23/05/13

Riso selvatico in insalata


L'attesa a volte può essere snervante, ciò che più desideri sembra non arrivare più, come se fosse irraggiungibile. Uno stato d'animo difficile da gestire, fin da piccoli. Aspettare il giorno della gita chiedendo ripetutamente a mamma e papà "è oggi che si prende il pullman?", fare il conto alla rovescia per l'ultimo giorno di scuola, guardare l'orologio per uscire in tempo per un appuntamento importante, guardarsi allo specchio per ritoccare il trucco o cambiare all'ultimo il paio di orecchini che non rendono come vorresti. Con il tempo e l'età (ahimè questo va detto), si impara a gestire lo stress dell'attesa, ma...non sempre è facile. Quando poi diventi mamma, ecco, non solo devi fare leva sul tuo autocontrollo per gestire te stessa, ma devi anche rassicurare e calmare i giovanissimi animi.
La prossima settimana partiremo per le vacanze, quest'anno anticipate rispetto alle nostre abitudini. Il seienne ormai non ne vuole più sapere di andare a scuola e la sua mente ormai è al mare, si vede già con la sua pancina sdraiata sulla tavoletta a cavallo delle onde. Io invece, che sono peggio di lui, già mi prefiguro le varie tappe del viaggio, controllo di avere tutto l'indispensabile e tutto l'occorrente per catturare le immagini che faranno da sfondo a questo viaggio che per la prima volta vedrà protagonista la piccola di casa. E quando dico protagonista non lo dico a caso perché lo spazio che occuperanno i suoi attrezzi non rende giustizia al suo piccolo corpicino. Più piccoli sono i nostri bimbi e più cose dobbiamo portare con noi...manca solo di partire con gli asciugamani direttamente intorno al collo per risparmiare spazio, ma non fa niente...tanto alla fine di 10 vestiti presi ne indosserei solo 2 ;)

Anche questa ricetta è in tema di attesa. La cottura di questo riso prende non meno di 40 minuti - non poco lo so - però devo ammettere che alla fine ne sarete ampiamente ricompensati. Vi lascio semplicemente il mix di ingredienti che ho utilizzato, basta cuocere il riso, raffreddarlo e poi condirlo con il resto.Super facile (non super veloce)

Ingredienti: riso selvatico, cetriolo*, sedano*, peperoncino, aglio, menta, sale, pepe, olio, pomodoro*, tonno in gelatina
* tagliate le verdure a piccolissimi pezzetti
la menta regala freschezza, vi consiglio davvero di non ometterla!

Di questo riso è godibilissimo l'effetto cromatico, ha il suo perché. Al mix di colori naturalmente si aggiunge l'accostamento di sapori diversi. Magari non riusciremo a prepararcelo spesso, visti i tempi di cottura, però ogni tanto ce ne dobbiamo ricordare, che dite?

A presto!
Share:

16/05/13

Chips di rapanelli...'na meraviglia



Guardare le cose con un'altra prospettiva, quante volte hanno tentato di insegnarcelo da piccoli? E' quel modo di guardare il mondo prendendo le distanze dall'abitudine, dalla consuetudine, da quei canoni che ci impediscono di vedere oltre a quello che il nostro occhio percepisce. Così in cucina.

Prendiamo ad esempio la frittura. Nella cucina di tutti i giorni ci ritroviamo a friggere allegramente le patate, nelle loro svariate versioni (e qui i francesi sono davvero Maestri!), le melanzane, meno spesso i fiori (tipo quelli di acacia) buonissimi, un po' come un regalo venuto dal cielo, colti dirattamente dall'albero, impastellati e annegati nell'olio pronto a dorarli. Ci deliziamo con crocchette, salvia (qualche anno fa molto di moda nei banchetti, cerimone e aperitivi di classe) per poi tornare a sapori più di terra come i funghi che nella loro morbidezza ed intensità di sapore, beh...ci regalano delle gran belle sensazioni. 

Poi un giorno accade che, sfogliando un libretto che mi attrae per i colori (come spesso succede), rimango colpita dal titolo: Chips, patatine & dintorni. Bellissimo! Guido Tommasi Editore, grazie di esistere! Tu sì che sai tenere lo sguardo alternativo sulla cucina e te ne sono grata :)


Bene, in questo libricino di 70 pagine, potete trovare l'ispirazione che cercavate, quello che avete sempre pensato di fare ma non avete mai osato mettere in pratica perché forse un po' troppo strambo o inusuale, sempre come frittura intendo. E allora, al via con chips di patate - pure aromatizzate - di barbabietola, carote ed altre radici e poi di frutta. Ma non solo. Per il resto vi rimando al libro garantendovi una piacevolissima lettura, anche per le foto che lo accompagano naturalmente.

Io ho voluto fare un tentativo con i ravanelli. Vuoi per il colore vuoi perché al mercato ne avevo trovati di belli, eccoli trasformarsi in deliziose e croccanti chips.
Per queste chips, non fate altro che affettare i ravanelli, friggerli e salarli leggermente in superficie.
Attenzione a toglierli velocissimamente dall'olio non appena i bordi si colorano e tendono ad arricciarsi. E' questione di un attimo altrimenti rischiate che l'interno da bianco brunisca in modo eccessivo.

Vi ho convinti?
Visto il colore rosa delle chips, non posso non ricordarvi il tema di Colors&Food di questo mese: rosa e verde. Vi aspettiamo!!
Share:

10/05/13

Cucinare, viaggiare, volare: si può!

Inseguire un sogno è necessario, a volte adirittura vitale. Ci sono momenti nella vita in cui aggrapparsi ad un sogno diventa fondamentale, vuoi per dare una svolta alla propria condizione di tutti i giorni, vuoi per trovare la forza per fare delle scelte, magari determinanti. Ma non è solo questo. 
Un sogno è un desiderio, magari anche piccolo, e quando questo si avvera beh, allora viviamo un momento davvero speciale. 
Lunedì scorso, il 6 maggio, ho trascorso una mattinata da ricordare e di sogno si può proprio parlare, ve lo garantisco.
Cucina e turismo si sono incontrare. Ad unirle ci ha pensato lo showroom bulthaup porta nuova ospitando un corso di cucina mauriziana in collaborazione con beachcomber hotels, leader nell'ambito del turismo a Mauritius (8 hotel) e proprietario di un resort raffinatissimo alle Seychelles.
"Dream is a serious thing", parole di beachcomber. Le condivido e le leggo non solo legate alla vacanza fantastica nell'Oceano Indiano, ma le ripenso ripercorrendo l'esperienza di cucina appena fatta.
Il sogno di cucinare in una location davvero particolare, elegante e fruibile. La bellezza degli ambienti e la raffinatezza dello stile. L'amore per l'essenzialità, il minimalismo, l'ordine e la capacità di unire tutte queste caratteristiche e qualità alla praticità che richiede ogni cucina. Ogni elemento evocava il sogno e vi posso garantire che quando sono uscita e ho messo piede sul marciapiede, mi sono sentita un po' stranita. Mi ero appena beata di sapori e profumi di spezie, avevo gli occhi riempiti dell'azzurro del mare e poi, lì fuori, c'era il traffico di Piazza della Repubblica ad accogliermi. Dovevo avere un'aria un po' strana...mica avranno pensato che fossi una turista? Tra l'aria peruta, la macchina fotografica al collo...mancava solo che parlassi inglese (e poco ci mancava, visto le la lezione al mio gruppetto si teneva in lingua ;)

Mauritius è atterrata a Milano, rappresentata da due Chef eccezionali. Chef Lorenzo Buti e Chef Berthy Meriza, rispettivamente dal Dinarobin Hotel Glof & Spa e dal Trou aux Biches Resort & Spa, hanno guidato me ed i miei compagni di viaggio, nella realizzazione di due ricette specialissime e dalla forte ispiazione mauriziana. 


Tanti piccoli trucchi sono stati svelati dai nostri Chef. D'altra parte, è naturale che lavorando con molte spezie, sia necessario non solo conoscerle alla perfezione ma anche essere in grado di dosarle molto bene. Lasciare evaporare i profumi ad esempio, è necessario per eliminare quella punta in più che darebbe fastidio al palato. Oppure, l'aggiunta della menta (che piace tanto a me tra l'altro) come validissimo alleato per mitigare i sapori forti e restituire freschezza. Queste ed altre chicche che solo loro potevano essere in grado di svelarci, altro che googlare!!


Non sia mai che io vi lasci senza ricetta, specialmente in questo caso, dove non solo parliamo di cucina internazionale, ma dove l'elemento caratterizzante sta proprio nel melting pot culturale dell'isola trasferito, evidentemente e piacevolmente, anche nei piatti.


 Insalata di polipo Tandori

Ingredienti per 4 persone: un polipo, due patate grosse, 16 pomodorini, 15 olive nere con nocciolo, 10 foglie di basilico, 1 rametto di timo, foglie di alloro, 4 spicchi d'aglio, 50 gr di pesto di prezzemolo, 1 limone, 5 gr di olio extravergine, sale integrale, 3 gr di zucchero, Polvere Tandoori (polvere indiana usata per insaporire diverse preparazioni).

Per il pesto di prezzemolo: sfogliare e lavare il prezzemolo, sbollentarlo e lasciarlo raffreddare in acqua e ghiaccio. Frullarlo con olio, pinoli, sale, pepe nero e acciughe.

Per la preparazione: tagliate il polipo, strafonatelo con sale grosso, lavate e fate bollire in acqua salata fino a cottura ultimata. Aggiungete la polvere Tandoori e fate raffreddare nell'acqua di cottura. 
Sbollentate i pomodorini, pelateli e disponeteli in una teglia  con olio, basilico ed erbe aromatiche. Fateli appassire per 30 minuti nel forno a 100°, aggiungete le olive denocciolatee continuate la cottura per 30 minuti.
Pelate le patate, tagliatele a pezzie fatele bollire in acqua acidula con erbe aromatiche e olio fino a cottura. 
Asciugate il polipo, marinatelo con l'aglio e rosolatelo in padella con sale e pepe.
Disponete nel piatto il pesto, le patate condite con olio e succo di limone, i pomodorini e le olive nere, posizionate il polipo e finite con olio, sale integrale ed erbe aromatiche.

Da fare, per forza di cose!!


Rougaille di gamberi

Ingredienti per 4 persone: 1 kg di gamberi decorticati, 5 gr di curcuma, 2 kg di pomodori a grappolo maturi, 2 cipolle grandi, 20 gr di aglio, 20 gr di zenzero, 9 foglie di curry, 2 rametti di timo, 1 pizzico di peperoncino di Caienna, 1 mazzetto di coriandolo fresco, 30 gr di pomodoro concentrato e 2 dl di olio di oliva:

Per la salsa rougaille:
lavate i pomodori, scottateli in acqua bollente per togliere la buccia e pelateli. Eliminare i semi. Affettare le cipolle, l'aglio e lo zenzero e versarli in una padella con l'olio. Lasciarte imbiondire, aggiungete il concentrato, i pomodori e il timo. Aggiungere le foglie di curry (che non avevo mai visto prima...davvero particolari anche per il profumo) e il peproncino di Caienna, salare. Cucinare a fuoco lento.
Per i gamberi (lavati, decorticati etc...): cospargeteli di sale marino e curcuma in polvere. Versate dell'olio in una padella, unite i gamberi e fateli dorare. Uniteli alla salsa rougaille, amalgamate per 5 minuti, cospargete di coriandolo fresco e servire caldo...Super!!

L'accompagnamento proposto era stuzzicante per i contasti: del semplicissimo riso e un chatney a base di cetrioli. Quest'ultimi tagliati a pezzettini piccolissimi e mescolati con della menta, cipolla, aglio, olio, peperonciono e sale. 

PS: io doppia porzione :))

E voi, siete quasi dell'idea di fare un viaggetto da queste parti? In effetti io dovrei rinfrescare la memoria. Dopo 14 anni di matrimonio mi si dice che molte cose sono cambiate a Mauritius e chissà che prima o poi ci si torni, questa volta con i piccoli viaggiatori.

Un ringraziamento agli organizzatori : beachcomber hotels, air mauritius e bulthaup porta nuova
Un abbraccio agli amici e colleghi blogger: Babs, Anna, Fabrizio, Claudia ,Simona e Federica. E' sempre bello ritrovarsi, spero di rivedervi presto!
Share:

01/05/13

Therapy food & Crespelle al tarassaco


Tornare a casa, lasciare la città per qualche giorno per ritrovare la serenità necessaria, ecco cosa mi serve ogni tanto. Lasciare spaziare lo sguardo sul profilo dei monti, osservare i fili d'erba mossi dal vento, guardare le prime api avvicinarsi alle margherite e sentire la primavera riprendere possesso della terra.  
Sono andata a raccogliere fiori, proprio come faceva mia nonna quando ero piccola. Gesti semplici, forse infantili ma che mi fanno sentire quanto profonde siano le mie radici nei luoghi dell'infanzia e della giovinezza.



Prima una passeggiata nei prati e nei campi, e poi...un po' di relax. Un classico, coperta di lana, cappellino per la baby bimba e panino con la nutella per il baby birba.


Therapy food, così mi verrebbe da definire il  piatto che vedete qui sotto, per vari motivi. Il primo per la piacevolezza nel ricercarne gli ingredienti, poi perché il tarassaco ha delle caratteristiche molto benefiche: notoriamente diuretico, ma anche antinfiammatorio e purificante, per dirne solo alcune.

Ma c'è un trucco e ve lo devo dire subitissimo. In primavera, in aprile in particolare, il radicchio produce il suo giallissimo fiore che oltre ad essere bello e decorativo ha anche svariati impieghi in cucina (prima o poi sperimenterò la confettura, questa mi manca proprio...) Ma le foglie del tarassaco in questo periodo non sono più adatte all'impiego in padella, tanto meno condite a crudo. L'ideale è utilizzarle quando sono piccole, appena nate, quindi nei mesi di febbraio e marzo. Infatti, il radicchio che ho impiegato nelle crespelle, è quello raccolto un paio di mesi fa. Debitamente lavato, sbollentato e surgelato, pronto all'uso alla buona occasione. Insomma, è una ricetta semplice di per sè, ma da farsi necessariamente in due tempi. 
Altra piccola nota riguarda le coste. Queste sono state aggiunte per smorzare l'amarognolo del radicchio e poi anche loro hanno una loro piccola storia. Vengono direttamente dall'orto di montagna, il risultato della scorsa estate e frutto del lavoro di mia mamma. Il sapore delle coste coltivate a 1300 mt...100% cadorine è davvero speciale ed autentico. Insomma, lavate, sbollentate, surgelate e pronte all'uso pure loro.


Ed ecco la ricetta per 4-6 persone: 
per le crespelle: 50 gr di farina, 30 gr di burro, 4 uova, 1 dl di latte, 1 pizzico di sale;
per la farcitura: 500 gr di tarassaco, 250 gr di coste, 500 gr di ricotta vaccina, sale, pepe, burro, olio evo, scalogno, 80 gr di Parmigiano Reggiano;
per la finitura: burro, foglie di salvia, Parmigiano Reggiano;

In una terrina lavorare le uova con una frusta; unire poco alla volta la farina setacciata e il latte, mescolando sempre con la frusta. Si deve ottenere una pastella liscia ed omogenea. Farla riposare in frigo per un'ora.
Fare scaldare un padellino antiaderente (oppure la pentolina apposta per le crepe) e sciogliervi poco burro; versarvi una piccola quantità di pastella, roteare rapidamente il padellino affinché si distribuisca uniformemente sul fondo formando un velo sottile. Cuocere da entrambe le parti e mettere da parte progressivamente. 
Sbollentare il tarassaco e le coste in acqua leggermente salata, strizzarli bene e tagliuzzarli. Fare stufare dello scalogno per 10 minuti e unire le verdure. Aggiustare di sale e di pepe, un filo d'olio e mettere da parte. In una ciotola capiente unire tutti gli ingredienti compreso il Parmigiano grattugiato. 
Riempire le crespelle con la farcia, piegarle e distribuirle in una o più teglie imburrate. Mettere sulla superficie dei fiocchi di burro, le foglioline di salvia e infornare coperto con carta argentata. 20 minuti a 180°. 
La carta serve a fare in modo che la superficie, i bordi in particolare delle crespelle, non si secchi. Potete anche versare un po' di latte con un pizzico di sale...fate vobis ;)
Servite tiepide con qualche corolla a decorazione. 


Un'idea per il centro tavola, un po' agreste, un po' antica e senza dubbio freschissima! Il contenitore? La vecchia moka napoletana della nonna. Tutto può tornare utile ;)


Questa ricetta partecipa al contest di Gattoghiotto dedicato alle erbe spontanee. A parte il piacere di partecipare, non posso non citarvi in cosa consiste il premio per il vincitore...Un fine settimana presso il Rifugio Meira Garnieri dove ci scappa pure una lezione privata di cucina. Tentar non nuoce, vi pare? ;)

Il mio Contest
Share:
Template Created by pipdig