17/01/16

Una domenica di sole, risotto e corsa!

Mentre preparavo questo risotto pensavo che poche ore prima mi trovavo ad una settantina di chilometri da casa intenta a fare tutt'altro.
Me ne sono andata in compagnia del mio runner preferito di otto anni a correre. Una corsa di sei chilometri, una vera Ammazzainverno! Che bella l'idea di chiamare una corsa "ammazzainverno", mi piace da matti :=)
Lasciandoci Milano alle spalle e andando verso la montagna, la temperatura calava e calava, fino a meno cinque gradi. Ci siamo dovuti mantenere ben in movimento per essere caldi per l'inizio della corsa. Il mio runner era ben equipaggiato e dotato del giusto spirito sportivo. Il compagno ideale.
Pronti, via! 
Ci siamo arrampicati tra stradine, strade sterrate, campi, salite e discese. Abbiamo attraversato qualche bosco. Il sole filtrava morbido. Era come se volesse spiare i nostri movimenti. La terra dei campi era dura, congelata. I cani abbaiavano innervositi al nostro passaggio. 

E poi, non so se ero io, se era il mio umore di oggi a farmi vedere le cose in questo modo ma...la gente mi sembrava particolarmente benevola. C'era un buon clima, come sempre a dire il vero in queste manifestazioni. Ma quello che mi è piaciuto è stato respirare  il calore umano. Un sorriso, un saluto, il piacere di scambiare due parole e di attardarsi a parlare con qualcuno appena conosciuto. 
Quello che amo di queste uscite infatti, panorami e luoghi a parte, è proprio lo stare insieme agli altri e condividere esperienze e corse sempre nuove.

Sulla via del ritorno, il mio ragazzo si è addormentato in macchina. Stanco e soddisfatto, si è abbandonato sul sedile e il sole lo ha riscaldato per benino. La musica in sottofondo non deve nemmeno averla sentita. L'ho svegliato parcheggiando sotto casa e quando è sceso dalla macchina si è fatto sorprendere da un vento freddo milanese. 


Ci voleva davvero un primo piatto come questo che ci riscaldasse. Radicchio tardivo, vino rosso a sfumare e un buon formaggio grana per mantecare. La ricetta è quella classica, semplicissima. La differenza la fa l'ingrediente. Radicchio tardivo, vino rosso buonissimo (io Raboso) e brodo vegetale bio. 
Se poi avete il burro di malga allora siete dei super favoriti, baciati dalla fortuna ed il vostro risotto meriterà un applauso. Se poi, come mia mamma, avete pure delle cipolle vostre, coltivate nel vostro orto, allora...che dire....meritate una ola! 
A proposito di cipolle del nostro orto....devo dire che quelle di mia mamma, coltivate in montagna sono ottime ma senza pietà. Hanno una capacità di fare lacrimare gli occhi mai vista prima!!! Autentiche cipolle Cadorine che fanno impallidire le cipolle cittadine. Ma che ve lo dico a fare???



Ora siamo pronti per un pomeriggio fatto di compiti, tabelline, mousse al cioccolato da preparare, biscotti da impastare e ....panni da stirare (no comment). Dimenticavo...albero da disfare. E' giunta l'ora!