 
In una padella fare scaldare un filo d'olio unitamente ad uno spicchio d'aglio e rosolare il baccalà leggermente infarinato fino a quando sarà dorato.
Procedere alla composizione della lasagna come d'abitudine alternando il condimento in ogni strato. Mettere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 -30 minuti.

Il mio Aiutante preferito
Alcuni ingredienti e gli appunti
Prima di avere visto il forno
Dopo il forno
Finalmente nel piatto

Note: 
- nella besciamella non ho messo volutamente la noce moscata poiché non mi sembrava necessaria in questo caso;
- poiché non vi sono formaggi che aiutino a legare il composto conferendo morbidezza alla pasta, consiglio di distribuire dei fiocchi di burro sulla superficie in modo che la pasta non si secchi e di mettere la besciamella anche sull'ultimo strato prima di aggiungere il sugo di pomodoro;

P.S: se ce la faccio provo a fare la crema di baccalà come la fa mia mamma con la variante livornese, almeno di provo!
 
 Con questa ricetta partecipo all'MTC di Novembre di Menù Turistico
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10/11/11

Tris a base di zucca, castagne e ricotta: uno sfizio autunnale nel piatto

Questo mese gli ingredienti proposti dalla Piccola Bottega di Campagna sono la zucca e le castagne. Sono stata felicissima della scelta di Ambra, per i colori ed i sapori di questi prodotti. L'arancione e il marrone sono i colori dell'autunno, ricordano il fogliame che muta giorno dopo giorno; la luce del sole ormai bassa, sfiora le foglie che oscillano al vento e produce degli effetti cromatici bellissimi. L'autunno regala sapori avvolgenti anche nei frutti, mi vengono in mente i cachi, arancioni anche loro, che ben si prestano ad essere gustati a crudo ma anche in simpatiche verrine accompagnati da creme o mousse golose. Inoltre, uno dei tanti vantaggi del cucinare con gli ingredienti di stagione è quello economico e devo dire che con pochi euro c'è la possibilità di gustare piatti deliziosi con la zucca, ma...non con le castagne che qui a Milano le hanno vendute a peso d'oro! Chi non ha la fortuna di fare una passeggiata tra i boschi e si vuole levare lo sfizio di una caldarrosta home made, si deve immolare e sganciare 4,98 Eruo per un chiletto di castagne (nemmeno tanto grandi a quanto ho visto...).Tuttavia, per la mia ricetta non ho utilizzato le castagne (non per il loro costo, che comunque mi pare immorale), ma perché era da un po' che avevo in testa di utilizzare la farina e, in alternativa agli gnocchi, ho pensato ad una polentina combinata con altri sapori per comporre un piatto dai tre colori, arancione, marrone e bianco.
L’idea del Tris nel piatto mi è sempre piaciuta perché offre la possibilità di degustare varie preparazioni senza dovere eccedere nelle quantità. L’unico accorgimento a mio parere consiste nel bilanciare i sapori, il ché non è così facile.
Ho voluto provare ad accostare la farina di castagne alla zucca e alla ricotta. Non è stata una scelta semplice perché la polentina di castagne ha un sapore che definirei persistente, mentre i muffin alla zucca, sebbene nella versione salata, danno una nota dolce al piatto; la ricotta è l’ingrediente più delicato in assoluto tra i tre e credo che il modo più corretto per gustare il piatto sia quello di iniziare proprio con la ricotta, per proseguire con i muffin di zucca e chiudere con la polenta di castagne.  Ecco la ricetta:

Ingredienti:
PER I MUFFIN (mignon):
200 gr di farina, 1 uovo,150 ml di latte, 400 gr di zucca, lievito in polvere, 35 gr di grana grattugiato, sale, noce moscata, semi di papavero
PER LA POLENTINA:
farina di castagne, 500 ml di acqua, sale, olio evo
Ricotta
Rosmarino

Esecuzione: 
Per i Muffin versione mignon: fare bollire la zucca in una pentola a pressione sulla reticella e lasciarla raffreddare; nella planetaria oppure in una ciotola capiente, mescolare l'uovo con la farina, l'olio e il latte alternati e un pizzico di sale. Aggiungere il lievito in polvere (un cucchiaino), il formaggio grattugiato, la polpa della zucca raffreddata e frullata ed infine un po' di noce moscata. Amalgamare bene gli ingredienti fino a quando la zucca si sarà ben unita al resto del composto. Disporre negli stampini in silicone il composto (circa fino a colmare 3/4 dello stampino), mettere in forno a 180° per circa 20 minuti. Una volta sfornati i muffin, spolverizzateli con una lieve pioggia di semi di papavero.
Per la polentina di castagne: fare riscaldare l'acqua leggermente salata, unirvi un filo d'olio d'oliva, aggiungervi la farina a pioggia emesolare. Provedere la cottura mescolando per circa 15 minuti a fiamma bassa.
Per la composizione del piatto, distribuire su ogni piatto due mini muffin, la polentina e una piccola ricotta vaccina accompagnata da qualche fogliolina di rosmarino che profumerà il piatto.


Con questa ricetta partecipo al Contest di Il Gattoghiotto in collaborazione con Malvarosa Edizioni.

Note: 
- i muffin formato mignon sono più adatti di quelli grandi per una degustazione, quindi ve li consiglio;
- io ho utilizzato gli stampini di silicone dove non è necessario aggiungere burro per facilitare l'uscita dallo stampo (gran bella invenzione!);
- la cottura della polenta di castagne: a mio parere deve rimanere piuttosto morbita se volete gustarla al cucchiaio;
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08/11/11

Rigatoni al pesto con pepe rosa e crema di formaggio, un piatto per Garofalo e Gente del Fud

Questa ricetta nasce per il Contest di  Monny Blog. Ho ricevuto con sorpresa l’invito di Monny a partecipare a questa gara culinaria e l’iniziativa mi è subito piaciuta. L’idea di proporre un piatto basato sulla pasta (una pasta di qualità, di Garofalo sappiamo tutto e ci fidiamo) da proporre con un condimento tratto tra i tanti prodotti (anche questi di qualità, anzi di eccellenza) suggeriti dai blogger di Gente del Fud mi è parso davvero un modo saggio e divertente per darci l’occasione di parlare ancora una volta di questo Social Food Network nascente. Le ricette dedicate a questo Contest permetteranno a tanti di dare una sbirciatina al sito di Gente del Fud, magari anche per la prima volta e offre l’opportunità a noi blogger facenti parte del progetto di curiosare tra i prodotti inseriti da tutti noi. Da subito ho pensato di utilizzare un prodotto che non fosse uno di quelli inseriti da me, ma allo stesso tempo ho dovuto fare una scelta non solo in base ai gusti ma anche in virtù della possibilità di trovare l’ingrediente. La mia attenzione si è soffermata sul pepe rosa; questa bacca mi è sempre piaciuta, per la sua delicatezza e per il suo colore che da allegria al piatto, come dice Chiara che ce lo suggerisce. 
A questo punto, una volta identificato il pepe rosa, ho deciso per i rigatoni e non mi restava che pensare alla ricetta. Mi è venuto in mente l’abbinamento di pasta, pesto e pepe rosa ricordando il bellissimo film di Carlo Verdone “L’amore è eterno finché dura”. Nella mia mente è sempre rimasta impressa la scena in cui Tiziana (Laura Morante) moglie di Gilberto (Carlo Verdone) accoglie in cucina l’amico di famiglia Andrea che si è recato a casa per prendere alcuni oggetti personali di Gilberto. Andrea riconosce il profumo inconfondibile della lasagna al pesto e Tiziana, lusingata dell’apprezzamento, svela il segreto del suo piatto che consiste appunto nell’aggiunta di un po’ di pepe rosa.
I rigatoni sono farciti di una crema di formaggio al prezzemolo, sono conditi da un pesto leggero al basilico e arricchiti da piccole sfere di pepe rosa. Nulla a che fare con la lasagna da cui traggono ispirazione come vedete, ma l’idea di fondo è proprio partita da lì. Certi piatti si fissano nella mente, vi rimangono ancorati insieme alle emozioni che suscitano, restano legati ad un’idea, una sensazione, una musica e come nel caso di un film ti accompagnano nel tempo.

Ma ora, ecco la ricetta:
Ingredienti per due persone:
140 gr di Rigatoni Garofalo
4 cucchiai di panna liquida
200 gr di formaggio spalmabile
prezzemolo
pesto 
pepe rosa
2 cucchiai di prezzemolo tritato
sale grosso e fino

Esecuzione: mentre l'acqua per la cottura della pasta bolle, preparare la crema di formaggio che servirà a farcire i Rigatoni. Mettere il formaggio in una ciotola capiente, mescolarlo con un cucchiaio di legno in modo che si ammorbidisca. Aggiungere un pizzico di sale, la panna e il prezzemolo tritato. Mescolare il composto e mettere da parte. Cuocere la pasta rispettando il tempo di cottura indicato sulla confezione. Questo accorgimento è essenziale per fare in modo che la pasta non si rompa al momento della farcitura. Scolare la pasta delicatamente, in modo che ogni rigatone rimanga intatto. Con l'aiuto di una sac à poche, riempire la pasta e distribuirla in una pirofila o direttamente nei piatti. Se optate per la pirofila, questa scelta può essere comoda perché la pasta, a causa della farcitura, si raffredda ed è necessario riscaldarla per qualche minuto. La pirofila va benissimo in forno e può essere un'ottima presentazione a tavola. Se invece preferite disporre la pasta direttamente nei piatti, allora potete passarli velocemente al micro. Distribuite sui rigatoni la salsa al pesto che avrete ammorbidito e diluito con un po' di acqua di cottura e decorate con il pepe rosa. 


Credo che se venissero a pranzo da me degli amici che vivono all'estero o colleghi stranieri che non hanno confidenza con la pasta e le sue cotture, questo piatto potrebbe risvegliare non solo i loro palati, ma anche l'interesse per i mille modi che noi italiani conosciamo per cucinare la pasta. Il pesto è una salsa facile da fare, realizzabile con pochi ingredienti e rintracciabili credo senza problemi. Per la pasta, bhe...basterebbe fare una bella scorta da portare a casa e caricarla sull'aereo, quindi questo è un piatto replicabile anche fuori dall'Italia, basta cercare e trovare ottimi prodotti (per tornare a Gente del Fud;)!
Con  questa ricetta partecipo al Contest di Monny Blog.
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06/11/11

Tiramisù ai lamponi e torrone, un libro da gustare e un pensiero per Genova

Come tutte le mattine, anche oggi mi alzo e do uno sguardo fuori dalla finestra; ancora pioggia e vento, vado a leggere gli ultimi aggiornamenti on-line per sapere come è trascorsa la notte a Genova. Rimango impietrita, nessuna buona notizia, in questo momento si apre un'altra fase, quella del dopo tragedia con la ricerca di responsabili e tanta amarezza nel cuore. Con questo post il mio pensiero vola verso Genova, oggi devastata, ma certo una città che piano piano si rimetterà in piedi. Lo scorso anno purtroppo la stessa sorte era toccata al Veneto, il ricordo è vicino anche perché vi abita la mia famiglia. Abbiamo visto da vicino la paura e lo sconcerto della gente nel vicentino, ma abbiamo visto anche con quanta forza le persone abbiano reagito. Ancora oggi, quando passo in autostrada all'altezza di Montecchio, ricordo l'uscita obbligatoria a causa dell'allagamento di una porzione di autostrada e mi torna in mente quel viaggio infinito che dal Veneto mi riportava a Milano con una stretta al cuore. 

Ma adesso, dopo avervi raccontato il mio stato d'animo, ho bisogno di un po' di leggerezza e di dolcezza e, se siete d'accordo e ne avete bisogno anche voi come me, andiamo insieme a cercarle in un dolce al cucchiaio che è davvero goloso e restituisce ai sensi una gran piacevolezza.
Fino a qualche tempo fa, ero convinta che esistesse un solo ed unico Tiramisù, invece adesso ho scoperto delle varianti che vanno ben al di là della classica ricetta.Le varianti più comuni alternano il pan di Spagna ai Savoiardi fino ad arrivare ai Pavesini, inoltre alcune ricette prevedono l'utilizzo delle uova con la chiare montate a neve ed altre invece propongono l'esclusivo utilizzo dei tuorli. Difficile dire quale versione preferire, personalmente io opto spesso per i Savoiardi, mentre per le uova propendo per la versione con le chiare montate perché mi piace la spumosità della crema. 
Ma questi che ho appena citato sono solo dei modi diversi di fare il Tiramisù che rimangono saldamente ancorati alla ricetta base. Quando a settembre ho partecipato all'evento Taste of Milano, mi si è aperto un mondo perché ho incontrato due piatti che erano pure rivisitazioni del Tiramisù. Nel mio peregrinare tra un ristorante e l'altro, mi ero stilata una lista precisa dei piatti da provare e due di questi erano proprio il Tiramisù: il Tiramisù caldo di "Foodart" (Chef Matteo Torretta) e l'altro il Tirami-sud di "Il luogo di Aimo e Nadia". Il primo, è stato una piacevole sorpresa per la temperatura del servizio, una parte più calda degli ingredienti (quella dello zabaione se ben ricordo) che  si accompagna agli altri ingredienti a temperatura ambiente; del secondo vi elenco la sintesi a spiegazione del titolo che esprime da sola l'interpretazione del piatto: crema allo yogurt e mascarpone, biscotto al caffè, ricotta al bergamotto e capperi di Pantelleria canditi al miele. Non vi posso descrivere ulteriormente i piatti, vanno provati e gustati, ma senza dubbio queste due proposte ci fanno capire come abili mani e l'esperienza possano trasformare un piatto classico in una proposta alternativa che evochi per tecnica o per ingredienti base il piatto originario. 
Grazie a questa esperienza ho voluto approfondire questo dessert e le sue possibili varianti proponendolo spesso in famiglia (per la gioia dei golosi e per la rabbia di chi è a dieta) e mi è venuto in aiuto un libro che vi consiglio. 
"Tutti pazzi per ...IL TIRAMISU!" di Jean-Luc Sady. Un riferimento ideale per chi ama il Tiramisù, 30 ricette tutte diverse per rendere omaggio a questo Dessert con la D maiuscola! Nella pagina dedicata ai food books potete trovare altre informazioni relative al testo.

E la ricetta di oggi? Eccola, ho preso qualche idea da questo libro, ma alla fine l'ho modificata ulteriormente per utilizzare i lamponi surgelati che provengono dal nostro orto (può andare bene come scusa?). 
Con questa ricetta partecipo al Contest "Capolavori da gustare" di Fujiko, del blog La ricetta della felicità e mia collega in Cavolo Verde. E' il mio regalo per il suo compleanno (anche se in ritardo spero lo accetti) e dedicato interamente al suo Primo Contest.

Ingredienti per 4 persone:
250gr di mascarpone
3 torli d'uovo
50 gr di zucchero semolato
100 ml di panna montata
50 gr di torrone tritato
8 Savoiardi 
Grand Marnier
200 gr di lamponi 
Amaretti mignon

Esecuzione: in una terrina mescolare il mascarpone con i tuorli d'uovo, lo zucchero semolato,la panna montata e aggiungere infine il torrone tritato. A parte, frullare i Savoiardi imbevuti di Grand Marnier. Alla base delle coppette o bicchieri, distribuire lo strato di Savoiardi, con l'aiuto della sac à poche, aggiungere un primo strato di crema di mascarpone, distribuire i lamponi e gli amaretti uno ad uno in modo da formare una superficie ordinata e una cornice esterna regolare. Aggiungere un altro strato di crema e decorare con i lamponi e gli amaretti, mettere in frigo per mezz'ora e servire.

Con questa ricetta partecipo al Contest di La ricetta della felicità

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04/11/11

Brownies per il Contest “Metti il Mondo a Tavola”

Non potevo certo esimermi dal preparare qualcosa per il mio contest, naturalmente fuori concorso, e tra le tante delizie che state pubblicando dovevo trovare una ricetta che vi facesse venire l’acquolina in bocca, che vi solleticasse il palato e la fantasia, che non fosse già stata pubblicata nei vostri commenti e quindi…ecco qui i miei Brownies!
Questo dessert è davvero appagante; il cioccolato è l’ingrediente principale, la glassa che lo ricopre è quel tocco in più che rende piacevolissimo prendere tra le mani i pezzetti e gustarseli uno dopo l’altro come fossero cioccolatini… Mi piace tutto di questo dolce, il suo sapore, la consistenza e l’idea di ottenerlo preparando dapprima una torta (la torta Brownie appunto) per poi tagliarla a quadrati o rettangoli regolari da mangiare con le mani. Il nome del dessert si rifà ovviamente al suo colore ed esistono tante ipotesi sulla sua vera origine. E’ spesso difficile ricostruire la storia di un piatto stabilendo il momento della sua nascita. La versione che più mi è piaciuta è stata quella che propende per un errore di un cuoco il quale facendo la torta si era scordato il lievito, ed ecco la torta Brownie fare la sua comparsa, senza lievito! E’ vero oppure no che capita anche a noi di sbagliare nell’esecuzione di una ricetta? Spesso gli errori sono fatali e portano a cattivi risultati, ma ogni tanto si riesce a riparare con un trucco o sostituendo un ingrediente e il piatto è salvo!
La ricetta che vi propongo è tratta da un libro cui faccio spesso riferimento per i dolci, il Ricettario di pasticceria, Ed Giunti Demetra. La variante che ho apportato riguarda la frutta secca. Ne ho scelto una confezione di tipo esotico ed il contrasto di cocco e banana con il cioccolato per me è fantastico. 
Ingredienti: 
200 gr di burro, 4 quadrati di cioccolato fondente, 500 gr di zucchero, 4 uova, 150 gr di farina, qualche goccia di essenza di vaniglia, 300 gr di frutta secca (la mia esotica), un pizzico di sale;
per la glassa: 2 quadrati di cioccolato fondente, 30 gr di burro, 1 uovo, 500 gr di zucchero a velo;

Esecuzione: sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria; a parte, mescolate lo zucchero con le uova e il sale fino a quando gli ingredienti saranno bene amalgamati. Unite il cioccolato e il burro sciolti, la farina setacciata e le gocce di vaniglia. Aggiungete la frutta secca, ma tenetene da parte una quantità tale da potere decorare alla fine della preparazione. Versate il composto in una teglia rettangolare imburrata, livellate e informate per 40 minuti a 150°. Una volta cotto l'impasto, sfornate e lasciate raffreddare. Occupatevi ora della glassa, fa una gran bella figura ed implica ben poca fatica. Fate nuovamente sciogliere il cioccolato a bagno maria, aggiungete il burro e lasciate raffreddare. Unite lo zucchero, la vaniglia e l'uovo sbattuto e distribuite sull'impasto raffreddato. Spolverizzate con la frutta secca che avete tenuto da parte, tagliate a tocchetti della misura che preferite e gustate queste delizie!!





Vi ricordo che il Contest "Metti il Mondo a Tavola" scade il 30 novembre, avete ancora circa un mesetto per partecipare e presto vi racconterò in cosa consiste il premio!

Buon fine settimana!
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01/11/11

VI ^ Lezione di Cucina classica e la vellutata di spinaci

Una lezione dedicata interamente agli ortaggi. Sapete cosa significa? Vuol dire essere circondati da porri, cipolle, carote, carciofi, prezzemolo, patate, pomodori, spinaci, aglio, zucchine e , ovviamente, lavare, pelare e tagliare tutto il necessario per comporre i nostri piatti! Ci siamo divertiti molto alla sesta lezione, ve l’ho già detto, ormai siamo un gruppo, abbiamo le nostre piccole abitudini che vanno dall’occupazione della solita postazione  al ricoprire ognuno il proprio ruolo ( chi pulisce, chi taglia, chi lava, chi distribuisce gli assaggi nei piatti e chi è impegnato ai fornelli). Purtroppo adesso comincio ad intravvedere la fine del corso e mi dispiace. Ci saranno ancora due lezioni, una dedicata ai dolci e l’ultima agli accostamenti e … beh, magari il prossimo anno m’iscriverò ad un altro corso  e ad essere sincera ho già qualche idea in merito ;)

I piatti che abbiamo preparato sono stati i seguenti:
- vellutata di spinaci
- crema di patate e porri
- uova alla bergamasca
- salsa olandese
- patate alla Parmentier

La vellutata di spinaci mi ha letteralmente conquistata ed è stato interessantissimo addentrarci nel mondo delle creme e minestre scoprendo i vari modi per addensare i composti. Come vi dicevo questa vellutata è speciale, lo è per il suo sapore ma ancor di più per come viene eseguita, attraverso un roux di base a cui viene unito il brodo caldo e per l’aggiunta del legante finale per darle morbidezza e ingentilire il gusto.
L’occasione per rifare questo piatto si è presentata a casa dei miei genitori. Per qualche giorno mi hanno affidato il compito di stabilire il menù ed io ho proposto qualche piatto imparato di recente. Per la vellutata di spinaci ho seguito la ricetta del manuale con qualche piccola modifica o omissione.

Ingredienti per 4 persone:

Per la salsa/roux:
25 gr di burro
25 gr di farina
250 ml di brodo
noce moscata
pepe

Per la vellutata:
1/2 l di brodo
450 gr di spinaci già cotti
1 dl di panna
3 tuorli d'uovo
30 gr di burro
parmigiano

Esecuzione: questo piatto va realizzato in tre fasi; la preparazione del roux, quella degli spinaci e infine l'unione di tuorli e panna. Partiamo dall'inizio. In un pentolino preparate il roux facendo sciogliere il burro e unendo la farina, aggiungete il brodo caldo, la noce moscata, il pepe e mescolate. Fate cuocere per qualche minuto fino a quando il tutto avrà preso una consistenza cremosa. A parte, frullate gli spinaci precedentemente cotti, e fateli rosolare in poco burro. Aggiungete il brodo agli spinaci, fate cuocere per due minuti e poi,  lontano dal fuoco, unite la salsa appena preparata mescolando bene. In una ciotola a parte,mescolate i tuorli con la panna e uniteli al composto sempre lontano dal fuoco. Fate addensare la vellutata a fuoco basso per un minuto, non di più in modo che le uova non si rapprendano. Aggiungete una spolverata di formaggio grattato e servite in tavola.

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