28/11/12

I Menù Bright Orange di Colors&Food, cioè i vostri!

Eccoci!! Dopo un mese colorato d'arancio, il mio umore non può che essere dei migliori e vi assicuro che costruire i menù di questo mese è stato molto divertente. Prima di tutto perché ci avete regalato tantissime proposte, in senso assoluto ma anche guardandole suddivise tra antipasti-primi-dessert.Con i secondi e contorni i numeri erano un po' più bassi, ma...questo è naturale e capita tutti i mesi. Quando pensiamo ad un piatto, per noi italiani in particolare, ci focalizziamo subito sulle portate principali e i secondi - a meno dei piatti unici - arrivano in seconda battura, subito seguiti dai contorni.
In secondo luogo, devo dire che questo colore vi ha proprio conquistati e le vostre ricette ci hanno fatto entrare davvero nel clima autunnale. Tra risotti,zuppe e vellutate ci siamo addentrati senza nemmeno rendercene conto in questo umido autunno, è stato un modo per assaporarne la piacevolezza e il clima di raccoglimento delle vostre talvole. Grazie di cuore!

Ed ora, ecco a voi i menù Bright Orange:


Spiedino di zucca e funghi di Il colore della curcuma
Risotto con carote al Ginger di Semplicemente buono





Rotolini di acciughe e 'nduja di Poveri ma belli e buoni
Cartoccio di zucca e gamberi di Con un poco di zucchero
Crostata di crema di noci e cachi di Kitchen Confidential  





Pollo Tandoori di Penna e forchetta
Patate dolci arrosto di Ritroviamoci in cucina

Un abbraccio e mille grazie per la vostra partecipazione! Io vi aspetto il 1 diecembre per un nuovo contest, l'ultimo per quest'anno e per prepararci insieme al Natale ;)

Ma avete visto le premiazioni di Cinzia?? Se non ancora, allora è il momento di andarla a trovare!!
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26/11/12

Menù all'amaro Averna: una sfida e una nuova sezione

Buona settimana!!
Vi anticipo che questo post ha un sapore un po' speciale per me. Primo perché mi permette di parlarvi di una "sfida" e secondo perché inaugura una nuova sezione del blog che tra qualche tempo vedrete sotto una nuova veste grafica. 
Andiamo con ordine. Qualche tempo fa, ho ricevuto una mail da parte di Averna. Avete presente "Averna il gusto pieno della vita"? Esatto, quello intendevo!
Averna ha invitato i food blogger a sfidare lo chef La Mantia creando una ricetta oppure un menù imperniato proprio sull'amaro. Ma ve la devo raccontare proprio tutta la storia perché all'inizio non credevo che avrei aderito all'iniziativa. Lo dico perché il termine "sfida" mi metteva a disagio. L'idea che un food blogger sfidasse uno chef mi metteva di malumore e la gara culinaria non è proprio nelle mie corde nè in quelle del mio blog. Ma poi, rileggendo bene, ho capito meglio. Di fatto non si tratta di una sfida vera e propria dove si vinca qualcosa o si vada davvero in gara con lo chef (aiutooooo), si tratta piuttosto di una galleria di proposte dei food blogger che saranno pubblicate e condivise con il pubblico di lettori. Vista così la cosa ha assunto una dimensione decisamente più amatoriale e rilassata, e allora... i neuroni  hanno prodotto quanto vedete qui di seguito!


Insalatina di capesante in riduzione di Averna

Ingredienti per 4 persone:
32 capesante (8 ciascuno se piccole), misticanza, zeste di limone grattugiate, sale, pepe, burro, semi di sesamo,  2 bicchierini di Averna, 2 chiodi di garofano, 2 cucchiaini di cannella;

Sbucciare un limone, scottarne le zeste per tre volte in acqua bollente e tagliarle finemente. Lavare le capesante, asciugarle con cura, passarle nei semi di sesamo tipo impanatura. Scaldare qualche noce di burro in una padella, versarvi le capesante e farle rosolare velocemente. Salare e pepare.
A parte, in un pentolino, portare ad ebollizione l’amaro e fare cuocere per qualche minuto con l’aggiunta dei chiodi di garofano e della cannella. Lasciare raffreddare.
Su un piattino da antipasto, distribuire un letto di misticanza, spolverizzarlo con le zeste di limone e adagiarvi le capesante. Insaporire aggiungendo qualche goccia di riduzione di Averna. 



Scaloppine al profumo di mandarino e Averna

Ingredienti per 4 persone:
4 scaloppine di vitello sottili, burro, farina, sale, pepe, Averna, succo di 6 mandarini, panna, foglie di menta;

Impanare le scaloppine, rosolarle in padella nel burro e farle cuocere per qualche minuto. Mettere da parte e deglassare con il succo di mandarino filtrato e l’amaro Averna. Aggiungere la panna per restringere la salsa e unire le foglie di menta tritate finemente.  Salare e pepare la carne e metterla sul piatto da portata. Nappare con la salsa ottenuta e servire.


Biscottini all’arancia con  Averna

Ingredienti per  25 biscotti:
280 gr di farina Manitoba, ½ cucchiaino di bicarbonato di sodio, ½ cucchiaino di sale, ½ cucchiaino di lievito per dolci, 100 gr di burro, 200 gr di zucchero semolato, succo filtrato di un’arancia, 2 cucchiai di amaro Averna, 1 cucchiaio di latte, 1 uovo, zucchero a velo;

Mescolare la farina con il bicarbonato, il sale, il lievito. In un’altra terrina lavorare il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero e unirvi il succo d’arancia. Aggiungere l’uovo intero e unire il composto alla farina. Mescolare, aggiungere l’amaro Averna e  il latte per ammorbidire.
Su una leccarda ricoperta da carta da forno, distribuire l’impasto a piccole porzioni distanziate tra loro. Cuocere in forno a 140° per 20 minuti. Fare raffreddare su una gratella e spolverizzare con zucchero a velo.
Ideali da servire al momento del caffè.


Che dite, vi piace l'idea dei menù? Questo che vi ho proposto oggi è dedicato ad un ingrediente in particolare per esaltarne la versatilità, ma ne proporrò degli altri adatti alle diverse occasioni, stagioni ed ingredienti...I menù colorati invece li lascio a voi, a tutti quegli amici e quelle amiche che ogni mese vengono a trovare me e Cinzia a Colors&Food!
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22/11/12

Frolla con crema al limone e melograno

Prima dell'arrivo del fine settimana, mi piacerebbe lasciarvi una ricetta dolce, a momenti un po' acidula e decisamente fragrante. 

Questo dolce ha una sua piccola storia, lasciate che ve la racconti. Trattasi di preparazione a quattro mani, le mie e quelle di mia mamma. Abbiamo preparato questa crostata quando è nata mia figlia, una settimana dopo. Come nelle migliori tradizioni, la nonna è venuta a darci supporto per qualche giorno e complice il fatto che Federica da brava neonata se la dormiva, unitamente al fatto che anche mia mamma si diverte in cucina, abbiamo deciso di cimentarci in questo dolce. Ma ... non è tutta farina del nostro sacco. Sì, perché originariamente volevamo copiare (e quando dico copiare lo dico sul serio, pari pari) la ricetta della frolla di Cracco ma poi ne sono successe di tutti i colori e quindi la ricetta originale è restata solo stampata sul libro. Se Cracco ci avesse viste non so cosa ci avrebbe detto o fatto (una mattarellata sulle dita ci stava tutta) ma... quello che più conta è che ci siamo divertite fino a piangere dal ridere. Non so cosa avesse mia mamma quel giorno, fatto sta che dopo aver letto la ricetta, si è messa all'opera facendo tutto il contrario di quello che c'era scritto e reinterpretando ogni singolo passaggio. Di fronte ai miei "cosa leggi a fare se poi fai quello che vuoi" rimaneva stranita, convinta di seguire le indicazioni (per conto mio era l'effetto della foto in copertina dove Cracco non dico che dia il meglio di sé ma, si presenta molto bene, diciamola così). Poi è arrivato il momento di tirare la pasta: una Caporetto. Davvero, quello è stato il momento in cui abbiamo dato il nostro peggio, sembrava che i pezzi non volessero stare assolutamente insieme e poi si è aggiunta quella specie di ironia mista a disperazione e autocommiserazione che ci ha fatto venire le lacrime agli occhi dal ridere. 
Ma non temete, quella che segue non è la ricetta di Cracco, per quello lasciamo al libro il suo nobile scopo. E', ovviamente, la nostra versione rivista e corretta...con qualche lacrima qua e là ;)

Ingredienti:
200 gr di pasta frolla
crema al limone: 200 ml di latte , 150 ml di succo filtrato di limone, 250 gr di zucchero semolato, 50 gr di burro, 3 tuorli d'uovo, 6 cucchiai di farina 00, un pizzico di sale;

per la crema al limone: mescolare i tuorli con lo zucchero,aggiungere un pizzico di sale, unire al composto il latte bollito tiepido, il burro e la farina.Trasferire il tutto in un pentolino e fare addensare a fuoco dolce aggiungendo progressivemente il succo di limone. 

Per la farcitura: distribuire la pasta frolla in uno stampo e fare cuocere da sola in forno a180° per 20 minuti. Per evitare che questa si gonfi, utilizzate i soliti fagioli secchi adagiati sulla carta da forno.
Una volta raffreddata la pasta, farcirla con la crema al limone ancora tiepida e a questo punto fare raffreddare a temperatura ambiente. Passare in frigo per due ore decorando con chicchi di melograno a piacere.

Note:
- nell'impasto della frolla ho aggiunto 50 gr di farina di mandorle che dà un po' di forza in più (indicazione del libro, fonte d'ispirazione ;) Se vi piacciono le mandorle provate anche voi, a me è piaciuta tantissimo questa aggiunta;



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20/11/12

Tentacolini express, no anzi, prima ancora!

I preparativi per Natale stanno procendendo un po' ovunque, lo si vede dai negozi, supermercati, le scuole. Giracchiando nel web in questi giorni si possono trovare immagini bellissime di biscottini e cioccolatini, tipiche delizie del mese che verrà. Ma non solo. Non ho potuto fare a meno qualche giorno fa di fermarmi davanti ad uno scaffale alla Mondadori pieno di riviste a tema natalizio. Che si trattasse di arredamento, cucina, fili e cucito, insomma una galleria di immagini fatte di palline scintillanti e nastrini rossi e oro, una favola! Da me invece funziona diversamente. Io sono per il rispetto dei tempi, quelli tranquilli e tradizionali, per cui le mie ricette espressamente natalizie arriveranno in queste pagine solo a partire dal 1 dicembre.
Quest'anno inoltre, tempo permettendo, sto cercando di organizzare il tutto in modo da gustare giorno dopo giorno le specialità che tanto ci piacciono, per cui...attendete dicembre e vedrete cosa ho preparato. E visto che per il Natale è ancora presto, vi propongo un piatto da Easy Cooking. Come sempre, una ricetta veloce e gustosa,adatta per ogni occasione:, per un pranzo veloce o come apertura di un pasto più formale.

Ingredienti:
olio evo
tentacoli
sedano privato dei filamenti
1 patata
cipolla rossa
sale
timo
per l'emulsione: olio evo, limone e timo, sale e pepe

Lavare e asciugare i tentacolini (al mercato si trovano già in comodissimi ciuffetti), tagliarli, asciugarli e saltarli nella pentola antiaderente con un filo d'olio. Salare leggermente e mettere da parte. Bollire la patata con un pizzico di sale nell'acqua e tagliuzzare il sedano e la cipolla. Mescolare il tutto, con gli ingredienti ben raffreddati e condire con l'emulsione sopra descritta. Profumate decorando con qualche rametto di timo e Fatto! Antipastino di soccorso già pronto ;)

Note:

- non cuocete troppo i tentacoli, altrimenti invece di cotti li troverete duri...non so cosa sia peggio francamente, se crudi o duri...



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15/11/12

Tartellette salate al salmone

E così, senza nemmeno rendermene conto, siamo arrivati a metà novembre... Ora ci si proietta verso il Natale e,clima a parte, direi che si respira aria di festa in città. Proprio oggi ho passeggiato sotto i primi addobbi, luccicanti e luminosi. Nemmeno a dirlo, mio figlio subito si è fatto avvolgere da questa magica atmosfera e d'un tratto se n'è uscito con una lista lunga così di richieste per Babbo Natale. Tra parentesi un paio di anni fa aveva deciso che non esisteva questo tenero vecchietto vestito di bianco e di rosso, mentre adesso è fermamente convinto della sua esistenza (o almeno così dice...). E allora tra qualche giorno cominceremo a stendere una corposa lettera e chissà che quel vecchietto sia abbastanza in forma per andare alla ricerca almeno dei giochi più belli e più desiderati. Io,invece, mi preparo alle feste infornando biscotti, dolci e tanti altri sfizi che arriveranno su queste pagine il prossimo mese di dicembre. Inutile dire che ho già iniziato lo mie incursioni in libreria alla ricerca di nuovi cimeli da sfogliare,mangiare con gli occhi e da accatastare non so più dove sulle mensole. Va a finire che dovrò svuotare qualche cassetto ed iniziare ad infilare libri anche li...non se ne parla nemmeno di regalarli o portarli in un'altra casa, proprio no!

Oggi vi lascio una ricetta che prende ispirazione da Montersino, ma con le mie varianti. Trovate la ricetta QUI,in Malvarosa.



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12/11/12

Risotto mela e calendula ...a pressione

Questa è una di quelle ricette che io adoro, per vari motivi. Prima di tutto perché amo i risotti, credo che potrei vivere di risotto senza mai stancarmi. Poi per gli ingredienti che ho utilizzato perché mi riportano all'inizio dell'estate, quando in Trentino ho trovato questo mix delizioso di riso, mela e calendula. Se pensavo che promettesse bene già sulla base dell'etichetta, i risultati hanno superato di gran lunga le aspettative, quindi al prossimo giro ne farò scorta. E, non ultimo, mi piace il risotto fatto con la pentola a pressione. Lo dico senza vergogna, consapevole di fare arricciare il naso a qualcuno, ai puristi senza dubbio. Ma io che chef non sono e che comunque so bene come si fa il risutin, quello fatto bene ma proprio bene, dico anche che siamo in tanti/tante ad optare per la cottura in pentola a pressione. Ciò non mi meraviglia considerando i ritmi delle nostre giornate e quindi mi ci metto pure io, con il mio desiderio di qualcosa di buono da far sposare con quella manciata di minuti prima di sedersi a tavola. 

Il vantaggio della cottura a pressione è senza dubbio il risparmio di tempo. Anziché impiegarci i 20 minuti canonici, ci si mette 5-7 minuti, dipende dalla quantità e dalla pentola. Io ho sperimentato la pentola a pressione di Lagostina - Acticook - e ho ridotto ulteriormente i tempi di un paio di minuti. L'unica cosa indispensabile è gestire correttamente il rapporto riso/liquido; se con la pentola a pressione standard di solito mi regolavo mettendo il doppio di liquido rispetto al riso, con questa quasi  non mi prendo nemmeno questo disturbo perché arriva in soccorso una tabellina con le indicazioni necessarie (ecodosi, così le chiamano) e un ricettario da dove pescare qualche nuova idea (io alla cottura del dessert a pressione non avevo mai pensato!) e qualche macro informazione sui tempi di cottura. 

Quindi, se siete tra quelli che come me non si scandalizzano di fronte ad un risotto in pentola a pressione, allora sedetevi a questo desco, altrimenti...fate semplicemente lo stesso risotto ma con la vostra pentola preferita ;)

Ingredienti per 2 persone:
burro, cipolla, vino bianco, Parmigiano-Reggiano, brodo vegetale, 160 gr di riso alla mela e calendula, nocciole
Fare appassire la cipolla nel burro a fuoco dolce per qualche minuto, unirvi il riso e farlo tostare, sfumare con il vino e aggiungere il brodo vegetale. Cuocere a pressione per 5 minuti, fare sfiatare la pentola, salare e mescolare. Mantecare con del burro e il formaggio grattugiato e servire con delle nocciole tritate grossolanamente.


Buona settimana!
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08/11/12

Food bloggers Interviews: Gattoghiotto si racconta

Dopo qualche tempo, è arrivato il momento per parlare ancora un po' di noi e del nostro mondo fatto di pentole, PC e macchina fotografica. La rubrica Food blogger Interviews si sta piano piano arricchendo di interviste e questa volta devo ringraziare Ambra che mi ha aperto le porte della sua cucina raccontando il suo blog e il suo modo di vivere il cibo. Di Ambra conservo un ricordo particolare legato al periodo in cui ho iniziato a scrivere sul blog che all'epoca si chiamava Una stecca di vaniglia. Le avevo scritto così, come si fa tante volte, per entrare in contatto e per commentare i suoi post. Lei mi aveva dato il benvenuto e mi aveva augurato di trovare la mia strada, un po' come potrebbe fare un mentore quando ti da consigli. Trovare la propria strada per un blogger significa scoprire passo dopo passo quale sia la propria identità e così anche il blog prende un taglio particolare fino ad un certo punto somigliarti veramente. Grazie Ambra, anche per questo.

Veniamo ora all'intervista!

1.  Chi approda per la prima volta nel tuo blog non può certo non essere attratto dalle immagini che subito lo accolgono. Immagini che parlano di cibo certo, ma non solo. Sono immagini che spesso ritraggono un dettaglio, anche solo una farfalla o un fiore e che danno voce al tuo modo di essere. Volendo fare un giretto virtuale nel tuo blog e volendo in questa promenade fare qualche tappa, mi piacerebbe fermarmi prima di tutto alla Casa nel bosco e darci una sbirciatina all’interno insieme a te. Qual è Ambra il tuo modo di vivere il tuo rapporto con il cibo e la natura, con ciò che ti circonda e che ami condividere in questa romantica (per me è così) rubrica? 

La Casa nel bosco è la parte più intima del mio blog. Racconta il mio modo di avvicinarmi alla natura che è parte integrante del mio essere e della mia cucina ma racconta anche il luogo in cui mi sento a  casa, il mio rifugio. Il bosco è il posto in cui vorrei sempre stare, una dimensione in cui mi metto in ascolto e sento il benessere nell’anima, la serenità che mi pervade e che cerco di trasmettere nelle mie pagine, catturare nelle mie foto. Ciò che il bosco mi offre lo trovo meraviglioso e vero: sì, è un cibo vero, senza trasformazioni, senza trattamenti, te lo offre adesso ma tra due settimane non lo trovi più, è fantastico. Questa rubrica sono io e questi sono gli ingredienti che preferisco.

2.    Proseguendo il nostro cammino, entriamo nella cucina di Julia Child…facciamo piano per non rompere l’incantesimo.  Racconta dai, chi è per te Julia? Non è certo solo un libro di cucina, lo sappiamo bene, qui si sconfina nella Cucina Francese con le maiuscole ( e io le metto tutte!).

Questa rubrica per me è una vera sfida, a farmi intraprendere questo cammino in salita sono state più cose, sicuramente la figura di Julia ha influito in modo significativo, una donna forte che ha avuto il coraggio di portare avanti le sue idee fregandosene delle convenzioni, una pioniera. Quando ho visto il famoso film sulla sua vita la prima cosa che ho provato è stato un forte desiderio, quello di possedere il suo libro e di mettermi all’opera. Quando però ho appreso che “Mastering The Art of French Cooking” non è tradotto in italiano ho capito che per me sarebbe stato uno splendido modo per avvicinarmi alla cucina francese che conosco poco e che forse, nel mio piccolo, avrei reso un servizio a chi si avvicinava alla cucina di Julia Child cercando le sue ricette in italiano. Devo dire che tradurre le ricette è davvero un lavoraccio ma la soddisfazione è grande, in primis perché le ricette sono davvero favolose e poi perché replicare pedestremente un piatto (pratica quasi sconosciuta a noi food blogger che ci dobbiamo mettere sempre lo zampino!:D) è un esercizio molto utile, ho imparato un sacco di cose. Grazie Julia.

3.    E poi arriviamo in un'altra cucina, quella a domicilio. Ecco, anche questo argomento stuzzica parecchio il mio interesse nonché la mia fantasia. Mi immagino che ti chiami qualcuno, che ti dica di cosa ha bisogno e tu che cominci a scrivere, prendere appunti, ideare un menù e via di seguito. Ma funziona cosi? Domande da vera extra terrestre in questo mondo di cucina a domicilio che proprio non conosco ma a cui spesso ho pensato.  E poi, come si fa? Fanno la spesa loro o la fai tu? E se devi tirare la pasta e non hanno il mattarello? Lo carichi in macchina e via che vai con tutto l’occorrente? Inutile ribadire che l’argomento mi prende assai!!

La cucina a domicilio è un’attività che svolgo collateralmente al mio lavoro di impiegata. Diciamo che mi piace pensare di avere due identità, come i supereroi! Proprio perché è un’attività che svolgo in modo purtroppo limitato a causa di impegni lavorativi e familiari, quando mi capita di dedicarmi ad un cliente lo faccio davvero con tutte le mie forze. Cerco di capire i desideri e di esaudirli, anzi, di superarli, il mio obiettivo è quello di rendere le occasioni speciali dei miei clienti davvero indimenticabili.
Stampa dei menù, allestimento della tavola, mise en place, sono solo alcuni degli aspetti importanti di questo lavoro ma tutto parte da un’idea, un’ispirazione. La mia mente lavora senza sosta fino a quando i menù da sottoporre al cliente non mi soddisfano totalmente e, credetemi se vi dico che pretendo molto da me stessa, in cucina sono una perfezionista, per questo non rinuncio mai ad avere dietro la mia attrezzatura, lo so fa un po’ “borsa del dottore”!


4.    Da quando ti seguo, e ormai è qualche anno, vedo spesso sfilare sotto i miei occhi (e purtroppo non sotto il mio naso) dei piatti i cui ingredienti sono molto legati al territorio. Come vivi il rapporto del cibo che prepari con il luogo in cui vivi, con la tradizione culinaria da cui provieni? Te lo chiedo perché trovo che vi sia sempre molta consapevolezza nel trattare gli alimenti e nel scegliere gli ingredienti e quello che a me piace molto, solo per fare un esempio, è l’attenzione alla stagionalità, cosa che ti permette di portare in tavola degli alimenti che sono sia reperibili in quel dato momento sia di una bontà eccelsa.

Stagionalità e territorio sono le fondamenta della mia cucina. Non riesco proprio ad usare alimenti fuori stagione…è più forte di me! Penso e spero di averlo divulgato con la Piccola bottega di campagna, il contest in collaborazione con Malvarosa Edizioni appena terminato con cui ho sfidato tutti i blogger a creare ricette con gli ingredienti di stagione per un anno intero.  Per quanto riguarda il territorio voglio citare una mia frase (modestamente!!:D) “Noi siamo l’insieme dei sapori della nostra vita”. I sapori che amiamo, che ci legano ai ricordi della nostra infanzia, ai momenti felici trascorsi attorno ad un tavolo sono quasi sempre patrimonio del territorio in cui siamo cresciuti, fa parte del nostro DNA, è la nostra identità. Per questo è importante non perdere questo legame così prezioso, acquistare a Km0 e utilizzare prodotti di stagione è il mio consiglio per alimentarsi bene e vivere in modo  naturale senza rinunciare al gusto.

5.    Adesso passiamo con un po’ di leggerezza a qualche altra domandina. Chi butti dalla torre, la cucina della tradizione o quella fusion? (guarda che sono stata brava perché non ho menzionato quella francese ;-)

Devo dire che in un momento di avarizia mi tengo tutti e due! Per me la cucina è un percorso fatto di conoscenza ma anche di istinto, di tecnica ma anche di creatività. Faccio difficoltà a scegliere anche perché penso che non ci sia una barriera così rigida tra tradizione e innovazione. Oggi i grandi Chef rivisitano la tradizione ma allora parliamo di cucina tradizionale o fusion? Io non sono in grado di dare una risposta e non penso sia importante. Butto dalla torre la cucina scadente, la cucina che non punta sulla qualità degli ingredienti e la cucina che vuole stupire a tutti i costi accostando sapori che sfidano le leggi del buon gusto.

6.    Ci regali una foto della tua mise en place preferita?


Non posso che regalarvi questa, è il banner di un mio vecchio contest proprio dedicato alla Mise en place. Adoro allestire la tavola e credo fermamente che le pietanze debbano essere curate nella presentazione e servite con garbo. Non possiedo servizi di pregio o argenteria preziosa, ritengo che il buon gusto sia più che sufficiente per ricevere con successo i nostri ospiti.

7.    Nuovi progetti: finito il contest di Malvarosa, certamente ci riserverai nuove e accattivanti proposte, work in progress?

Sto vivendo una fase un po’ di stallo, voglio dedicarmi alle mie rubriche, quella di cucina francese l’ho davvero trascurata e sento che in questo momento è ciò che desidero. Naturalmente il mio essere vulcanica non pone garanzie sulla durata di questo periodo, se mi viene un’idea di quelle che non riesco a levarmi dalla testa sono capace di mettermi all’opera immediatamente! In verità un’idea c’è, la cullo da qualche mese, ma non voglio svelare nulla, dovrete aspettare la primavera….curiosi eh???!!!


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05/11/12

Muffin al cuore d'alchechengi

Rientrata alla base dopo uno stupendo fine settimana in Veneto! Sì è vero, nell'insieme il tempo era pessimo, ma sabato abbiamo avuto comunque la fortuna di godere di una giornata di sole.
Sembrava quasi primavera e io ne ho approfittato per fare un po' di acquisti pre-natalizi e per gustarmi i colori dell'autunno. 
In questi giorni le acque dei fiumi sono limpide nonostante le forti piogge, persino verdi e azzurre; le montagne sono ormai innevate e camminando per il paese si sente quell'odore di camino fumante e di legna arsa, stupendo! Quando riconosco questi odori e profumi, provo una grande nostalgia di casa ed è per questo che quando sono dai miei cerco di godere di ogni momento che trascorro nei miei luoghi e con le persone che amo. Ma oggi si ricomincia con la vita cittadina ed i suoi ritmi serrati e allora servono, come sempre, una buona dose di energia e di voglia di fare. Per fortuna, visto il fine settimana appena trascorso, sono munita di entrambe ;)

Quindi, per ben iniziare e per inaugurare Colors&Food di novembre, ecco la mia ricettuzza - fuori concorso of course - a base di cacao e dal cuore bright orange ovvero di alchechengi. Eccola qui:

Ingredienti per 12 muffin: 200 gr di farina 00, 200 ml di latte al cacao, 100 gr di zucchero di canna, 1 uovo, 1 cucchiaino di lievito vanigliato, 50 gr di olio evo;
per ultimare: 12 alchechengi, pistacchi tritati grossolanamente;

Impastare gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo, distribuire un cucchiaio del composto in ogni stampino (io di silicone), aggiungere un alchechengi e coprire fino a 3/4 dello stampino con il resto del composto. Spolverizzare la superficie dei muffin con i pistacchi e infornare a 170° per 20 minuti.


Colors&Food del mese di novembre: Bright Orange

Buona settimana e buon Contest!
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03/11/12

Food books: piacevoli letture e ultimi usciti

In questo fine settimana mi sto godendo al massimo casa e famiglia e nei piccoli ritagli di tempo bloggo almeno un po' ;) Pure a casa dei miei in Veneto il tempo non è dei migliori, ma ieri ci è andata bene e siamo usciti, come le lucertole al sole. E poi adesso i negozi iniziano a prepararsi per il Natale, per le strade cominciano a comparire i primi addobbi, pronti per essere illuminati all'arrivo dei primi giorni di dicembre. In questa atmosfera pre-natalizia, ho iniziato a recuperare quelle piccole cose strategiche che possono essere utili per abbellire la tavola: nastri decorativi, candele - quest'anno mi piace il bianco - vasetti di vetro e alluminio, latta per contenere biscotti e altre leccornie, porta tovaglioli, segnaposto, lantenine... solo per citarne alcune...

Oggi volevo dedicare qualche riga ai libri, quelli che tanto ci piacciono, vuoi per le ricette, vuoi per le fotografie, vuoi per tutto ciò che troviamo di noi tra le pagine di un libro che non può mai essere solo di cucina ma è molto molto di più!

Ecco le mie ultime letture:



Se siete alla ricerca di un modo alternativo di interpretare i vostri piatti, oppure se cercate quel qualcosa in più per stupire i vostri ospiti o vi va semplicemente di leggere qualche indicazione di buon gusto su come rendere belle - oltre che buone - le vostre pietanze, allora questo libro è quello che fa per voi. Io l'ho scoperto mentre ero alla ricerca sul web di informazioni sul food styling e sulla fotografia ed è stata una scoperta felicissima e molto utile, credetemi! Se volete dare una sbirciatina alla presentazione del libro e alla sua autrice, allora cliccate QUI.


Titolo: Food styling. Trucchi e segreti per creare piatti straordinari ogni giorno
Autore: Roberta Deiana
Editore: Gribaudo (19 settembre 2012)
Collana: Sapori e fantasia
ISBN-10: 8858006100
ISBN-13: 978-8858006108

Un altro piacevolissimo libro della cavoletta. Un giro per l'Italia, da Nord a Sud, condividendo sapori ed emozioni attraverso ricette sfiziose e splendide foto. La penna di Sigrid è identica a quella del suo blog, leggera e sensibile a ciò che la circonda. Anche questo è uno di quei libri da acquistare per il piacere di leggere e sfogliare ma anche per imparare qualcosina ;)


Titolo: Diario italiano
Autore: Sigrid Verbert
Editore: Rizzoli (12 settembre 2012)
Collana: Cucina
ISBN-10: 8817059161
ISBN-13: 978-8817059169

Mio marito dice che questo libro si vende da solo per la copertina...ma...se posso dargli ragione per un 40% devo anche dire che i contenuti ci sono eccome!! Dubbi? Nessuno. In queste pagine lo Chef racconta le ricette in modo semplice, comprensibile e persino amichevole. Tra un "risottare", "un becco di flauto" e un "abbattimento" Cracco si fa leggere e capire molto bene. Sono davvero ricette realizzabili a casa (non era un modo di dire per fare marketing...il dubbio è legittimo...) e io me le sono lette al mercoledì pomeriggio seduta in tribuna nell'ora di nuoto del pargolo :)
Se vi va di leggere un'ntervista carinissima allo Chef stellato, allora andate su Io Donna QUI.

Titolo: Se vuoi fare il figo usa lo scalogno. Dalla pratica alla grammatica: imparare a cucinare in 60 ricette
Autore: Carlo Cracco
Editore: Rizzoli (19 settembre 2012)
Collana: Cucina
ISBN-10: 8817059145
ISBN-13: 978-8817059145

Questo non è un ultimo uscito ma ve ne parlo perché per me è stato un incontro utilissimo e inaspettato. In queste pagine si possono trovare molte preparazioni tradizionalmente dolci, rivisitate e interpretate in chiave salata. E' insomma il luogo dove trovare davvero l'idea alternativa per non proporre sempre il solito antipasto e magari anche per imparare qualcosa in più, in modo più tecnico, sulle basi dell'impasto. E' chiaro che il livello di perfezionismo della pasticceria si mantiene anche in queste preparazioni salate, quindi non stupitevi se ogni ingrediente sarà tradotto in grammi (come per le uova) e se troverete ingredienti che non sono alla portata del super mercato (come maltitolo, malto in polvere, albume secco, inulina, gelatina kappa e altre chicche che vi lascio il piacere di scoprire da soli).

Titolo:Piccola pasticceria salata
Autore:Luca Montersino
Editore:Mondadori Electa (31 gennaio 2012)
Collana:Gastronomia miscellanea
ISBN-10: 8837089015
ISBN-13: 978-8837089016

Prima di lasciarvi alla lettura di questi ed altri libri, vi invito a dare una sbirciatina a questo sito:
Perché? Perché qui potete trovare le indicazioni e il modo per creare un vostro fotolibro dove raccogliere le vostre ricette con le loro fotografie. Può essere anche un modo per creare il vostro speciale regalo di Natale, per voi e per i vostri amici condividendo la vostra - nostra - passione, provare a darci un occhio ;)

Buona lettura e buon fine settimana!
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