29/07/13

Tortine margherita per una merenda speciale


Una margherita inizia con l'essere il fiore del passatempo e del destino, con il suo m'ama o non m'ama tra un petalo e l'altro. Poi, con il tempo, si mostra per quello che è:un fiore di montagna, bello, da proteggere, solare. Così bello che non lo vorresti nemmeno cogliere ma...il lato inconsapevole e infantile ha la meglio e così, tornando per un attimo bambina, ti ritrovi con degli steli da mettere nell'acqua.
Raccogliamo qualche fiore camminando verso una malga, la stessa dove amiamo rifornirci di ricotta fresca e morbidissima. Ogni giorno ci andiamo, ci arrampichiamo in una stradina che sale rapidamente e sfiliamo accanto a questi fiori che si aprono al sole. Bellissimi. Il loro risveglio accompagna il nostro.


Spesso, queste giornate d'estate alla sera sono accompagnate da un temporale che arriva dalla valle. Dura poco, ma è prepotente e rinfresca l'aria. L'arcobaleno colora il cielo per qualche istante.
Noi ci regaliamo una piccola pausa all'interno delle mura di casa e ci prepariamo una merenda tiepida, morbida e dai spori autentici.


Tortine margherita

per 6 tortine unite a 100 gr di farina 00, due cucchiaini di lievito per dolci. A parte sbattete 100 gr di zucchero e 1 uovo in modo da ottenere un mix liscio e montato. Unite  i due composti aggiungendo 50 gr di burro (io di malga) fuso e tiepido e della  vaniglia. Distribuite il tutto in pirottini e infornate a 180° per circa 20 minuti. 



Dal fienile, in lontananza, si sentono i primi tuoni e s'intravvedono saette. Una merenda tranquilla, riscaldata dal calore del legno che ci circonda è quello che ci fa sentire protetti da qualsiasi cosa. Anche dal Tempo. 
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22/07/13

Fiori nel piatto e leggerezza tra gli alberi


L'erba è alta, le frequenti piogge di questa tiepida estate la fanno crescere in fretta. I bambini giocano nel prato, con i loro aeroplanini leggeri, la palla e le bolle di sapone che scappano via, spinte dall'aria.


Passeggiamo nei boschi, dove i suoni sono ovattati e dove le nostre voci sembrano interrompere discorsi più lunghi, importanti. I rami si spezzano sotto i nostri passi, i campanacci delle mucche al pascolo ciondolano pigramente e le api ci superano con il loro ronzio. Hanno un obiettivo ben preciso, mentre noi ... semplicemente girovaghiamo nel loro territorio.
Più a valle, le voci di un coro ci raggiungono: le scale musicali sottolineano l'armonia del paesaggio e io ascolto. Spero che la bellezza di tutto ciò non abbia mai fine.

 
I giochi sull'erba, le bolle, le corse e poi il meritato riposo seduti per terra. Le mani paffute e curiose di una bimba che inizia ad esplorare il Mondo, in totale armonia con la Natura e affascinata dai fiori. Fiori color arancio, petali teneri e delicati di Calendula. Ecco i suoi fiori preferiti. Forse un giorno amerà di più le rose, diventerà una donnina più sofisticata ma, quello che le auguro, è di restare in ascolto della Natura così come adesso.


Vi lascio una ricetta semplicissima, pensata per regalare un po' di brio le nostre tavole con qualche petalo di fiore e dai sapori semplici,di stagione.

Per questo Riso e Calendula server solo un buon formaggio cremoso - per legare - una mela tagliata a tocchetti da aggiungere a fine cottura e qualche petalo a decorazione del piatto. Se poi volete gratificarvi ancor di più arricchendo la tavola, potete preparare una composizione con i fiori di campo oppure...con le calendule che avete raccolto per preparare questo riso delicato.
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11/07/13

Torno a vivere in montagna, almeno per un po'

Ogni volta che ritorno tra le mie montagne, succede qualcosa di magico. E' come se le luci si riaccendessero e i miei occhi ricominciassero a vedere davvero. Le ombre non sono ombre ma piuttosto toni pià scuri, le sfumature sono infinite così come i suoni. 
Appena esco di casa la Natura mi viene incontro. Nel prato scosceso sotto il cortile pascolano dei giovani vitelli. Uno ha persino oltrepassato il recinto ed è venuto a farci visita davanti alla porta di casa. Inutile dire che questa "stranezza" ha eccitato gli animi dei più piccoli che a queste visite non sono affatto abituati. La vita in città ha tutt'altro fascino, lo ha di certo, ma in modo diversissimo.
Correre in mezzo ai prati, infilarsi in una stalla abbandonata e buia, girovagare in un fienile pieno di ricordi e oggetti accatastati, ritrovare secchi di latte dismessi e ammaccati ,attrezzi in legno preparati dai bisnonni e oggetti ormai da museo: ecco i nostri incontri e le nostre attività per i prossimi due mesi.

Mi fa piacere raccontare di me e delle mie montagne. Mai come in questi ultimi anni mi sono sentita legata al Cadore. Un regalo del tempo che passa forse, unito ad un legame con la Terra che riaffiora proprio in coincidenza con le maternità. Una sorta di un ritorno alle origini. Ogni tanto ne parlerò, so che mi farà bene e forse piacerà anche a voi - lo spero - osservare piccoli angoli di questa vita tra le Dolomiti.


Ricotta e limone all'olio e rosmarino

Vi lascio con una ricetta tutta da provare e dai sapori e colori decisamente montani. Alcuni fiori colti nei prati sotto casa accompagnano un dolce alla ricotta arricchito da limone all'olio e rosmarino. E' una non ricetta da quanto è semplice e per leggerne di più vi invito a passare di QUI, da Colors&Food che per questo mese si veste di Giallo e di Viola.

A presto!
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05/07/13

Gelato alla menta & Mini bars al cocco


In viaggio. Bimbi pronti alla partenza, lavati, centrifugati e bagaglio muniti. Io predisposta al viaggio, ormai convintissima di questi prossimi due mesi lontana dalla città e desiderosa di ritornare ad immergermi nella natura. Profumo di casa. Le Dolomiti mi mancano e il richiamo verso casa è fortissimo. Riuscirò senz'altro a staccare dal PC, questo è certo ma in cucina gironzolerò sempre... e magari non solo nella mia :)

Vi lascio con questo gelato, una vera rivelazione per me. Semplicissimo da preparare, genuino e dall'accostamento azzeccatissimo. Cocco e menta, che dite, piace anche a voi? Il gelato alla menta è cremosissimo e le mini bars al cocco sono tutte da mordere. Morbidezza e freschezza, non è un ottimo modo per salutarsi per qualche giorno?

Per il gelato: mescolare 400 gr di ricotta fino a quando questa diventerà una crema liscissima. Unire alla ricotta due tuorli d'uovo che avrete sbattuto a parte con 100 gr di zucchero a velo. Aggiungere dello sciroppo di menta. La quantità è soggettiva, si sa...ci va la giusta via di mezzo perché il risultato non sia deludente ma nemmeno sticchevole. A me sono bastati 4 cucchiai diluiti in 50 ml di panna fresca. Mescolare bene il tutto, disporre in un contenitore e mettere in congelatore per 4 ore.


Per le mini bars al cocco:  unire 60 gr di farina di cocco, 2 chiare d'uovo (furbata: se proponete gelato e bars come me, potete utilizzare le chiare non utilizzate per il gelato ;), 30 gr di burro sciolto, 80 gr di zucchero a velo vanigliato, un pizzico di sale e 50 ml di panna fresca.
Trasferite il composto in stampini in silicone. Per la cottura: io ho sfruttato l'acqua per evitare che le barrette si seccassero. Il rischio è che si bruniscano in superficie e che vengano troppo cotte. Quindi: bagnomaria + forno a cottura dolce+posizionamento in alto. Saranno pronte quando risulteranno compatte e si staccheranno dai bordi in silicone. Solo allora toglietele dal forno e fatele raffreddare. 


A presto!
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01/07/13

Tempo di arrivi e partenze


Luglio. Un mese fa ce ne siamo andati in Provenza, un luogo di cui vi parlerò di tanto in tanto come in questo post. Raccontarlo in poche righe non è possibile, nemmeno immaginabile. Una magia accade in un attimo, ma a raccontarla ci vuole molto di più. Le parole servono a questo, no? A raccontare, a suscitare emozioni, desideri e rievocare ricordi. Descrivere un viaggio non è mai una banalità. Il viaggio racchiude in sè una predisposizione d'animo e raccontarsi attraverso emozioni e pensieri significa offrire una porzione ,sepppur piccola,  del proprio mondo.
Il mio è un mondo fatto di colori, sapori e di buon cibo. Già lo sapete. Si spiega in parte così la mia passione per la Provenza. I colori pastello, i sapori dell'orto e i profumi della vegetazione e, ovviamente, il buon cibo che ne consegue.
I villaggi arroccati e l'entroterra da una parte e il mare con la sua costa dall'altra. Angoli di vita con un fascino intramontabile. Ogni tanto qualcosa vi racconterò, non posso non farlo.


Una pausa caffè, aperitivo in totale relax in piazze e vie ricche di storia, brillanti sotto un sole primaverile. E poi uno stop per gustarsi un boccone dolce, di quelli che a casa - se non hai la machine à gaufres (che magari ti fa anche i croque) - nemmeno te lo sogni. Le gaufres: alte, morbide, dolci e farcibili a piacimento. Con marmellate di ogni tipo, nutella per bambini pasticcioni, con il rhum per i più grandi, semplicemente allo zucchero oppure ricoperte di crema ai marroni. Non dico altro, ci siamo capiti ;)


Mi piaceva iniziare a raccontare partendo dal mare. Ormai è tempo di vacanza e molti di voi avranno pianificato un perido al mare, magari anche solo un fine settimana. Che l'idea di vacanza coincida spesso con quella del mare è inevitabile. I bambini appena finita la scuola si attrezzano già mentalmente con paletta e secchiello e le mamme, le più fortunate, iniziano a portarseli al mare strappandoli alla vita calda e afosa di città (si vede che chi scrive è ancora a Milano vero?ancora per poco però!).
Uno dei borghi di mare che mi è molto piaciuto è stato Sanary su mer. Si trova a 13 km da Tolone, è caratterizzato da un bel porticciolo, graziose spiaggette e vi si può vivere autentiche esperienze di vita provenzale à la mer. 
Abbiamo avuto la fortuna di arrivarci un giorno di mercato. Non avrei chiesto di meglio. Tanto se ne parla dei mercati provenzali e a buona ragione! L'attività che ruota attorno al mercato è fortissima. Tanta, tanta gente si aggira tra i banchi. Colori, profumi, saponi, tessuti e tanto altro. Sali, aromi, erbe. Banchi di fomaggi, colorati anche quelli. Ho visto delle forme dalla pasta verde, verdissima. Il basilico si appropria anche del formaggio, nella sua totalità e invecchia con lui.
E mentre molti si aggirano tra le bancarelle, tanti altri siedono in un déhors.


E nemmeno noi potevamo esimerci dall'assumere un ruolo da osservatori e quindi... abbiamo gustato all'aperto una soupe de poisson avec sa rouille (e crostini aglio muniti, ovviamente) e una salade niçoise. 
Felicità immensa.


    Passeggiata lungo il porto.


   Il faro. Suggestivo come tanti altri, la promessa dell'arrivo.

A presto!
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pipdig