02/10/16

Di libri e di foto & Pane al grano saraceno

Mi sono accorta di due cose in questi giorni: la prima è che - nonostante i miei buoni propositi - in casa ci siano ancora troppo poche foto stampate. La seconda riguarda i libri, ma andiamo con ordine.

Quando ero piccola, nella casa dei miei genitori in Veneto, mi piaceva aprire il cassettone sotto al divano e tirare fuori le fotografie. C'erano piccoli raccoglitori, facili e pratici da sfogliare, con su scritto l'anno e l'occasione a cui si riferivano le foto. 
1979: Valentina al mare
1981: vacanze in Jugoslavia
1983: 6 anni vale
e via di seguito. C'erano anche foto sparse, all'interno delle buste e lì gli anni e le circostanze si mescolavano. Il bello di quelle buste era che non sapevi esattamente cosa avresti trovato. 

Adoravo rilassarmi in quel modo, era un'occasione per conoscere aneddoti sempre nuovi.  Era anche un modo per farsi raccontare delle piccole storie di famiglia, prendendo spunto da chi era ritratto nelle foto si poteva ricordare e riflettere su cosa facevamo e su chi eravamo. 

Ripenso a quelle foto - ancora oggi sotto al divano nel loro tipico semi-ordine - e mi dico che ero fortunata. Ero circondata da tante persone che mi volevano bene ed io volevo bene a loro. Rivedo nonni, zii, genitori più giovani,nei loro anni migliori. Gli anni in cui ci sono le energie, si ha voglia di creare, lavorare, sperare, progettare. Gli anni del coraggio. Gli anni in cui si guarda avanti, per guardare indietro c'è tempo.

Ecco, io adesso vorrei quelle buste, quegli album piccoli e grandi dove i miei figli possano ritrovarsi come è stato per me.
Vorrei che loro potessero girare ogni pagina riscoprendo le meraviglie della loro infanzia, la tenerezza di mamma e papà, la gioia dei nonni con le loro mani amorevoli. Sempre pronte a fare una carezza.
Salvare al PC le foto ha tolto un po' questa poesia ed il gusto di tuffarsi nei ricordi in modo completamente libero, specialmente per i bambini che non sanno dove sono salvate le foto ed hanno bisogno della presenza di un adulto.
Insomma, il mio stile è da tappeto peloso, calzettoni, tuta e gambe incrociate. Uno scatolone al centro del tappeto e tanti album dentro. Colorati.  Colorati come i nostri anni, le nostre vite. I colori delle emozioni.
E poi lo so, ogni volta che si tirano fuori le foto di famiglia o dell'infanzia, c'è subito grande aspettativa. 

Un tuffo nei ricordi, tutto torna alla mente e per i bimbi in particolare significa ricordarsi che - nonostante la scuola, i compiti, i devi stare seduto  e mangia tutto quello che hai nel piatto, spegni la tv come è andata a scuola? - la loro vita è felice.
Quindi: stampare le foto! Il mio Post-It della settimana.

Parliamo di libri ora. Ho appena finito di leggerne uno che ho amato tantissimo. "Per dieci minuti", di Chiara Gamberale. E' stata una lettura preziosa, in particolare adesso perché mi sono ritrovata tantissimo nella sperimentazione dei dieci minuti. Senza volere troppo svelare nel caso in cui vi andasse di leggerlo, la protagonista, spinta dalla sua terapeuta, sperimenta ogni giorno per dieci minuti un'attività che non ha mai fatto e lo fa per un mese intero. Interessante, vero?

Io non faccio ogni giorno una cosa diversa e nemmeno per un tempo definito ma, ho impostato le mie settimane in questo modo.
Inizio un nuovo libro, faccio una passeggiata diversa, cucino qualcosa di meno tradizionale, organizzo un pranzo con amici, studio e imparo cose nuove. Studio pezzi nuovi al pianoforte, studio per il corso di scrittura creativa, inizio un master. 
Un libro divertente, introspettivo, leggero, a volte comico...come comica è la vita per chi ha imparato o sta imparando a non prendersi troppo sul serio.

Che poi, se ci penso, quando qualcuno mi chiede che libri ho letto quest'anno non so mai rispondere....voi si? A me tornano subito alla mente i libri che mi hanno lasciato qualcosa di più intenso, emozioni, pensieri...libri che hanno saputo far si che mi venisse voglia di seminare per nuovi progetti.  Ma poi non ricordo quando li ho letti. Che nervoso che mi viene....e allora ho scritto anche una piccola lista di libri...sempre nel mio Quaderno Speciale.

No, non è che voglia mettere ordine dappertutto....non è per questo che scrivo tanto. Sto quadernetto pare chissà cosa ormai....Semplicemente, mi piace, mi conforta. So che se fisso un'idea, anche strampalata - il chè è molto possibile - questa rimane da qualche parte e poi....la ritrovo. 
Sì, scrivere per me è Confortante. Ecco. 



Oggi è domenica e ho fatto il pane. La mia bimba stava con me in cucina mentre impastavo. Vestita da ballerina, gicava con statuine delle principesse. Era nel suo mondo magico...ed io accanto a lei, sento sempre un po' della sua magia.


La ricetta:

Ingredienti: 20 g di miele di lavanda, 120 g di latte, un pizzico di sale, mezzo panetto di lievito di birra, 70 g di gherigli di noci, un uovo intero, 250 g di farina di manitoba, 50 g di farina di grano saraceno, olio extravergine di oliva, qualche goccia d'acqua, semi di sesamo neri (quelli che volete)

Sciogli il lievito nel latte, aggiungi il miele e l'uovo sbattuto.  In una ciotola a parte setaccia le  farine  e versa gli ingredienti liquidi.
Impasta e lascia lievitare per un'ora coperto con un panno. Impasta nuovamente e distribuisci l'impasto in uno stampo da forno.

In una piccola ciotolina mescola l'olio con l'acqua e passa la superficie dei panini con un pennello in lattice. Distribuisci sulla superficie i semi di sesamo e metti in forno ventilato a 180° per venti minuti.


Io e Federica non abbiamo resistito. Il tavolo era pronto, il pranzo pure ed un morso al pane e mortadella per noi è stato un antipasto pefetto! :=)
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pipdig