05/06/16

Maison Vintage...la mia nuova casa

Ricomincio a scrivere da qui, dalla mia nuova casa. Maison Vintage, la chiamo così quando penso a Lei.
Una casa che mi somiglia molto oppure somiglio molto io a lei, non saprei.
Quando ho varcato la soglia per la prima volta e l'ho vista, quello che ho sentito è stato un sentimento di sollievo. La porta d'entrata verniciata di un verde oliva lucido mi era subito piaciuta. Così come il rumore della chiave nella toppa. Mi piaceva come risuonava il giro di chiave nell'antro. Bizzarro, un dettaglio abbastanza indifferente se vogliamo ma era ed è comunque uno dei primi suoni che si odono nell'entrare in casa quello delle chiavi, no? La chiave di servizio, la blindata e poi la maniglia in ottone che gira. E finalmente....eccomi all'interno. Un grande salone circondato da finestre, il pavimento in cotto e i soffitti a volta. Una piccola cascina del seicento rimessa a nuovo. Negli anni la metratura si è andata riducendo...così come il suo utilizzo, stravolto da quello delle origini. Un tempo circondata da terreni e da pecore brucanti e poi...lei è rimasta lì, in mezzo ad un prato, nascosta da muri ricoperti di edera. Protetta da sguardi indiscreti, così protetta che pochi sanno della sua esistenza. La fortuna a volte...gli incontri felici ed improvvisi della vita ecco cosa ci ha fatti incontrare.
Ho vagato per le stanze immaginando come sarebbe stata la mia vita qui dentro. Tutto sembrava dire che fosse la casa giusta. I suoni, il silenzio, il rintocco piacevole delle campane della chiesa vicina. 
Fuori c'è un prato grande e giusto davanti alle finestre del salone ci sono degli alberi di camelie. Alzo lo sguardo dalla scrivania e li vedo, così come posso godermi il profumo del gelsomino in fiore. Poverino, ha traslocato anche lui e ci ha seguiti...ha lasciato il suo balcone e l'intelaiatura intorno alla quale si era arrampicato per andare a vivere in una nuova casa. Aveva fiorito in ritardo quest'anno quindi in questi giorni sta inebriando con il suo profumo sia l'esterno sia l'interno di casa. Il vento porta il suo profumo ovunque. Poesia.


Un giorno, mentre iniziavo a portare i primi scatoloni, ne ho preso tra le braccia uno e mi sono diretta verso le finestre che danno sul prato. Ho alzato gli occhi mentre camminavo sotto il salice. Le foglie mi accarezzavano i capelli ed il sole filtrava sul terreno sotto i miei piedi. Era umido. La notte precedente aveva piovuto e lì sotto il sole faticava ad asciugare la terra. Le mie ballerine non erano così adatte a quel lavoro, non avevo pensato di indossare un paio di scarpe da ginnastica. Ho pensato piuttosto che lì sotto, i bambini si sarebbero potuti nascondere benissimo. Oppure avrebbero potuto trovare ristoro nelle future giornate di caldo estivo. Ero felice mentre trasportavo il mio scatolone. Sì, proprio felice!
Ne ho trasportati molti e ripensandoci bene, i primi sono stati proprio quelli della cucina. 
Dilemma: come ridistribuire pentole, pirofile, piatti, bicchieri e affini....per non parlare poi della dispensa, dei tessuti di camere e cucina....aiuto! Ora riguardo indietro con il tipico sollievo di chi dice "ormai è fatta!" ma nel mentre...pensavo che ci volesse un super winzip per farci stare tutto :=))))
Pure per i libri, stessa sorte. I primi ad avere trovato il loro spazio sono stati quelli di cucina. Food Books! Enciclopedie, dizionario culinario, libri antichi (o vecchi?), cucina internazionale, cucina vegana, vegetariana, pizze, pasta, focacce, dolci, dessert. E poi piccoli inserti, riviste....giornali che ho sfogliato più e più volte pensando "questa volta lo butto" e che poi sono tornati nel confortevole cesto della sala.

Non saprei dire se sono io più contenta di questo cambiamento oppure se lo sono i miei figli. Appena giunti qui hanno fatto amicizia con altri bambini. Passano il loro tempo correndo nel prato, giocando a baseball, calcio, nascondino. Si inventano piccole avventure come spostare la grata di un tombino per infilarsi giù a recuperare un gioco. Poi, incapaci di risistemare la grata come si deve, passano giorni andando a ricontrollare con preoccupazione quel lavoro non ben riuscito. Andrea anche oggi mi ha chiamata a vedere. Io non l'ho rimessa a posto...lascio a loro la soddisfazione finale :=)

Federica è un tutt'uno con la natura. Oggi stavo ritirando i panni stesi e l'ho vista correre sul prato. All'improvviso si è lasciata cadere a terra a pancia in su. Si è messa le mani tra i capelli e si è lasciata scaldare dal sole del primo pomeriggio. Poi ha ripreso a correre. I bambini corrono sempre, non hanno fretta ma corrono. Non è vero?







Il primo piatto che ho cucinato nella mia Maison Vintage è stata una bella teglia di pizza. Si sentiva il profumo dal cancello di casa. Il potere dell'origano! Senza l'origano la pizza per me non si può nemmeno immaginare, per lo meno quella fatta in casa del sabato sera. 
Sentire quel profumo è una promessa. La promessa di un rito, di un piatto semplice, informale. Un piatto che unisce perché tutti lo conoscono, tutti lo possono cucinare, tutti lo possono trasformare con farciture varie. Tutti lo possono amare.Grandi e piccini, con coltello e forchetta oppure con le mani. Insomma, in qualsiasi modo e maniera, che pizza sia!

Questa domenica a pranzo  invece, gnocchetti con zucchine e zafferano. Zucchine bio, cipollotto rosso, olio extravergine di ottima qualità e...un bel wok a portata di mano. In dieci minuti questo piatto è pronto per cui potete registrarlo tra i "pronti in dieci minuti" e "vegetariano".


 La Ricetta: Gnocchetti zucchine e zafferano

Per 4 persone: prendi un cipollotto rosso e taglialo grossolanamente. Taglia a dadini una zucchina o due, vedi tu la grandezza. Distribuisci un filo d'olio extravergine del wok e fai stufare il cipollotto. Unisci la zucchina e fai saltare aggiungendo sale e pepe a tuo piacimento. 
Versa eventualmente qualche cucchiaio d'acqua in modo che le zucchine si colorino ma non si brucino. 
Aggiungi 400 ml di panna fresca nella quale avrai fatto sciogliere a parte della polvere di zafferano. Fai cuocere fino a quando il sugo si sarà ristretto. Deve restare morbido in modo da condire abbondantemente gli gnocchi...se così non fosse il rischio è quello di ritrovarti nel piatto degli gnocchi troppo asciutti. Se ti piace puoi aggiungere le formaggio grattugiato. 


La prima ricetta postata dalla "Maison Vintage". La felicità nelle piccole cose.