17/09/16

Tiramisù del week-end e la lista di cose da desiderare


Aspettare è un'esperienza che ci accomuna tutti. A tutti capita di aspettare. Si inizia fin da subito, di primo mattino. Aspetti che si scaldi la macchinetta del caffè, aspetti che arrivi il tuo treno che tanto già sai sarà in ritardo. Aspetti che il tuo PC si accenda e che finalmente dia tutti i cenni di vita che ti rassicurino. Sai che forse quel giorno ti arriverà la risposta che da tempo ti aspetti di leggere. Aspettare...ovvero, stare nell'aspettativa che qualcosa accada. Un qualcosa di ben preciso. A volte, un accadimento molto lontano dai tuoi pensieri. Una sorpresa!

Ognuno di noi reagisce al tempo che scorre aspettando in un modo diverso. Chi tamburella le dita sul tavolo, chi si mangia tanto o poco le unghie, chi muove le gambe come dovesse andare in bagno da un momento all'altro. Per ammazzare il tempo, il modo più comune credo sia ormai quello di armeggiare con il cellulare, quasi fosse un oracolo in grado di far saltare a piè pari questo momento di stallo per poi giungere finalmente alla liberazione. Sguardi persi, tesi, sfuggenti. Sguardi di persone che , in qualche modo, sopportano il fatto di dovere stare in attesa fino a quando....il semaforo si colora di verde!

Il mio rapporto con l'attesa si evoluto nel tempo. 
Vedo una lei bambina che, impaziente, deve aspettare le due del pomeriggio per andare a casa dell'amichetta a giocare. C'è Pollon alla TV, non può arrivare un minuto in ritardo. La sigla va goduta tutta, a partire da quei piedoni grandi grandi che si parano sullo schermo alle prime note.
Quella bimba sono io. Devo uscire di casa due minuti esatti prima delle due se voglio essere puntuale. Detto fatto. Trepida attesa, anticipo e vai, ce l'ha fatta!
Altra sequenza: sala d'attesa di un ambulatorio. Strategia su come ammazzare il tempo: sfogliare i giornali, chiacchierare con un'anima pia....andarsene. Se qualche anno prima me ne sarei andata, adesso con una certa rassegnazione,  faccio appello a tutta la mia pazienza e motivazione e resto lì,  seduta. Lì non ci voglio più tornare per cui, meglio soffrire ora!
Sequenza nr...: aspetto il momento in cui arriverà il giorno della Laurea, aspetto il giorno delle nozze, aspetto il giorno in cui partorirò il primo figlio e poi il secondo (figlia). Aspetto di fare il primo colloquio di lavoro, aspetto di ricevere il primo aumento.  E mentre aspetto, accadono tante cose.

Le amiche si fidanzano, si lasciano, si sposano. Le amiche diventano mamme e sono bellissime.
Passa il tempo, i genitori iniziano ad avere qualche problema ricevuto in dono dall'età che avanza. Difficile, quasi impossibile da accettare.
Ed infine, dopo tanto aspettare,  inizio a pensare che il tempo passi davvero. Concretamente.

E visto che le cose stanno così, , dico che visto che il tempo scorre tanto, troppo velocemente - ambulatorio a parte - non mi voglio distrarre o fare fregare. Vuoi mica dire un giorno che hai aspettato così tanto per andare a fare quel viaggio e che ormai è troppo tardi? Vuoi mica che nella tua mente cominci a svilupparsi la convinzione che, avresti voluto e dovuto fare delle cose e poi per questioni di pigrizia o abitudine non le hai fatte? Beh, lo so che non troverò mai la soluzione perfetta perché ciò non accada. So che rimarranno sempre delle cose che avei voluto fare e non ho fatto, ma per lo meno farò di tutto per non dimenticare le cose importanti. 

Ma come si fa? Oh beh, io ho un quaderno che ho eletto a Quaderno Speciale. Lì, ci scrivo la mia lista delle cose che desidero fare. Ci sono i miei viaggi intorno al mondo, i cibi che vorrei assaggiare, le piccole cose che vorrei provare a fare. Il mio Quaderno Speciale viaggia con me. Quando mi viene in mente un'idea, prendo la penna e la scrivo e poi...coloro con i miei colori preferiti. 
All'inizio avevo pensato che potesse essere un po'....illusoria come soluzione ma invece mi sono dovuta ricredere. Alcune cose le ho già fatte ed altre le ho aggiunte dopo averle fatte perché nemmeno ci avevo pensato dapprima e poi... Fare un giro sui Navigli con il battello ad esempio, fa parte di quei pensieri che non avevo appuntato ma caspita, lo volevo fare da tanto! E così, ci sono andata e mi sono comportata da turista. Sì, turista nella mia Milano che ormai mi ha accolta da 17 anni. Fantastico! Il mio quadrenetto è destinato a prestare servizio per molti, molti anni. Sarà un compagno di viaggio perfetto! Colorato, disordinato, scritto a penna e matita, affollato di note e inspessito da fotografie e stralci di giornale.  Mi pare di vederlo....

E siccome, visto che sono in tema di tempo , di attese e di cose da fare, ho pensato anche che fosse l'ora di rifare il Tiramisù. 
Con tutta calma, ho preparato il caffè, montato le chiare e la crema al mascarpone. In cucina filtrava una luce diffusa, delicata. La luce del tardo pomeriggio, quella che riscalda dolcemente nelle giornate di fine estate.

Qui sotto la ricetta


Ingredienti: savoiardi, 1 tazza grande di caffè, 200 g di mascarpone, 200 g di zucchero, 4 uova, un cucchiaio di Grand Marnier, cacao amaro

Separa le chiare dai tuorli e montale a neve con un pizzico di sale. A parte, mescola i tuorli con lo zucchero in modo da ottenere una crema spumosa e aggiungi il Grand Manrnier (se vuoi Rum). Aggiungi il mascarpone ammorbidito e mescola fino ad ottenere una crema senza sgrumi. Unisci le chiare e avrai così ottenuto la tua crema. Distribuiscila sui savoiardi imbevuti di caffè che avrai distribito sul fondo di un contenitore. Finisci spolverando con il cacao amaro in polvere e metti in frigo a riposare.

Delizioso...un dolce che non aspetta!
Share:
Template Created by pipdig