29/04/13

COULANT CIOCCOLATO E COCCO

Lei si guarda allo specchio incredula, con aria perlessa e divertita. Via i jeans, via la maglietta blu e le scarpe da tennis. I capelli finalmente sciolti. A piedi nudi sta impalata davanti allo specchio in una boutique. Due gambe chiare e sottili riemergono da sotto le balze di un vestito plissettato color verde e bianco, tutto fiori.  Una cintura dorata con i lacci in stoffa cinge la vita e un cardigan verde mare copre le spalle.
 
Dopo una vita accoccolata nei miei jens, ho ritrovato con divertimento e timidezza quell'aria romantica e femminile d'antan indossando un vestito nuovo, quello per il battesimo della piccola di casa. L'aria di primavera diventa sempre più intensa, si fa sentire anche in queste piccole gioie ritrovate. Ecco allora comparire i fiori sul mio vestito e nello sfondo di queste foto. La morbidezza del cioccolato accompagnata dalla freschezza del cocco, tutto parla di leggerezza anche se sempre di un dolce si tratta!

Se anche voi volete deliziarvi con un boccone di morbido coulant, provate la ricetta (la trovate QUI, in Paris dans l'Assiette), io la trovo deliziosa. Perfetto accompagnato da una pallina di gelato o semplicemente da qualche fragola freschissima. Provare per credere!

Buona settimana!
Share:

22/04/13

Mutti e Marco Bianchi: di giochi, di ricette e tanta tanta salute


La salute vien mangiando, lo sappiamo bene vero? Una corretta alimentazione è fondamentale per la salute e questo naturalmente vale sia per gli adulti sia per i bambini. Le famiglie vengono incoraggiate nella cura dell'alimentazione dei propri piccoli fin dalla loro nasicta. Prima con il consiglio all'allattamento naturale e poi attraverso le indicazioni sullo svezzamento. Il passaggio ad un'alimentazione da grandi è un'occasione di riflessione per le mamme, non c'è dubbio. Io ci sto ripassando per la seconda volta e sono convinta che con il divezzamento ci si addentri in un percorso importante e affascinante al tempo stesso. Introdurre un alimento alla volta ad esempio, pone inevitabilmente di fronte ad una riflessione sulle proprietà dei singoli alimenti e già dalle prime pappe si può osservare come i nostri piccoli reagiscano in modo diverso, apprezzando o meno i sapori o consistenze. Bisognerebbe porre lo stesso grado di attenzione anche nell'alimentazione dei più grandi i quali, se non ci pongono il problema di allergie o intolleranze, molto spesso non consumano abbastanza frutta o verdura. Ad aiutare le famiglie negli ultimi anni inoltre si sono unite le scuole. Vengono organizzate delle attività che ruotano intorno al cibo e proprio la scorsa settimana alla materna di mio figlio c'è stata un'iniziativa organizzata dalla Provincia di Milano chiamata "giochiamo con gli alimenti". Lo scopo era quello di riconoscere gli alimenti attraverso i cinque sensi per porre le basi di una corretta alimentazione.

Il gioco è l'approccio migliore per educare i bambini e lo è stato anche in questa occasione. Mutti ha organizzato per i piccoli una caccia al tesoro o meglio agli ingredienti per poi cucinare con Marco Bianchi. Protagonisti della mattinata: divertimento, una sana alimentazione, la salsa pronta di pomodori datterini.

un brindisi tra piccoli cacciatori di tesori

Marco intanto butta la pasta e dà indicazioni sugli alimenti, 
sempre con leggerezza e senza mai essere pedante...bravissimo!

versa tu che verso anch'io e la salsima è presto pronta, 
qualche foglia di basilico et voilà!

 e finalmente loro mangiano. Poi arriveranno anche bruschette e pinzimonio, 
così il pranzo è fatto!

P.S. : il biondino è la mia creatura :)

L'evento si è svolto negli spazi di Join, una bellissima ludoteca ma non solo, dedicata ai piccoli e alle famiglie. La potete trovare in Via Stradivari 4 a Milano oppure potete darci una prima occhiata cliccando qui. Le ragazze che vi accoglieranno sono molto gentili, simpatiche e l'ambiente è molto accogliente. Insomma, se avete dei piccolini in casa e vivete a Milano, fateci un giretto...magari in un giorno di pioggia come quello di sabato 20 potrebbe fare al caso vostro ;)
Share:

15/04/13

Pappardelle cime di rapa e pancetta


Finalmente ci siamo riusciti. Primavera arrivata, balcone sistemato, tendoni giù, sementi sotto terra e irrigazione automatica minutizzata. Se non fosse per la tecnologia - grazie temporizzatori - il mio pollice non sarebbe verde, ma di un nero opaco, molto opaco. Per una che è riuscita persino a stecchire delle piante grasse, non ci vuole nulla a fare appassire fiori di gerani e ciclamini...mi viene naturale, voilà. Ma devo ammettere che qualcosa di buono lo so fare. Scelgo accuratamente le sementi, mi diverto a piantarle con il mio bimbo (assennato più di me nella distribuzione di terra e semi, comprese le loro proporzioni) e quello che riesco a fare sopravvivere lo curo per benino anche se spesso c'è un ma. E' chiaro che in una seconda vita non potrei nemmeno sognare di aprire un negozio di fiori o una serra...sarebbe una vera comica. Ad ogni modo, allo stato attuale delle cose, il balcone della cucina offre generosamente ciclamini coloratissimi e in salute e sul davanzale troneggia il basilico, la prima piantina della stagione, pronta all'uso.

Bene,veniamo alla ricetta ora. Ultimo piatto della stagione a base di cime di rapa. Quest'anno mi sono sbizzarrita con le cime. Spaziando dalle classicissime e saporite orecchiette, infilandole in torte salate e creme di verdura per poi arrivare a queste pappardelle che vi consiglio caldamente. Unite alla pancetta croccante e saporita sono davvero perfette!

Ecco qui:

Ingredienti per 4 persone: 7 hg di cime di rapa, uno spicchio d'aglio, olio evo, peperoncino, sale, pepe, pappardelle, 120 gr di pancetta affumicata.

cuocere la pasta con le cime di rapa. Tenete da parte anche qualche fogliolina, non solo l'infiorescenza perché le foglie contengono un sapore un po' più deciso e aiutano a fare crema. Intanto, in una padella, scaldate un filo d'olio e profumatelo con l'aglio. Trasferite la pasta nella padella, risottatela con l'acqua di cottura. Insaporite con del peperoncino essiccato, del pepe nero e al momento di servire distribuite la pancetta saltata in padella e bella croccante.

Il nostro personale benvenuto alla primavera milanese: scarpe da ginnastica, passeggino attrezzato e via per 10 km a piedi sfilando per Via Washington, Teatro Nazionale, Via Solari per poi ritornare in zona Fiera. Stupendo. Piante in fiore, déhors affollati, bimbi in uscita da scuola e negozi con vetrine vestite d'estate. Un assaggio della mia Milano.
Share:

08/04/13

Petronilla, libri e cucina di ieri e di oggi

L'ultima volta che sono stata a casa di mia nonna, ho aperto qualche cassetto, quei cassetti dove sono custodite fotografie, libri, biglietti augurali, notes e appunti. Non sempre ho la giusta predisposizione d'animo per farlo. A volte temo che i ricordi mi assalgano con troppo impeto cogliendomi impreparata e allora declino, scorro la mano sul mobile e mi allontano.
Questa volta invece, avevo in mente una cosa precisa, volevo cercare alcune ricette, quelle che facevano parte della tradizione familiare e che in modo scientifico e costante hanno accompagnato la nostra famiglia per tanti anni. La mia gioia è stata immensa quando ho trovato un quaderno con degli appunti scritti a penna dalla nonna. La bella calligrafia di un tempo, insegnata alla scuola elementare e mai scordata riempiva le pagine con "frittelle di mele", "crostoli" e via dicendo. Proprio a fianco a questi fogli c'erano due libri ricoperti con della carta da negozio e ormai ingialliti. Per tanti anni la famiglia di mio padre aveva vissuto a Genova e mia nonna ai tempi, aveva ricoperto i libri di cucina con la carta della lavanderia e con quella di un negozio di abbigliamento vicino a casa. Ignoravo di che libri si trattasse, non li avevo mai visti prima. Ebbene, si trattava di due libretti datati 1937 e scritti da Petronilla (overo Amalia Moretti Foggia della Rovere) , "Ricette di Petronilla" e "Altre Ricette di Petronilla". 
Non potevo credere ai miei occhi. Avevo tra le mani due libri che dovevano avere fatto la felicità di mia nonna e di tante, tantissime donne dell'epoca. Ho letto d'un fiato l'introduzione ed è stato come essere catapultata nel passato. Il linguaggio stesso è diverso, alcune parole e modi di dire sono certo desueti, ma la lettura è assolutamente piacevole. 
Si respira un'aria diversa, si capisce benissimo che la donna è l'angelo del focolare, il marito è colui che lavora e porta i soldini a casa e alla mogliettina è affidato il compito di gestire al meglio la casa così come la cucina, ovviamente, risparmiando. Tante sono le differenze tra ieri e oggi, socialmente parlando e pure economicamente. Petronilla era una donna colta, laureata in medicina, creativa e per allora costituiva un punto di riferimento per il pubblico femminile. Grazie alle sue pubblicazioni sulla Domenica del Corriere e ai suoi libri, entrò nelle case con i suoi consigli medici, igienci e culinari. Adoro questi libri!

L'introduzione a l'Altre Ricette di Petronilla è illuminante, una fonte di riflessione sulla cucina di oggi e di ieri. Amalia si trova a scrivere nel periodo tra le due guerre, un momento in cui fare economia non solo è importantissimo ma anche indispensabile. La sua cucina si basa su ingredienti poveri, basilari, italianissimi e con questi lei riesce ad imbastire pranzi e cene per la vita di tutti i giorni e per le occasioni speciali. Amalia dispensa consigli sulla colazionona, la colazione alla buona e quella invece sciccona, per gli ospiti di riguardo. Racconta di come lei è solita organizzare le portate e consiglia sull'acquisto di questo e quell'oggetto per potere meglio preparare la tavola. Tutto in chiave economica ma sempre con grande attenzione all'eleganza. 


Non sembra anche a voi che questo approccio sia di un'attualità sconcertante? E' vero che non siamo in epoca di guerra, ma non possiamo negare che il nostro tenore di vita in questi tempi sia molto cambiato rispietto a qualche anno fa. Oggi, chi fa la spesa (non solo le lettrici di Petronilla, ma anche i maritini nella nostra società del 2000) sta molto attento, paragona i prezzi tra un negozio e l'altro, preferisce il poco ma buono, conosce la bancarella dove acquistare con il giusto rapporto qualità prezzo e a casa, gestisce il tutto con la politica del riciclo e conservazione. Sprecare non è mai stata una cosa bella di cui vantarsi e forse oggi ci si rende conto che l'approccio attento delle nonne e delle mamme ritrova il suo senso profondo. 
E noi blogger? Le nostre cucine stanno risentendo di questo periodo fatto di piccole economie? 
Personalmente devo dire che la mia cucina ha recuperato molti sapori di un tempo, soprattutto ha ritrovato il suo forte legame con gli ingredienti dell'orto e le stagioni. Ho ritrovato il piacere della spesa al mercato, l'importanza del rapporto umano grazie ai consigli dei negozianti e rivenditori e l'orgoglio di imbastire un pranzo con pochi soldi e grande soddisfazione. Che sia questa la chiave per approcciarsi alla cucina familiare di questi anni? Io credo di sì.

Altre immagini tratte dal libro "Altre ricette di Pertonilla":

a segnare l'inizio capitolo
 

un po' di pubblicità


Le pubblicità di un tempo per me hanno sempre un grande fascino.

Buona settimana!
Share:

03/04/13

Radicchio in insalata, la bontà vien dai campi!

Le feste di Pasqua mi hanno portata fuori città, verso casa. Il tempo non è stato dei migliori, ma a ben vedere, l'abbondanza della pioggia ha reso i prati più verdeggianti, di un verde tenero e giovanissimo. Non è poi così male tutta quell'acqua se la vediamo in questo modo. E' vero, a Pasquetta da noi non era nemmeno possibile immaginare di fare la classica uscita per inaugurare i picnic dell'anno, ma almeno ci è stato concesso di fare qualche passaggiata. Ecco allora lo sguardo indugiare sui primi fiori del sottobosco, tra primule e violette. Sbucano proprio lì, tra le foglie secche dello scorso autunno. 
Ho portato a passeggio mia figlia nei luoghi dove ero solita andare io, con mio nonno. Sempre le solite stradine, gli stessi fiori a bordo strada, i soliti cani che abbaiano in lontananza, il suono di una sega sul legno e quello dell'acqua che scorre nel ruscello sotto il sentiero, lì in fondo.
Questo radicchio è ciò che ho portato con me di tangibile di questi giorni trascorsi a casa, il resto è nel cuore. Il tarassaco cresce in abbondanza nei prati in questo perdiodo. Basta una passeggiata, un coltellino, un cesto e un po' di pazienza per trovare i ciuffi più teneri e le foglie migliori. Con il passare delle settimane il radicchio crescerà e ci regalerà i suoi splendidi e semplici fiori gialli, questo è il momento migliore per poterlo gustare. 
I miei nonni erano soliti condirlo con aceto e lardo, ma io che non avevo del lardo come si deve, mi sono adattata ai miei tempi e al mio vivere in città, così ho ripiegato sulla pancetta affumicata...meraviglioso!

La non ricetta: dopo avere eliminato le imperfezioni delle foglie, il terriccio e qualche radice che inevitabilmente vi sarete portati a casa, date una sciacquata sotto l'acqua e asciugate il radicchio. Mettetelo in un'insalatiera. Fate saltare la pancetta in un padellino con una noce di burro, versate la pancetta croccante e il suo intingolo sul radicchio e aggiungete un po' di aceto. Mescolate rapidamente e gustate con il condimento ancora tiepido. 

Un'insalata semplice, povera, offerta direttamente dal campo. AMO questo piatto e AMO la sua immediatezza. Ancora una volta, sapori di CASA.
Share:
pipdig