03/12/11

Risotto allo zafferano e code di gambero, un po’ d’oro nel piatto

Spero che il titolo non vi tragga in inganno perché non troverete né polvere né foglioline d’oro, ma uno zafferano che da arancio si è trasformato in giallo oro per impreziosire il piatto sia nei sapori sia nei colori. 
Lo sposalizio di zafferano e gamberi per me è uno dei migliori, adatto per un’occasione speciale, come  potrebbe essere una cena romantica oppure per le feste natalizie. 
Lo zafferano che adoperiamo normalmente in cucina proviene dall’industria alimentare e lo possiamo trovare in bustina oppure sotto forma di stimmi . Se facciamo un tuffo nel passato è facile rimanere affascinati dalla storia di questa spezia. Questa polvere dorata è stata utilizzata in modi diversi nei secoli e apprezzata un tempo per le sue proprietà digestive. Ma non solo, lo zafferano era stato impiegato anche dal Mastro Valerio da Profondovalle per decorare le vetrate del Duomo di Milano ed è grazie a lui se è nato il risotto alla milanese. Si narra che in occasione del matrimonio della figlia del Mastro, mentre uno dei lavoranti mescolava il riso al burro, ha urtato la polvere di zafferano che accidentalmente ha fatto capolino nella pentola e ...voilà, mescola e mescola ecco fare la sua comparsa il nostro risotto giallo. Lo dico sempre io che da certi errori nascono dei capolavori!!
L’utilizzo di questa spezia per me è l’ideale nel risotto, ma è diventa preziosa  per insaporire e abbellire minestre, pesce, carne bianca fino ad arrivare ai dessert. A mio parere l’unico accorgimento che richiede consiste nel ricordarsi di diluirlo prima di aggiungerlo alle pietanze per non  correre il rischio che non si sciolga bene. Inoltre bisogna avere un po’ d’occhio perché non deve essere né troppo (diventerebbe stucchevole) né troppo poco (non trasmetterebbe abbastanza sapore e colore), tutto qui.
Visto che mi sono soffermata sullo zafferano, prendo la palla al balzo per invitarvi a leggere qualcosa in merito allo Zafferano dell’Aquila. Perché? Ma è ovvio… proprio qualche giorno fa ne ha parlato Fedora di Cappuccino e Cornetto nella sua video intervista su Dissapore. Fate un giretto anche in Gente del Fud, così potrete leggere i dettagli!

Ingredienti per due persone:
150 gr di riso
scalogno
olio evo
vino bianco
sale
prezzemolo
brodo vegetale
zafferano
12 code di gambero

Esecuzione: fate scaldare un filo d’olio e fate dorare leggermente lo scalogno. Aggiungete il riso e fatelo tostare, sfumate con del vino bianco, aggiungete il brodo vegetale e procedete con la cottura. Aggiungete sale se necessario e diluite in una tazzina da caffè lo zafferano con del brodo vegetale o acqua. Poco prima del termine della cottura, unite lo  zafferano diluito nel risotto e mescolate bene. Distribuite nel piatto le code di gambero scottate nell’acqua, aggiungete il risotto e decorate con del prezzemolo tritato.

Note:
- Per la mantecatura: io ho scelto di non aggiungere burro o formaggio per mantecare perché volevo mantenere inalterato il sapore dello zafferano esaltando il contrasto con le code di gambero. Tuttavia, la mantecatura per il risotto è sempre un’ottima cosa, quindi se deciderete di farla non rovinerete di certo il piatto.
- Le code di gambero: solitamente quando aggiungo le code di gambero le insaporisco scottandole alla piastra o con qualche spezia, ma questa volta (questo piatto rappresenta un po’ un’eccezione in tante cose…) ho preferito utilizzarle scottandole semplicemente per mantenere la loro dolcezza, al naturale in sostanza.